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Giornate del Cinema Muto | Pordenone Silent Film Festival

Parigi ospita le Giornate del Cinema Muto con una selezione dal Festival di Pordenone

La Fondation Jérôme Seydoux-Pathé presenta 18 film restaurati con accompagnamento musicale dal vivo.

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Dal 29 ottobre al 18 Novembre, Parigi diventa la capitale del cinema muto grazie alla collaborazione tra le Giornate del Cinema Muto di Pordenone e la Fondation Jérôme Seydoux-Pathé. La selezione, intitolata “Le Giornate del Cinema Muto, sélection du festival de Pordenone 2025”, porterà sul grande schermo diciotto film, tra cui 12 lungometraggi e 6 cortometraggi, che hanno emozionato il pubblico nel corso della 44esima edizione del festival italiano. Le proiezioni si terranno presso la sala della Fondazione in Avenue des Gobelins, a due passi da Place d’Italie, e saranno accompagnate da musica dal vivo, elemento distintivo delle Giornate.

Alcune delle proiezioni saranno introdotte direttamente dal direttore delle Giornate del Cinema Muto, Jay Weissberg, che ha curato la selezione insieme alla Fondation Seydoux-Pathé.

Il programma, che conta ben 14 gli spettacoli (in programma due vote ciascuno), offre un viaggio unico nella storia del cinema muto, con restauri eccezionali e film visti raramente.

Un Programma ricco e variegato

Otto su tredici sezioni delle Giornate 2025 sono rappresentate a Parigi. Tra i più attesi rientrano indubbiamente L’innamorata, L’ombra e La piccola parrocchia, con la partecipazione dell’attrice Italia Almirante Manzini, a cui le Giornate dedicheranno ampio spazio nel 2026.

L’innamorata (Gennaro Righelli, IT, 1920) Italia Almirante Manzini Credit: Cineteca di Bologna

Il programma si apre e si chiude con lo spettacolare Die Dame mit der Maske (Il paese dello scandalo, 1928) di Wilhelm Thiele, ma non mancheranno altri titoli di rilievo come il restaurato Cirano di Bergerac (1922-1923) di Augusto Genina (che ha inaugurato le Giornate), e il titolo che ha concluso il festival, Our Hospitality (Accidenti… che ospitalità!, 1923) di Buster Keaton e Jack Blystone.

Buster Keaton, Natalie Talmadge Our Hospitality (Accidenti… che ospitalità!) (Buster Keaton, Jack Blystone, US, 1923) Credit: Cinémathèque de Toulouse

Fra gli altri lungometraggi, oltre ai tre con Italia Almirante Manzini, spicca The Man Who Came Back (La rinascita, 1924) di Emmett Flynn, inserito anche nel programma del Festival des Fiertés, evento che celebra le culture e le identità LGBTQIA+.

Non mancheranno titoli internazionali come il capolavoro del regista cinese Richard Poh, Love and Duty (1931), interpretato dalla leggendaria Ruan Lingyu, e il film per ragazzi realizzato in Ucraina nel 1929 Pryhody Poltynnyka (Le avventure di una moneta da mezzo rublo) di Axel Lundin.

In programma anche un altro film italiano: La gerla di papà Martin (1923) di Mario Bonnard, tratto dalla pièce francese Les Crochets du Père Martin.

Dorothy Mackaill, George O’Brien The Man Who Came Back (La rinascita) (Emmett Flynn, US, 1924) Credit: AMPAS/Margaret Herrick Library, Beverly Hills

Corti selezionati

La rassegna include anche un selezione di corti che spazia dalla sinfonia urbana su Kharkiv in  Narysy radianskoho mista (Scene di una città sovietica, 1929) di Dmytro Dalskyi, a La Capitale du Brésil (1931-32), su una Rio de Janeiro profondamente diversa dalla metropoli odierna. Saranno presenti anche quattro titoli sull’avanguardia belga.

Per il programma completo e le informazioni sulle proiezioni è possibile visitare il sito: https://www.fondation-jeromeseydoux-pathe.com/event/3032