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Il film su ‘The Dangers in My Heart’, cosa resta della serie?

Dal manga, all'anime fino al grande schermo, The Dangers in My Heart rilegge la serie puntando sulla crescita psicologica dei protagonisti

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The dangers in my heart segue il passaggio dal piccolo al grande schermo, un sentiero già tracciato da titoli come L’attacco dei giganti o Demon Slayer. Operazioni in cui la necessità di riassumere si scontra con il desiderio di sublimare l’opera originale. The dangers in my heart si inserisce dunque in questo solco, ponendosi come una riformulazione cinematografica curata dal regista Hiroaki Akagi. Un compito che non è mai semplice, poiché prevede la trasposizione del manga di Norio Sakurai, un culto istantaneo del genere rom-com. Portando i due protagonisti, Kyotaro e Anna in un’esperienza che accelera l’evoluzione psicologica, trasformando la narrazione episodica in un lungometraggio. Proprio questa struttura compressa rafforza la lettura simbolica dei personaggi, riducendo il quotidiano a favore delle traiettorie interiori più nette.

Il film distribuito da Eagle Pictures, sarà al cinema dal 26 febbraio al 04 marzo.

The dangers in my heart: film o riformulazione?

Sin da subito The dangers in my heart ci dà l’impressione di non essere un prodotto creato da zero. Questo perché ci troviamo dinanzi a dei tagli spesso bruschi, che malgrado la loro continuità narrativa ci lasciano con l’impressione che qualcosa rimanga comunque oscurata. Questa sensazione non è un caso. L’opera si presenta infatti come un film compilation, un cosiddetto recap che ha dovuto condensare circa 25 episodi. Parliamo dunque di oltre 8 ore di contenuti che sono stati riassunti in 100 minuti. Questa compressione non mira tanto alla completezza, quanto alla restituzione di un nucleo emotivo essenziale, accettando consapevolmente la perdita di contesto come prezzo da pagare. Questa scelta ha portato Hiroaki Akagi (regista già della serie tv) a sacrificare diverse sottotrame, come ad esempio quelle legate ai compagni di classe.

Il focus assoluto è sulla crescita emotiva della coppia che, accompagnata dalle musiche di Kensuke Ushio, riesce comunque ad avere un impatto fisico sul pubblico. Appare dunque ovvio che l’evoluzione di Kyotaro sia molto accelerata rispetto a quella della serie. Sacrificando infatti quelle piccole sfumature quotidiane che rendevano la serie e il manga così amati.

La storia d’amore tra  Kyotaro Ichikawa e Anna Yamada

Il film si concentra dunque effettivamente solo sulla storia d’amore. Il limite più evidente è lo scarso spazio concesso ai personaggi secondari. Mentre la storia d’amore rimane a tutti gli effetti il focus ed è ben sviluppata, possiamo vedere come gli altri personaggi come le amiche di Anna oppure la sorella di Kyotaro vengano poco raccontati. Lasciando seppur piccole, lacune sui rapporti che questi ultimi hanno con i personaggi secondari. L’unico che sembra avere un suo spazio risulta essere Haruya Nanjō, il cosiddetto Don Giovanni della situazione. Non si tratta di un antagonista “cattivo tradizionale”, bensì di una proiezione delle paure sociali di Kyotaro. Una presenza essenziale, poiché costringe Ichikawa ad uscire dal suo guscio e a confrontarsi con la propria gelosia.

In The dangers in my heart vediamo come questa gelosia sia il motore del loro rapporto, costringendo Kyotaro a guardarsi dentro. Il loro rapporto potrebbe proprio leggersi in ottica di un processo di individuazione da parte di entrambi. Cosa che verrà poi confermata da loro stessi nel corso della narrazione. L’obiettivo diventa dunque quello di ogni adolescente, come abbiamo visto anche in Toradora!: il diventare più che ritrovare sé stessi e capirsi, integrando le proprie parti ombra.

Il viaggio del sé dei personaggi di The dangers in my heart

All’inizio Kyotaro è dominato dalla sua ombra. Tutte le sue fantasie omicide e il suo look dark non rappresentano una reale malvagità, bensì un meccanismo di difesa contro l’inadeguatezza che prova. Il ragazzo proietta tutto il suo dolore all’esterno, immaginandosi di conseguenza come un mostro, poiché ha paura di essere semplicemente un ragazzo invisibile. Questo emerge soprattutto nelle sequenze iniziali, in cui la regia insiste sui primi piani chiusi e sull’isolamento di Kyotaro, visivamente separato dal resto della classe. La comparsa di Anna rappresenta invece la sua anima, in termini junghiani la sua componente femminile inconscia. Attraverso di lei, Kyotaro riesce finalmente a connettersi con la vulnerabilità e i sentimenti che avevano represso nel suo rifugio oscuro. Il suo evolvere non significa più voler uccidere il bello oppure reprimerlo in quanto oggetto di paura, bensì proteggerlo.

Anna invece, vive in un mondo di persona, costruito da una maschera sociale. Essendo una modella diventa così un’icona di bellezza e si ritrova costretta a presentarsi sempre perfetta ed eterea. Tuttavia la sua persona, dunque la sua altezza e il suo lavoro la isolano. I compagni di classe la vedono solo come un’immagine e non come una ragazza. È qui che entra in gioco Kyotaro. Lui è l’unico che non interagisce con la sua maschera, bensì con il suo vero sé. Vicino a lui Anna si sente di poter mangiare le schifezze ed essere goffa, cosa che con gli altri fatica ad essere.

La loro relazione può dunque essere vista come un’unione degli opposti, da un lato troviamo l’introverso oscuro e dall’altra l’estroversa luminosa. Kyotaro non necessita più della sua ombra per sentirsi speciale, mentre Anna non ha più bisogno della sua persona per sentirsi accettata. Creando un legame in cui si vedono realmente per ciò che sono.

Perché vederlo se si ha già visto la serie o letto il manga?

Nonostante i numerosi tagli il film si presenta come una promessa che racchiude al suo interno diverse scene inedite. Si tratta di scene totalmente assenti dalla serie tv. Una di queste riguarda proprio il finale stesso della seconda stagione. Senza esporre spoiler, parla del continuo dell’ultimo episodio, quindi l’evoluzione della dinamica fra i due rispetto a ciò che già sapevamo. Senza dimenticare inoltre, che alcune scene chiave sono state appositamente ridisegnate e rifinite per il prodotto cinematografico.

Per i fan di Kana (la sorella di Kyotaro), ci sono delle buone notizie. Il film decide infatti di aggiungere delle scene a lei dedicate. Soprattutto riguardanti alla sua performance live con la sua band.  Altri momenti inediti vengono inoltre dedicati a Ichikawa e Yamada, che fungono da ponte verso una potenziale terza stagione. Infatti, proprio in concomitanza Norio Sakurai ha confermato la conclusione con il 14esimo volume. In conclusione, The dangers in my heart non sostituisce la serie né il manga, ma li rilegge. È una celebrazione visiva che, pur conoscendo già la storia, riesce a offrire un nuovo punto di vista emotivo.

The Dangers in My Heart

  • Anno: 2026
  • Durata: 100
  • Distribuzione: Eagle Pictures
  • Genere: Animazione
  • Nazionalita: Giappone
  • Regia: Hiroaki Akagi
  • Data di uscita: 26-February-2026