Disponibile su HBO Max, A Knight of the Seven Kingdoms è stata presentata a Roma dallo showrunner Ira Parker e dal protagonista Peter Claffey, i quali hanno raccontato, durante una serie di interviste, aneddoti, curiosità e ricordi circa la lavorazione dell’ambizioso progetto.
A Knight of the Seven Kingdoms | Intervista allo show runner Ira Parker
Il primo a prendere parola è lo showrunner, Ira Parker, classe 1985, canadese e grandissimo appassionato di Game of Thrones. Rispetto a quest’ultimo, A Knight of the Seven Kingdoms è un volume di circa un centinaio di pagine, per cui l’adattamento è stato ben diverso rispetto al suo più celebre (almeno per ora) predecessore. «Per fortuna la HBO è stata molto disponibile con la lunghezza della serie, aiutandoci. La verità è che abbiamo ancora molto da raccontare e abbiamo avuto molte conversazioni con George (R.R. Martin, ndr.) prima di iniziare. Eravamo entrambi entusiasti e affezionati all’opera. Abbiamo anche aggiunto personaggi che non c’erano nelle novelle, come per esempio Lionel Baratheon. E credo anche lui si sia divertito molto nel trascorrere del tempo con Dunk ed Egg.
Dicono che, come scrittore, non devi scrivere per un pubblico, ma per una persona. E io sapevo di star scrivendo per George.
La verità è che la cosa più difficile di questo adattamento è stato avere come co-protagonista un bambino di 9 anni. È stato davvero difficile perché, prima di tutto, vorresti che lui avesse una vita da bambino, a scuola, con gli amici. Avevamo la possibilità di filmare con lui per circa quattro ore al giorno, ma dobbiamo considerare che la serie vive e respira con Duncan ed Egg. Quindi dovevamo capire come far in modo che dividesse il suo tempo e far rientrare il tutto nel budget, dato che i tempi di produzione si sono allungati.
Inoltre dovevamo lavorare sull’equilibrio tra commedia e qualcosa di più profondo. Ser Duncan è onesto e speranzoso, pieno di ansie e di dubbi, ed è ciò che lo rende comico. Peter Claffey è stato bravissimo a portare tutto ciò sulla scena e si è creata subito una splendida chimica con Dexter Sol Ansell, già durante i provini.»
Oltre alla fortuna nel trovare gli attori giusti, Parker ha potuto contare sulle splendide location offerte dall’Irlanda, oltre agli studi di Belfast (dove è stato girato Game of Thrones), come sfondo e cornice alle vicende. «È la prima volta a Westeros che vediamo tanta pioggia, tanto verde e tanti fiori. Questa volta non abbiamo dovuto viaggiare molto, ma per la seconda stagione purtroppo non potremo rimanere in Irlanda.»
Peter Claffey sogna di seguire le orme di Robert Pattinson
Quando Peter Claffey entra nella stanza, la riempie. Non solo perché è effettivamente un “gigante”, ma anche perché ha un’aura particolarmente positiva a circondarlo. Sorridente, solare e genuino, racconta dell’attacco di panico che ha avuto nel momento in cui lo hanno chiamato per lo show. «Ero nervoso perché sono un grande fan di Game of Thrones. E la serie è diventata un fenomeno, per cui le persone si riuniscono nei pub per vederlo insieme.»
A chi gli domanda quanto somiglia al suo personaggio, Ser Duncan l’Alto, risponde candidamente: «Come lui amo gli animali e raggiungo gli stessi livelli di nervosismo – ride e prosegue – Dunk è molto umile, è il primo protagonista di Game of Thrones a non voler essere re di Westeros. Ha un codice di valori e vuole essere d’aiuto. Credo ci sia qualcosa di davvero affascinante. E se le persone ci guarderanno, vorrei rimanere umile, rendere i miei genitori orgogliosi continuando a essere la stessa persona. Questo è il mio obiettivo. Ovviamente stiamo già girando la seconda stagione, ma se George volesse continuare a scrivere più storie di Dunk, penso non sarebbe tanto difficile.»
Sicuramente A Knight of the Seven Kingdoms potrebbe essere un buon trampolino di lancio per Claffey, che rivela di ambire a un percorso simile a quello di Robert Pattinson. «Dopo Twilight ha iniziato questo meraviglioso viaggio di piccoli film indipendenti, viscerali, brillanti, diversi, che lo hanno messo alla prova. Mi piacerebbe sfidare me stesso, ma vedremo che tipo di opportunità arriveranno.»