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Giornate del Cinema Muto | Pordenone Silent Film Festival

‘Der müde Tod’, la Morte secondo Fritz Lang alle Giornate del Cinema Muto 2025

Proiettata domenica 5 ottobre alle Giornate del Cinema Muto di Pordenone, la ballata visionaria Der müde Tod (Destino) di Fritz Lang continua a sorprendere per la sua bellezza ipnotica e senza tempo.

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Ogni anno, durante le Giornate del Cinema Muto 2025, Pordenone si trasforma in un palcoscenico di antichi sogni: pellicole che hanno fatto la storia, incantando e intrattenendo quando il cinema parlava solo tramite la potenza espressiva delle immagini e della musica dal vivo.

Tra queste, domenica 5 ottobre è tornato sullo schermo Der müde Tod (Destino), il capolavoro visionario del 1921 che segnò il primo grande successo internazionale di Fritz Lang (Metropolis, M – Il mostro di Düsseldorf).

Strutturato come una ballata in sei atti, Der müde Tod è un dramma fantastico, sfarzoso e potentemente espressivo, che ricalca le storie popolari ottocentesche di origine germanica: L’Eroe o l’Eroina trascende la realtà per attraversare una serie di tableaux sospesi nel tempo e nello spazio, un mondo fantastico progettato per metterne alla prova forza e virtù.

La trama

Un tranquillo villaggio di campagna riceve la visita inaspettata di uno straniero dalle fattezze inquietanti (Bernhard Goetzke). Quando si stabilisce in un terreno vicino al cimitero, un giovane del luogo (Walter Jensen) scompare misteriosamente. La sua innamorata (Lil Dagover), riconoscendolo tra un corteo di anime dirette alla dimora dello sconosciuto, decide di seguirlo e riesce a entrare nella casa.

Scopre così che si tratta della dimora della Morte, illuminata da candele che rappresentano le vite umane; se riuscirà a salvare anche solo una delle tre che stanno per spegnersi, potrà riavere il giovane. La ragazza fallisce però la prova, e la Morte le propone un ultimo scambio: offrire un’altra vita in cambio. Tuttavia, alla fine, la ragazza decide di salvare un neonato dalle fiamme, offrendo così la sua vita e ricongiungendosi al suo amato nel regno dei morti.

Un capolavoro restaurato

Der müde Tod affonda le proprie radici nell’Espressionismo tedesco, pur lasciando già intravedere il linguaggio visivo e narrativo che avrebbe reso inconfondibile lo stile di Fritz Lang. L’allegoria della Morte e del Destino viene resa attraverso un uso sapiente delle ombre, dei contrasti di luce e dei volti scolpiti in espressioni estreme, che trasformano il dramma in una visione simbolica e metafisica.
Lang non si limita a seguire i canoni dell’Espressionismo, ma li piega alla propria sensibilità, fondendo l’angoscia tipica del movimento con una costruzione narrativa più ampia e articolata, quasi da favola universale sul potere dell’amore e del sacrificio.

Purtroppo, la versione giunta fino a noi è incompleta: sopravvivono solo copie in bianco e nero, mentre il colore e la colonna sonora coeva sono andati perduti. Per fortuna, nel 2016 la Friedrich Wilhelm Murnau Foundation di Wiesbaden ha compiuto un restauro digitale dell’opera, accompagnato da una nuova colonna sonora composta da Cornelius Schwehr. 

Un’operazione preziosa che permette un dialogo diretto tra il passato e i giorni nostri, tra ciò che è stato e ciò che ancora vive: forse non sapremo mai quali sono le note che accompagnavo in origine l’opera di Lang, ma la loro eco risuona oggi in nuove interpretazioni, che restituiscono anima e respiro a immagini sopravvissute al tempo. Un cinema che non si spegne mai, quindi, ma continua a fiorire, offrendo un ponte tra l’arte di ieri e quella di oggi.

Der müde Tod (Destino)

  • Anno: 1921
  • Durata: 100 min
  • Genere: fantastico
  • Nazionalita: Germania
  • Regia: Fritz Lang