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Euro Balkan Film Festival

‘Lavanda’: Una sensibilità poetica accompagnata dalla condivisione

Un'opera intima e coraggiosa che riesce a condividere con la società traumi e violenze, facendolo attraverso ricordi e riflessioni

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Lavanda è un’opera intima e coraggiosa, un documentario che si insinua sotto la pelle come il profumo di un campo fiorito al tramonto, ma con l’amarezza di un segreto a lungo taciuto. Diretto e scritto dalla giovane filmmaker montenegrina Mateja Raičković – che qui si mette in scena come protagonista, vulnerabile e resiliente – questo corto di 18 minuti è un viaggio di guarigione personale, nato da un trauma profondo: lo stupro subito a 16 anni dal fidanzatino dell’epoca. Lavanda non è solo un atto di catarsi per la regista, ma un invito universale a rompere il silenzio sulla violenza sessuale, specialmente nei contesti balcanici dove il tabù è ancora radicato.

Il documentario sarà proiettato il 31 ottobre all’Euro Balkan Film Festival

Mateja Raičković

Traumi, violenze e ferite: la condivisione con la società

Al centro di tutto c’è Raičković stessa, che con una maturità disarmante (laureata in regia a Cetinje e master in filmmaking a Budapest) trasforma la sua storia in un manifesto di empowerment. Il film non indulge nel voyeurismo: esplora il silenzio decennale, le ferite familiari, il ruolo del consenso e le conseguenze invisibili della violenza, ma lo fa con una forza che ispira piuttosto che deprimere. Scene come quella in cui la regista, la madre e il fratello guardano insieme le notizie – un collage di violenza quotidiana – diventano metafore potenti di come il trauma si intrecci con la società. E dopo le proiezioni, come racconta la stessa Raičković in interviste, il vero impatto emerge: decine di giovani donne che si avvicinano per condividere le proprie esperienze, trasformando il film in un catalizzatore collettivo di guarigione.

Una sensibilità poetica accompagnata da ricordi e riflessioni

La struttura del film è un flusso organico di confessioni, ricordi e riflessioni, filmato con una sensibilità che mescola il personale al poetico. Raičković ci guida attraverso conversazioni crude e toccanti – culminanti in quella straziante con il padre, girata sotto un salice piangente con appunti sparsi e telecamere puntate – alternate a momenti di quiete rigenerante in natura: campi di lavanda che ondeggiano al vento, simboli di purificazione e rinascita. La fotografia, curata dalla stessa regista insieme a Layan Nairoukh, Valeria Salas Montero e Noor Hanania, cattura queste scene con una palette delicata di viola e verdi tenui, evocando un senso di pace interiore in contrasto con il peso del trauma. L’editing di Sara Ristić è fluido e non invasivo, permettendo ai silenzi di parlare quanto le parole, mentre il suono di Bojana Ruvidić e la musica di Anastasija Koković aggiungono strati emotivi: un sottofondo minimalista che amplifica l’urlo muto del dolore represso.

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Lavanda

  • Anno: 2025
  • Durata: 18'
  • Distribuzione: Mubi
  • Genere: documentario
  • Nazionalita: Bosnia erzegovina/Montenegro
  • Regia: Mateja Raičković
  • Data di uscita: 20-August-2025