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I baci cinematografici: censura, desiderio e rivoluzione

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Baci cinematografici

Con i baci cinematografici celebriamo l’International Kissing Day dedicato a uno dei gesti più carichi di significato storico e culturale. Lo sapeva Don Adelfio, il parroco che gestiva la sala cinematografica locale del paesino immaginario di Giancaldo: Il Cinema Paradiso. Il parroco non amava i baci e perciò durante le anteprime delle proiezioni ordinava al proiezionista Alfredo di tagliare tutte le scene in cui gli attori si baciavano sulle labbra. Il piccolo Totò adorava tutte quelle pellicole scartate, tutti quei baci lasciati in terra accusati di indecenza. Da adulto, diventato regista, la storia dei baci interrotti riprende vita in una delle sequenze più iconiche di Nuovo Cinema Paradiso. Ed è proprio con una censura che inizia la storia dei baci cinematografici.

‘The Kiss’ – Willian Heise

Il bacio ha una lunga storia cinematografica che inizia nel 1896 quando William Heise dirige un cortometraggio di 18 secondi, intitolandolo The Kiss. È questo il film che raffigura il primo bacio nella storia del cinema. Molto tenero, per nulla passionale ma che lascia trasparire complicità e giocosità. Sta di fatto che quelle labbra che si toccano da un parte causarono scandalo dall’altra fecero diventare i baci cinematografici ricorrenti. Nel cinema muto erano generalmente baci veloci e casti, almeno fin quando Rodolfo Valentino, dopo un appassionato tango, non baciò Beatrice Domiguez ne I quattro cavalieri dell’Apocalisse. L’attore in quel momento si affermò come icona del cinema mondiale e come latin lover.

L’influenza del Codice Hays sui baci cinematografici

Con l’avvento del sonoro e la crescente popolarità del cinema, le preoccupazioni sulla moralità si intensificarono, portando all’introduzione del Codice Hays nel 1934. Questo codice di censura stabiliva rigide linee guida su ciò che poteva essere mostrato. Per i baci cinematografici, imponeva che fossero “casti” e “non eccessivi”. Baci prolungati o che suggerivano forte attrazione sessuale erano proibiti. Registi e attori furono costretti a trovare modi creativi per suggerire intimità e passione senza violare le regole di William Harrison Hays. Scene iconiche come il bacio tra Clark Gable e Vivien Leigh in Via col vento (1939) o quello tra Humphrey Bogart e Lauren Bacall in Acque del sud (1944) divennero celebri per la loro capacità di trasmettere emozione e desiderio pur rimanendo entro i limiti imposti. Questi baci, sebbene non espliciti, erano carichi di significato e divennero simboli di un’epoca in cui la suggestione era più potente dell’esplicito.

Via col vento

La rottura dei tabù e l’era moderna dei baci

La fine del Codice Hays negli anni ’60 segnò una svolta radicale. Con la maggiore libertà espressiva, i baci divennero più realistici, intensi e diversificati. Il cinema iniziò a esplorare nuove sfaccettature dell’amore e del desiderio, inclusi temi precedentemente tabù. Il bacio interrazziale tra  Sidney Poitier e Katharine Houghton in Indovina chi viene a cena? (1967) fu un momento storico, riflettendo i cambiamenti sociali e la lotta per i diritti civili. Allo stesso modo, con il pionieristico bacio lesbo di Greta Garbo in La regina Cristina (1933) o come quello tra Peter Finch e Murray Head in Domenica, maledetta domenica (1971), il bacio omosessuale iniziò a trovare spazio, contribuendo a normalizzare e a dare visibilità a relazioni diverse. L’evoluzione tecnologica e la crescente apertura culturale hanno permesso al bacio cinematografico di diventare sempre più audace e rappresentativo della complessità delle relazioni umane. Dal bacio più lungo in Kids in America (2005) ai baci che sfidano le convenzioni di genere e orientamento sessuale, il cinema continua a esplorare ha ridefinito il significato di questo gesto universale, rendendolo un fedele specchio dei tempi e un potente strumento di espressione artistica e sociale.

greta garbo

Baci cinematografici iconici e il loro impatto culturale

Oltre agli esempi già citati, la storia del cinema è costellata di baci che sono diventati vere e proprie icone culturali, influenzando la percezione del romanticismo e della passione. Il bacio sottosopra di SpiderMan e Mary Jane in Spider-Man (2002) è un esempio moderno di come un bacio possa essere innovativo e memorabile, combinando azione e romanticismo. Un altro bacio indimenticabile è quello tra Jack e Rose in Titanic (1997), che simboleggia la libertà e l’amore travolgente. Questi baci cinematografici non sono solo momenti di intimità, ma diventano parte della memoria collettiva, plasmando l’immaginario romantico di intere generazioni.

i baci cinematografici

Il bacio è versatile, elemento indispensabile nel linguaggio cinematografico, che permette di esprimere una vasta gamma di emozioni e relazioni senza bisogno di parole. Il bacio può rivelare la chimica tra i personaggi, la loro vulnerabilità, la loro forza o la loro disperazione. In questo senso, i baci cinematografici non sono soltanto un atto fisico, ma un momento di profonda connessione emotiva e psicologica che arricchisce la narrazione e coinvolge lo spettatore a un livello più intimo.