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‘Taxi zum Klo’ torna: l’intrepido classico queer di Frank Ripploh restaurato in 4K

Un'istantanea provocatoria del desiderio queer

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Quando Taxi zum Klo (Taxi to the Toilet) uscì per la prima volta sugli schermi nel 1981, arrivò come un’onda d’urto: un film crudo, intimo e brutalmente onesto sulla vita notturna segreta degli uomini queer nella Berlino Ovest prima dell’AIDS.

Quarantacinque anni dopo, il film cult di Frank Ripploh torna, restaurato in 4K, pronto a incontrare le nuove generazioni che finalmente potranno ammirare la sua visione trasgressiva con la massima nitidezza. Il distributore Altered Innocence rilancerà il film il 1° agosto al Metrograph di New York, dando il via a una retrospettiva opportunamente intitolata “I molti volti di Frank Ripploh”.

La doppia vita di Frank

Per chi non lo sapesse, Taxi zum Klo è il massimo dell’autobiografico: Ripploh, che è anche il protagonista, interpreta una versione di se stesso, Frank, un insegnante dai modi gentili di giorno e un insaziabile frequentatore di bagni segreti, retrobottega e poltrone del cinema di Berlino di notte. Quando si innamora di Bernd, un gentile impiegato di un museo, Frank si trova diviso tra la tranquillità domestica e il fascino di incontri anonimi nei bagni pubblici – da qui il titolo schietto e schietto.

È un film che non chiede mai il permesso. Anzi, trabocca di sesso non simulato, umorismo ironico e un’onestà così radicale che anche decenni dopo è ancora attuale e pungente. Il suo mix di tenerezza ed esplicito ha ricevuto elogi da registi come Gus Van Sant e Bruce LaBruce, che considerano il candore confessionale di Ripploh un’essenziale pietra di paragone queer.

Una capsula del tempo pre-AIDS

Parte della forza duratura di Taxi zum Klo risiede nella sua tempistica. Realizzato poco prima che la crisi dell’AIDS devastasse le comunità queer in tutto il mondo, il film di Ripploh cattura la fugace ed esaltante libertà di una generazione che ha osato ritagliarsi vite e amore in spazi segreti – e a volte non così segreti. I bagni pubblici, i cinema per adulti e gli angoli anonimi delle strade del film sono animati dal ritmo di un’epoca in cui il sesso queer era sia ribellione che liberazione.

Eppure, sotto l’esplicita rottura dei tabù, si cela uno sguardo pacato e schietto sull’intimità. La lealtà lacerata di Frank – un amore costante in casa, una lussuria cruda in pubblico – appare ancora universale nelle sue domande su ciò che vogliamo, ciò che temiamo di perdere e se potremo mai essere veramente una cosa o l’altra.

Dall’oscenità underground al canone

Nel 1981, Taxi zum Klo era troppo esplicito per i cinema educati. La sua uscita britannica fu notoriamente censurata per decenni, e molti paesi si dibatterono se il film fosse arte, oscenità o entrambe le cose. Ripploh non si tirò indietro – persino con un cameo in Querelle di Fassbinder l’anno successivo – e la sua opera intensamente personale si diffuse attraverso proiezioni underground e bootleg, costruendo silenziosamente la sua leggenda.

Ripploh morì di cancro nel 2002, perdendosi il momento in cui il suo film fu finalmente certificato non tagliato nel Regno Unito nel 2011. Ma non prima di aver completato un director’s cut che fissava la sua visione unica: caotica, esplicita, di una comicità disarmante e onesta fino all’ultimo fotogramma.

The Restoration: A Landmark Reborn

Il restauro 4K di Altered Innocence dà a Taxi zum Klo una nuova vita che Ripploh avrebbe solo potuto sognare. Le strade berlinesi al neon, le aule grigie e i bagni dei club annebbiati del film ora brillano di chiarezza, invitando il pubblico a guardare più da vicino una storia che non ha mai battuto ciglio.

Questo revival porta anche con sé nuove riflessioni: quanta strada ha fatto il cinema queer, quanto rimane ancora nascosto e quanto sia raro vedere sesso e identità ritratti con una verità così nuda e cruda. Nel 2024, il sesso gay non simulato sullo schermo è ancora un atto di resistenza, proprio come lo era quando Ripploh posizionò per la prima volta la sua telecamera in un bagno pubblico.

Un’eredità di sincerità radicale

Taxi zum Klo è molte cose: un diario sessuale senza filtri, una tenera storia d’amore, una protesta provocatoria. Ma soprattutto, è un ritratto umano: un uomo che desidera libertà e amore in egual misura, senza mai scusarsi per il caos che li separa. Il film di Ripploh continua a ricordarci che le storie queer sono raramente ordinate, spesso contraddittorie e meritano sempre di essere raccontate per intero.

Quarantacinque anni dopo, quell’onestà è più che mai vitale. E ora, grazie a questo meticoloso restauro, la prossima generazione ha l’opportunità di incontrare Frank Ripploh da vicino: crudo, audace e assolutamente indimenticabile.

 

 

Fonte: IndieWire