Visto nelle sale cinematografiche italiane a Settembre 2025, approda in home video The conjuring – Il rito finale. Un’edizione Warner Bros che dispensa sia in 4K Ultra HD che su blu-ray il quarto capitolo della popolare saga horror iniziata nel 2013 da James Wan. Fu infatti il suo L’evocazione – The conjuring ad aprire le danze, tre anni prima che si dedicasse al sequel The conjuring – Il caso Enfield. Sequel tramite cui, oltretutto, si contribuì ad espandere un universo condiviso destinato ad includere tre Annabelle, due The nun e La Llorona – Le lacrime del male. Quest’ultimo a firma del Michael Chaves poi occupatosi di The conjuring – Per ordine del Diavolo e di questo presumibilmente ultimo tassello.
E, con Wan come di consueto alla produzione, è nel 1986 che si svolgono le oltre due ore e dieci minuti di visione.
Che, come avvenuto nei tre film precedenti, prendono le mosse da fatti paranormali realmente accaduti e affrontati dai coniugi Ed e Lorraine Warren. Coniugi incarnati ancora una volta da Patrick Wilson e Vera Farmiga, stavolta alle prese con il caso dell’infestazione in casa Smurl. Già fonte d’ispirazione per il lungometraggio televisivo La casa delle anime perdute, firmato nel 1991 da Robert Mandel. Lasciata la propria attività investigativa per dedicarsi al lavoro universitario, i due decidono di indagare su una nuova entità sovrannaturale. Entità che sembra essere ospitata, appunto, tra le mura dell’abitazione della famiglia in questione.

Ma è dal 1964 che prende avvio The conjuring – Il rito finale, con la suggestiva sequenza della nascita della Judy figlia dei due Warren. La Judy che possiede da adulta i connotati di Mia Tomlinson, fidanzata con il giovane Tony, ovvero Ben Hardy. Il Tony che si concede anche un’esilarante parentesi nel momento in cui chiede a Lorraine ed Ed il permesso di sposare la ragazza. La quale finisce oltretutto aggredita in soffitta da una presenza nel corso di una delle migliori situazioni dell’operazione. Come pure quella che vede tragicamente coinvolto il sacerdote Gordon alias Steve Coulter. Il tutto, ovviamente, al fine di porre lo spettatore in attesa dello spettacolare rito finale suggerito dal titolo.
Man mano che, come c’era da aspettarsi, non mancano omaggi al decennio reaganiano. Da Let’s dance di David Bowie inclusa nella colonna sonora a riferimenti verbali a Ghostbusters – Gli acchiappafantasmi e a I Goonies.
All’insegna di quello che possiamo considerare uno dei maggiormente riusciti episodi dell’intero universo condiviso Conjuring. In grado di non annoiare nell’inanellare circostanze più o meno inquietanti e spaventose. Tra sangue vomitato, specchi maledetti, bambole che prendono vita e un accattivante spettro armato di ascia. Non rimane quindi che consigliare l’acquisto di The conjuring – Il rito finale. Tanto più che è accompagnato in entrambi i dischi da tre featurette quali contenuti speciali. Per la precisione, Last rites: an era ends (quasi nove minuti di durata), The conjuring: crafting scares (quasi nove minuti) e Michael Chaves: believer (sette minuti).