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I Corti sul Lettino-Cinema e Psicoanalisi:

‘Camilla’: un intreccio d’amore e di tossicodipendenza

Il corto di Tommaso Barba concorre alla 16esima edizione del Festival Internazionale del Cortometraggio “I Corti sul Lettino – Cinema e Psicoanalisi”

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Alla 16esima edizione del Festival Internazionale del Cortometraggio I Corti sul Lettino – Cinema e Psicoanalisi concorrono vari progetti, tra cui Camilla (2024) di Tommaso Barba. Il regista si è diplomato all’Accademia Griffith nel 2021 e ha continuato gli studi di scrittura e sceneggiatura alla Holden. Esordisce con Dall’Altro Lato (2022), ma il successo arriva con Toska (2023), grazie al quale vince 59 riconoscimenti. I suoi lavori sono tutti corti, ma Camilla ha qualcosa di speciale. Il film in questione vede come interpreti Beatrice Gatta, Antonio Greco, Francesco Rossi, Mia Russell, Davide Varone Kagel, Silvia Babic e Marina Presutti. La produzione è stata affidata a Tommaso Barba, Asia Bove è stata l’assistente alla regia e la fotografia è di Federico Amicosante.

La storia di Camilla

La protagonista è Camilla (Beatrice Gatta), una ragazza che ha una relazione con Giuliano (Antonio Greco), che appare comprensivo e amorevole nei confronti della fidanzata. Già dalla primissima scena, in cui lei fruga nel portafogli del ragazzo per trovare soldi, si intuisce la natura del furto. La sua tossicodipendenza rappresenterà non solo la causa dell’epilogo tragico, ma anche dell’allontanamento dei due e della conseguente rottura. Il progetto è un intreccio di amore e dipendenza, che naturalmente cela delle mancanze profonde. Ricorda L’albero (2024), ma è una storia diversa dall’esordio di Sara Petraglia. Non scava nell’intimità allo stesso modo, anche perché in quattordici minuti diventa difficile studiare ogni singolo aspetto del rapporto. Non vanta la stessa efficacia, ma è un tentativo interessante. La pellicola si articola in una serie di primi piani, anche se non vi sono scelte registiche particolarmente virtuose.

Il corto di Tommaso Barba, 'Camilla', concorrerà alla 16esima edizione del Festival Internazionale del Cortometraggio

Fotogramma di ‘Camilla’ (2024)

Il binomio amore e tossicodipendenza

Si tratta di un tema esplorato una miriade di volte nella storia del cinema, basti pensare a Requiem for a Dream (2000, Darren Aronofsky) o a Christiane F. – Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino (1981, Uli Edel). Il modo in cui viene affrontato il rapporto tra l’amore e la tossicodipendenza resta abbastanza blando: le sostanze portano la ragazza a spingere via, allontanare Giuliano, che ad un certo punto deve prendere una scelta. La giovane continua ad ignorare le chiamate, per preservare la sua salute mentale, rinchiusa in una solitudine costruitasi nella schiavitù dalla droga.

Dal montaggio si può incorrere nell’errore di credere che l’allontanamento del ragazzo abbia portato la protagonista a compiere il gesto. La realtà è che in una relazione sentimentale, se il proprio partner è tossicodipendente, la prima cosa è non sottovalutare il problema e chiedere aiuto. La seconda cosa è evitare che l’altro cada vittima della stessa sorte.

Giuliano non è un partner cattivo. Ha semplicemente scelto di prendere una strada diversa, perché sentiva di non riuscire abbastanza ad aiutare la sua fidanzata. Difatti si rifà una vita, si fidanza, conservando comunque il ricordo dolce di Camilla.

Cosa guardare se ti è piaciuto Camilla:

  1. Paradiso + Inferno (2006) di Neil Armfield
  2. Amore Tossico (1983) di Claudio Caligari
  3. Beautiful Boy (2018) di Felix Van Groeningen
  4. Sid & Nancy (1986) di Alex Cox

Camilla

  • Anno: 2024
  • Durata: 14'
  • Genere: Drammatico
  • Nazionalita: Italia
  • Regia: Tommaso Barba