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Valdarno film festival

‘Caos organizzato’ di Di Toreo al Valdarno Film Festival

Il regista fa il verso ai corti dei registi esordienti della fine degli anni '80.

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In proiezione al Valdarno Film Festival, Caos organizzato, il corto di Luigi D. Toreo.

Caos organizzato

Una ragazza, visibilmente tesa e nervosa, è seduta in auto. Smanetta, noiosamente, uno smartphone, e salta freneticamente da un video all’altro. Riceve una telefonata: è il suo ragazzo. Il tono della conversazione si fa subito acceso.
Lei gli rinfaccia la scelta di voler andare in Spagna, senza di lei, e stare lì tre mesi.
Lui si difende, dicendole che ha saputo dello stage solo in giornata e che, la proposta era imperdibile, dal momento che gli offrono anche una casa.
La ragazza non gli crede, gli rinfaccia che non ha avuto neppure la sensibilità di telefonarle e di averla informata, a cose fatte, con un whatsapp. Sempre più inferocita, gli vomita addosso tutta la sua rabbia, lo incalza e gli chiede di non prenderla in giro.
Lui prova, senza successo, ad abbassare i toni, ma a causa di un lapsus, lascia intendere che parte assieme a una tipa, che gli gironzola da un po’ intorno.
Lei intuisce allora che il loro rapporto è giunto al capolinea. Sull’orlo di una crisi di nervi, esce dall’auto e chiede a uno sconosciuto, che, intanto, non ha smesso, di passeggiare avanti e indietro, di smettere di disturbarla. Non potendo offrire nessuna motivazione valida per il suo bizzarro comportamento, lo sconosciuto si scusa e va via.
Una voce off (quella del regista) insiste affinché, lui (che è di fatto un attore), infischiandosene della scenata della ragazza,  continui nel suo andirivieni. Al suo rifiuto, il regista prende il suo posto e…

Un corto che, timidamente, prende in giro i selezionatori dei festival.

Luigi D. Toreo, produttore, regista e anche autore dello script, impagina un corto che fa il verso a quei primi corti italici, nei quali i giovani filmmaker proponevano delle infantili  e ingenue meta-riflessioni sul cinema.

Nella prima parte, infatti, il regista sceglie di filmare la ragazza con la camera fissa e, impietosamente, mostra la fine di un amore in diretta. Ogni tanto si intravede sullo sfondo uno sconosciuto che va su e giù, ma lo spettatore, preso dai dialoghi, tra i due fidanzati, (quasi) non ci fa caso.

A un certo punto la svolta: la voce off del regista si rivolge all’attore che interpreta il molestatore e lo spinge a non dar conto alla sfuriata della ragazza e a continuare con il suo andirivieni. L’attore dichiara di voler mollare e che, forse, è preferibile che il corto ospiti dei silenzi e si adagi su un ritmo più blando.
Di fronte a queste sue affermazione, il regista va su tutte le furie, e cerca di fargli comprendere che il corto deve essere dinamico e veloce, che non può permettersi momenti di sospensione e di silenzio, anche perché altrimenti, i selezionatori dei festival di cortometraggi lo scarteranno.

Un finale, che aspira a essere ironico e spiazzante, chiude la vicenda. Un corto ricco di luci e di ombre, volutamente sgangherato e imperfetto, che può piacere solo per il suo gusto vintage e retrò.

Caos organzizato

  • Anno: 2025
  • Durata: 12'
  • Genere: Cortometraggio
  • Nazionalita: Italia
  • Regia: Luigi D. Toreo,