Monica Guerritore scrive, dirige e interpreta il film Anna, presentato nella sezione Grand Public della 20ª edizione della Festa del Cinema di Roma.
La pellicola è al cinema dal 6 Novembre Una produzione LuminaMGR, Masi Film e Mediaflow con Rai Cinema, distribuita da Notorius Pictures.
Un ritratto vivo e umano di una delle più grandi attrici del nostro cinema: Anna Magnani.
Anna: dall’Oscar in poi…
21 marzo 1956. Una notte romana come le altre, durante la quale una signora vestita di nero, insonne, percorre a piedi i vicoli e le piazze di Roma. Nutre i gatti, parla con un netturbino e una giovane prostituta. Ripensa alla propria vita. Intanto una ragazza, che diventerà la sua agente, la cerca. Al mattino la notizia: la signora, Anna Magnani, ha vinto l’Oscar come miglior attrice per La rosa tatuata. [sinossi ufficiale]
Il vibrante talento della dea
“Non voglio fare un grande film, non voglio stupire con effetti speciali. Io interprete voglio incarnarla, perché possa tornare a vivere e farci sentire che cosa ha pensato”.
Sono le parole della regista e protagonista del primo film dedicato ad Anna Magnani. Un racconto intimo che mostra la grande attrice, la dea – così definita dalla sua collega statunitense Meryl Streep – in ambienti per lo più protetti, come casa sua o nei vicoletti del centro di Roma. Una Roma che, piano piano, sta sparendo. Una città d’amore, de core, come lei, amata e riconosciuta dalla gente comune. Resiste – eccome se lo fa – suo ricordo, il suo sguardo, carico di passione, rabbia e ironia, il suo vibrante talento di attrice di cinema e teatro.
È lei, Anna che dà il titolo al film di e con Monica Guerritore, un semplice nome, non c’è bisogno di aggiungere altro. La vita tormenta e ribelle prende forma sul grande schermo e lo fa con semplicità e umanità. Attrice da quando aveva solo sedici anni, con l’esordio teatrale al Piccolo di Milano, con Giorgio Strehler, Guerritore dirige e scrive il suo primo lungometraggio. Lo fa con passione e amore, come ha vissuto Anna Magnani.

La Roma della Magnani
Il film inizia dal culmine della carriera della grande interprete romana. La lunga notte del 1956 quando, sorprendendo tutti, conquista Hollywood, vincendo l’Oscar, il primo per un’attrice italiana. Anna ha deciso di restare a Roma, troppo lungo il viaggio fino in America e soprattutto troppa paura dell’aeroplano, che resta in cielo chissà come. Ma è impossibile dormire in questa notte, perché:
“È la notte dove tutto può accadere…”
La Magnani di Guerritore preferisce passeggiare per i vicoli della sua amata città, sfamando i gatti e parlando con gente genuina come lei. Con questi ripercorre la sua vita, fatta d’amore, di sacrifici, di torti, delusioni e rivincite. Lei non si è mai arresa e per tutta la vita non ha fatto altro che desiderare una carezza.
Dalle strade del centro di Roma Anna inizia la sua parabola. Quell’inaspettato Oscar deve essere la svolta della sua carriera, un riscatto per la critica ufficiale che, a differenza del pubblico, non è mai stata tanto gentile, nei suoi confronti. Diversa dalle maggiorate dell’epoca, per alcuni brutta e vecchia. Ma Anna Magnani ha un fascino straordinario, unico. Un carisma senza pari, carnale come amante, premurosa e attenta come mamma. Così appare nel film. Monica Guerritore la incarna alla perfezione: la grazia della dea della recitazione è palpabile, con le sue gioie e i suoi dolori.
L’amore in Anna
In questo ritratto genuino e semplice, senza fronzoli, emerge soprattutto l’umanità della Magnani. Immediatamente, si evidenzia l’amore per il prossimo, soprattutto per i suoi amati animali. Attraverso l’amore si ricorda la sofferenza per quella relazione tormentata con Roberto Rossellini che, a un certo punto, preferisce il fascino nordico della Bergman. E poi il suo amore materno per Luca, frutto di un’altra relazione finita male.
Non può mancare, poi, la Magnani pubblica, quella del cinema: oltre all riconoscimento dell’Oscar, che segna l’inizio spumeggiante del film, c’è la straordinaria avventura con Roma città aperta e il viaggio, insieme a Rossellini, Fellini e Amidei per ritirare un’inaspettata Palma d’oro.

Il cinema come famiglia
Un cinema diverso da quello di oggi, impossibile ogni confronto, rivive nel film di Monica Guerritore, che si diletta a ricostruire alcune scene cult della grande attrice, come quella di Roma città aperta, con la corsa affannata di Pina. In altri casi, invece, le citazioni sono più velate e allora ecco la sfida degli stornelli con un popolano incontrato all’alba del trionfo nella lontana Hollywood. Come non ricordare la Magnani pasoliniana di Mamma Roma del 1962.
Il cinema dell’epoca, poi, si fa comunità, famiglia. La protagonista di Anna è attorniata da personaggi che hanno reso irripetibile quella straordinaria stagione. Ovviamente Roberto Rossellini (Tommaso Ragno), Ferruccio Ferrara (Roberto De Francesco), Suso Cecchi D’amico (Francesca Cellini) e Carol Levi (Beatrice Grannò e Lucia Mascino).
Con questo film Monica Guerritore omaggia una grande attrice, ma soprattutto una donna straordinaria, certo non perfetta, con un carattere difficile, ma capace di trasmettere la sua immensa passione nel cinema, così come nel teatro. Monica Guerritore ha lavorato a lungo per il suo lungometraggio, costruendolo nel tempo e inseguendo la vera Magnani, quella che continua a vivere tra la gente comune e genuina, proprio come lei.
Tra il 2023 e il 2024, Guerritore ha letto al pubblico la sceneggiatura del suo film e qui ha catturato l’interessa di Andrea Purgatori, che ha partecipato alla scrittura e a cui viene dedicato il film.