In concorso alla 43esima edizione del Torino Film Festival, nella sezione documentari, Dolph: Unbreakable invita il pubblico a conoscere più da vicino uno dei personaggi più iconici della Settima Arte. Ovviamente stiamo parlando di Dolph Lundgren, colui che ha dato vita e personalità a Ivan Drago, acerrimo rivale di Rocky Balboa nel quarto capitolo del franchise.
Diretto con sensibilità e ammirazione da Andrew Holmes, il progetto svela il lato più umano dell’attore svedese, alle prese con quello che è stato forse il momento più difficile della sua esistenza. Attraverso la voce di chi ne ha incrociata la strada e la sua personale testimonianza, Dolph: Unbreakable emoziona nel profondo, sottolineando quanto la forza d’animo e l’amore possano portare alla salvezza.
Dolph: Unbreakable | La trama
Quando gli è stato diagnosticato un cancro al rene, Dolph Lundgren era nel pieno del suo lavoro. Pronto a girare Aquaman e il regno perduto e I mercenari 4, l’attore ha dovuto sottoporsi a una serie di procedure mediche e di esami che lo hanno inevitabilmente debilitato. Ma solo nel fisico, perché nello spirito nulla ha mai ceduto. Grazie al supporto e all’amore di chi gli stava accanto, Lundgren si è imbarcato in un’impresa a dir poco titanica. E ne è uscito vincitore.
Ogni giorno è una lotta. La vita è una lotta. Devi continuare a lottare.

Ripercorrendo la sua storia sin dall’infanzia – difficile per via di un padre violento – e passando per le tappe fondamentali che lo hanno portato dal dojo a Hollywood, viene fuori un ritratto intimo, sincero, appassionante. Se la maggior parte delle persone ricordano Dolph Lundgren per la sua interpretazione di Ivan Drago, ritrovato anche in Creed 2, sarà interessante scoprirne le diverse partecipazioni, a progetti più o meno di successo, ma tutti altrettanto significativi nella sua carriera, e non solo.
Come si misura il valore di una vita?
Spesso i documentari hanno la possibilità di portare sotto la luce dei riflettori lati sconosciuti e inediti di personaggi noti. Chiaro come alla base debba esserci la loro disponibilità, totale e incondizionata. Dolph Lundgren è uno di loro. In Dolph: Unbreakable si mette a nudo, aprendosi e concedendosi allo sguardo indiscreto della macchina da presa. Umile, riconoscente, consapevole. Il pubblico è invitato a conoscere la sua storia e a prenderne, perché no, esempio. Nonostante gli errori, compiuti in quanto essere umano, o forse proprio attraverso essi, è giunto a una conclusione. Il valore di una vita si misura da tante cose, come gli affetti e i ricordi, le esperienze e gli incontri.
Cominci a pensare in modo diverso.

Oltre a quello con Grace Jones, che gli ha effettivamente cambiato prospettiva, è Sylvester Stallone a essere stato determinante per la sua carriera. Sly non solo lo ha voluto al suo fianco in Rocky IV, ma lo ha ricercato nel momento in cui ha messo insieme i più grandi attori d’azione per I mercenari. Non a caso, un altro veterano in materia, quale Arnold Schwarzenegger, ricorda di aver avuto subito la sensazione di star power quando ha visto Lundgren. Ed è così che il lavoro, inizialmente percepito come una “droga”, si è rivelato via via anche terapeutico, permettendogli di ritrovare se stesso e coloro che aveva un po’ perso per strada.
*Sono Sabrina, se volete leggere altri miei articoli cliccate qui.