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IN SALA

Il mistero di Dante

Innanzitutto va lodato il coraggio di aver intrapreso un progetto davvero rischioso, considerando che il film in questione difficilmente, per i temi trattati, riuscirà a raggiungere un grande pubblico. Ciononostante l’operazione nel complesso non risulta totalmente convincente, giacché l’aspetto documentaristico prende il sopravvento sull’intero film

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Il mistero di Dante

Anno: 2014

Distribuzione: L’ALTROFILM

Durata: 1oo’

Genere: Documentario

Nazionalità: Italia

Regia: Louis Nero

Data di uscita: 14 Febbraio 2014

O voi ch’avete l’intelletti sani/Mirate la dottrina che s’asconde/Sotto il velame delli versi strani”.

Questa terzina dantesca, estratta dal IX canto dell’Inferno, introduce immediatamente nella “quarta dimensione”, o quarto livello, dell’opera più importante della letteratura italiana e non solo. Louis Nero realizza un film documentario (con una breve ma efficace introduzione in stile mockumentary) in cui affronta il lato esoterico della Divina Commedia, avvalendosi di importanti esponenti della cultura (registi, studiosi, massoni, etc.), conducendo lo spettatore in un viaggio temporale in cui le varie testimonianze sono tutte tese a cogliere quell’aspetto misterioso del testo che da secoli aleggia sulla Storia. E tra un ‘intervista e l’altra le raffigurazioni di Gustave Dorè si animano dando corpo e plasticità a delle composizioni in bianco e nero, assai efficaci nel rendere quella sensazione di smarrimento che il Poeta con il suo mentore Virgilio vissero durante il loro terrificante viaggio negli inferi.

Insomma, innanzitutto va lodato il coraggio di aver intrapreso un progetto davvero rischioso, considerando che il film in questione difficilmente, per i temi trattati, riuscirà a raggiungere un grande pubblico, anche se, e questa è la nota positiva, l’approccio didattico si presta ad una fruizione da parte di scuole e istituzioni culturali in genere. Ciononostante l’operazione nel complesso non risulta totalmente convincente, giacché l’aspetto documentaristico (le interviste) prende il sopravvento sull’intero film, e la dimensione esoterica della Divina Commedia, seppur fortemente invocata, non riesce a trovare corpo, ma rimane una traccia che, probabilmente, chiede di essere seguita. Intendiamoci non è poco (considerate che chi scrive, dopo anni che non lo faceva, ha ripreso in mano il testo dantesco), perché fornire uno stimolo costituisce già di per sé una nota fortemente positiva, eppure, forse, si sarebbe potuto sviluppare ulteriormente la forma, provando a provocare delle suggestioni più vivide per illuminare, seppur  fuggevolmente, l’inesprimibile, il non detto. Probabilmente il regista si è confrontato, e con ciò non lo si vuole screditare, con un tema più grande di lui, e ciò che ha potuto oggettivamente fare è stato registrare in maniera lineare le varie testimonianze di tutti coloro, e non sono stati pochi, che hanno voluto fornire un contributo.

Il premio Oscar Murray Abraham  interpreta Ibn Arabi, filosofo e poeta arabo conosciuto come Doctor Maximus, che ha ispirato Dante, e nel film costituisce il medium che intervalla i numerosi interventi, tra i quali quelli di Zeffirelli, Gabriele La Porta, Valerio Massimo Manfredi, Silvano Agosti. Ciò dimostra che una parte importante dell’intellighentia italiana ha creduto in questo progetto, prodotto da Franco Nero. Trenta sono le copie con cui inizialmente verrà distribuito il film, anche se è prevedibile un aumento in corsa, e sarà interessante valutare la risposta del pubblico.

Luca Biscontini

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