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Alice nella città

‘Bagarre’ la libertà di lasciarsi andare

Un corto dove il silenzio sovrasta e spiega più delle parole

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Presentato nella sezione Onde Corte – Concorso Panorama Italia Academy di Alice nella città Bagarre è il cortometraggio firmato da Sarah Narducci  giovane regista della Scuola Nazionale di Cinema del CSC. Un titolo che suggerisce scontro, frizione, lotta, anche se nel corto la “bagarre” non esplode mai in gesti eclatanti: si consuma  tra i silenzi, i non detti, che segnano la fine di un’amicizia

Accessibilità e inclusione al Festival di Roma e Alice nella città

Protagoniste sono Anna e Silvia, migliori amiche dal primo giorno di università. Un legame, però, che sin dall’inizio porta con sé un peso: quello della volontà di Anna, che più che condividere, trascina Silvia nel suo mondo, nei suoi ritmi, nelle sue aspettative. Le seguiamo fino all’ultimo esame, almeno così credono, quando qualcosa si incrina. Un gesto, una parola in meno, una verità taciuta per troppo tempo. E tutto cambia.

Bagarre Un cortometraggio sull’amicizia e la sua fine

Con una messa in scena sobria, primi piani e dialoghi essenziali, Bagarre racconta una storia senza clamore. Il conflitto non si urla: si intuisce.

La regia lascia spazio agli sguardi, alle esitazioni, alla tensione che si accumula nel quotidiano.

E proprio questa scelta minimalista sembra voler rafforzare il messaggio della regista: non tutte le rivoluzioni devono far rumore. Bagarre parla della libertà di sottrarsi allo scontro e del coraggio necessario per dire “basta” a ciò che non ci rappresenta più, anche quando si tratta di legami profondi, apparentemente indissolubili.

«Una libertà che non fa rumore, ma può avere il peso di una rivoluzione», dice Narducci nella nota di regia. Ed è proprio questo il cuore del film.

 Cast giovane, tensione emotiva

Nel ruolo di Anna e Silvia troviamo Ksenia Borzak e Marta Gollo, entrambe capaci di restituire con delicatezza e misura le sfumature di un’amicizia che si disgrega. Attorno a loro, figure di contorno dosate (Christian Carere, Susanna Giovannini) e una regia che accompagna semplicemente.

La fotografia  mai invadente segue i personaggi, lasciando spazio all’intimità dei loro momenti, anche quelli più scomodi.

Una voce femminile da seguire

Bagarre è uno dei quattro cortometraggi di oggi prodotti dal CSC e selezionati per Alice nella città 2025  . Un corto che lavora in sottrazione, con una scrittura che non cerca soluzioni facili ma lascia aperte domande, spazi, sospensioni.

Per Sarah Narducci, si tratta di un esordio promettente che mette in evidenza una sensibilità registica capace di trattare il disordine emotivo con delicatezza e precisione.

Bagarre sceglie un ritmo tacito, non dichiarato,  e con discrezione, ascolto, sottrazione si presenta come un piccolo film sulla fine di un legame apparentemente eterno e sull’inizio di una nuova consapevolezza.

Un corto che non pretende di dare risposte, ma che rappresenta, per il modo in cui pone le sue domande, la difficile e spesso conflittuale amicizia al femminile. Una dimensione sospesa tra amore, condivisione, competizione, insana dipendenza affettiva .

Bagarre

  • Genere: Cortometraggio