Durante la conferenza stampa della giuria del Festival di Cannes 2026, Demi Moore si è espressa sul tema della libertà di espressione – già discusso in seguito alle recenti dichiarazioni di Pedro Almodóvar – e sull’impatto dell’intelligenza artificiale sulla creatività. L’attrice, che ha debuttato a Cannes nel 1997 in occasione della presentazione del film Il quinto elemento di Luc Besson al fianco di Bruce Willis, ed è stata presente nel 2024 con The Substance di Coralie Fargeat, torna ora in veste di membro della giuria accanto a Isaach de Bankolé, Laura Wandel, Stellan Skarsgård, Chloé Zhao, Ruth Negga e Diego Céspedes, con Park Chan-wook come presidente della giuria.
Cannes 2026: Demi Moore commenta le dichiarazioni di Almodóvar
“Penso che parte dell’arte riguardi l’espressione, quindi se iniziassimo ad autocensurarci credo che finiremmo per spegnere il nucleo stesso della nostra creatività, che è, credo, il luogo in cui possiamo scoprire verità e risposte”, ha detto l’attrice. Le sue parole arrivano in seguito alle dichiarazioni rilasciate da Almodóvar al LA Times. Il regista ha infatti affermato: “Le persone sono chiaramente molto spaventate. Gli Stati Uniti non sono una democrazia in questo momento. Alcuni dicono che forse si tratta di una democrazia imperfetta, ma io non credo davvero che gli Stati Uniti siano una democrazia in questo momento”.
Lunedì, durante la conferenza stampa di apertura, si è soffermato sull’argomento anche il direttore del festival Thierry Frémaux: “Vorrei rendere omaggio a Wim Wenders perché credo sia stato oggetto di critiche non davvero giustificate. Ho capito cosa voleva dire, ma credo che molti non abbiano voluto capire ciò che stava dicendo. Voleva dire che la politica dovrebbe essere sullo schermo. Questo è ciò che diciamo a Cannes… il festival ritiene che le questioni politiche riguardino innanzitutto le voci degli artisti e le voci degli artisti le cui opere vengono presentate”.
Uso e aspetti positivi dell’intelligenza artificiale
Demi Moore si è soffermata anche sull’uso dell’AI e su come sia meglio approcciarsi ad essa: “L’AI è qui, combatterla significa, in un certo senso, combattere una battaglia che perderemo. Perciò trovare modi per collaborare con essa penso sia una strada più utile. Stiamo facendo abbastanza per proteggerci? Non lo so. Istintivamente direi di no”. Ma anche sugli aspetti positivi del fenomeno: “Ci sono aspetti molto belli nella possibilità di utilizzarla, ma la verità è che non c’è davvero nulla da temere, perché ciò che l’AI non potrà mai sostituire è l’origine della vera arte, che non è materiale. Viene dall’anima. Viene dallo spirito di ciascuno di noi qui presenti, di tutti noi che creiamo ogni giorno, e non potrà mai essere riprodotto”.
Sull’invito a far parte della giuria del festival, l’attrice ha commentato: “Il mio primo pensiero è stato ‘io?’. Ho avuto un’esperienza bellissima qui qualche anno fa e, innanzitutto, il solo fatto di essere circondata dal cinema e dall’amore per il cinema, e dalla gioia di immergersi in tutto questo ed essere circondata da chi lo condivide, è stato semplicemente una gioia. E poi, chi può lamentarsi della vista meravigliosa di questo luogo incredibile? Mi sento estremamente onorata e molto entusiasta. Mi sento come una bambina che gioca a fare l’adulta”.
Fonte: Deadline