Il documentario SognandoRosso ( Luca – Seeing Red) , distribuito da NotoriousPicturesarriva nelle sale italiane dal 1 dicembre al 3. Il docufilm si propone come un ritratto appassionato e profondo di Luca Cordero di Montezemolo. Un film dedicato all’uomo che, secondo la narrazione, ha incarnato e guidato la trasformazione di Ferrari da semplice casa automobilistica a icona mondiale riconosciuta come marchio globale.
Realizzato da Manish Pandey (già noto per il documentario Senna) insieme a Christopher M.Armstrong, il film mescola la dimensione biografica, quella imprenditoriale e quella simbolica del “sogno italiano”, offrendo una panoramica sull’identità di un marchio e sul potere del carisma di un leader.
La parabola di Montezemolo e Ferrari
Sognando Rosso non è solo una cronistoria di successi sportivi. Il film si struttura come unviaggio attraverso l’Italia, guidato dal giornalista sportivo Chris Harris, in compagnia di Montezemolo, per ripercorrere le tappe fondamentali della sua vita e della storia di Ferrari.
Si alternano interviste, testimonianze, ricordi, immagini d’archivio, e riflessioni sul significato di passione, dedizione e fedeltà ai valori, anche quando le sfide imprenditoriali o personali diventano difficili.
Successi, salvataggi, sfide
Il film sottolinea come Montezemolo abbia “salvato la Ferrari due volte”, reinventandola e traghettandola verso nuovi traguardi senza tradirne l’essenza storica.
La narrazione attraversa momenti di gloria, campionati, vittorie, ma anche momenti di difficoltà, scelte imprenditoriali complesse e bilanci delicati tra idealismo e realismo. Un dualismo che, per molti, rappresenta il cuore di ogni grande sogno imprenditoriale.
Un docufilm da “brand story”
Oltre alla cronaca personale e professionale, la pellicola si propone come una riflessione sull’identità italiana. Riflessione su cosa significhi esportare un “sogno made in Italy” nel mondo, e come un marchio possa diventare sinonimo di cultura, eccellenza e aspirazione.
In questo senso, il documentario si avvicina più a una “brand history” che a una semplice biografia, esplorando anche le implicazioni di capitalismo e globalizzazione.