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Torino Film Festival

‘La anatomía de los caballos’ – la spietata ineluttabilità della Storia

L'esordio al lungometraggio del regista peruviano Daniel Vidal Toche, in concorso al 43° Torino Film Festival, è un'opera evocativa e aspra dal respiro universale

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Angel, rivoluzionario Tupac Amaru del XVIII secolo, compie un viaggio nel tempo con la caduta di un meteorite e approda nel Perù moderno

Il carattere impervio della pampa peruviana, solcata da venti solitari, è lo sfondo delle vicende al centro di La anatomía de los caballos, riflessione dura sul senso del tempo e l’agire umano, presentato nella sezione lungometraggi del 43° Torino Film Festival.

La caduta di un meteorite ha aperto un cratere sovrapponendo le dimensioni temporali e il rivoluzionario Angel (Juan Quispe), ferito e travolto dalla perdita del fratello, viene proiettato dal XVIII secolo alla contemporaneità. Tuttavia le dinamiche storiche sembrano sempre le medesime.

La anatomía de los caballos: la rivoluzione ciclica

Attraverso un linguaggio scarno ed estremamente simbolico, Daniel Vidal Toche offre una visione pessimistica e matura sulla ciclicità della storia e il presente dell’America latina, costantemente alla ricerca di cambiamento, ma intrappolata in una dimensione neo colonialista difficile da scalzare.

Le lotte dei rivoluzionari Túpac Amaru II sono pari a quelle della piccola comunità nella regione di Puno, dove una miniera sta avvelenando l’ambiente, compromettendo il sostentamento dei locali e negando qualsiasi possibilità di rivolta giacché il solo orizzonte ammesso è quello del profitto straniero. Le autorità si dimostrano sorde dinanzi alle rimostranze del popolo in una continuità che abbraccia il tempo.

Le sovrapposizioni spazio temporali percorrono tutto La anatomía de los caballos, così la giovane Eustaquia cerca impotente la sorella, rivoluzionaria in guerra con l’attività minieraria – già apparsa in sogno ad Angel – e voce dell’inutilità di ogni tentativo di ribellione. Il suo corpo smembrato è l’emblema stesso del fallimento, di una battaglia che non trova compimento e non potrà che generare morte. Angel, al contrario, persevera nell’intento di cambiamento poiché la rivoluzione si autorigenera e là dove esiste sopraffazione un giorno scatterà l’istinto di resistervi.

Angel, rivoluzionario Tupac Amaru del XVIII secolo, compie un viaggio nel tempo con la caduta di un meteorite e approda nel Perù moderno

“La storia dà i brividi, perché nessuno la può fermare”

Al di là delle singole prospettive e delle scelte individuali un flusso unico sembra pervadere il destino degli uomini e la suggestione del regista implica una perpetua continuità, fino alla fine dei tempi.

Le visioni suggestive che accompagnano lo spettatore

Sono tante le visioni suggestive che accompagnano lo spettatore. Innanzitutto, una natura matrigna e sovrastante, difficilmente addomesticabile, sebbene la Pachamama (madre terra) sia venerata mediante varie ritualità in segno di rispetto e gratitudine e l’acqua rappresenti fonte di memoria (si pensi al cratere luogo di incontro tra Angel e la sorella di Eustaquia). Un corpo straziato con una gamba appesa sopra la croce al centro di un villaggio e una nuvola di mosche intorno. O ancora l’incedere incerto e derisorio di un uomo che accusa Angel di aver tradito la spinta rivoluzionaria.

Recitato in gran parte da attori non professionisti in lingua Quechua, La anatomía de los caballos è un film di silenzi, volti asciutti, lunghe sequenze che impongono attenzione e suscitano  interrogativi.

Le immagini che chiudono il film con un treno che solca il vuoto dei paesaggi andini e approda in una città con scene in “reverse” rappresentano al meglio l’idea che il tempo non esista e il futuro coincida con il passato in una prospettiva di “infinito” che annulla tutto.

Presentato in anteprima al Karlovy Vary Festival, La anatomía de los caballos è un’opera che detta l’urgenza di un cinema politico e filosofico, assolutamente in linea con l’attualità storica.

Scopri il 43° Torino Film Festival

Torino Film Festival – Torino Film Fest

La anatomía de los caballos

  • Anno: 2025
  • Durata: 106'
  • Distribuzione: Playa Chica Films, Pioneros Producciones, Sideral, Los Niños Films, Crack Films, Promenades Films
  • Genere: Drammatico
  • Nazionalita: Perù, Spagna, Francia, Colombia
  • Regia: Daniel Vidal Toche