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IN SALA

Il mondo di Mad

Anna Di Francisca, regista e sceneggiatrice italiana nota per lo più per la direzione de “La bruttina stagionata” (1996), attraverso “Il mondo di Mad” ci offre un duplice documento: una fotografia attenta e incuriosita di Maddalena Sisto e l’itinerante percorso di quasi 30 anni di moda italiana

Publicato

il

Anno: 2012

Durata: 52′

Genere: Documentario

Nazionalità: Italia

Regia: Anna Di Francisca

Anna Di Francisca, regista e sceneggiatrice italiana nota per lo più per la direzione de La bruttina stagionata (1996), attraverso Il mondo di Mad ci offre un duplice documento: una fotografia attenta e incuriosita di Maddalena Sisto e l’itinerante percorso di quasi 30 anni di moda italiana, dagli inizi fino all’industria Made in Italy famosa ed esportata in tutto il mondo.

Maddalena, giornalista, architetto, illustratrice ma prima di tutto Osservatrice della realtà e delle sue forme, ha infatti raccontato con i suoi schizzi per Missoni, Armani, Ferré o Fiorucci la storia della moda e quella delle donne. Nata in una piccola città di provincia negli anni ’60, la piccola Mad coltiva fin da subito il desiderio-bisogno di espressione, il tarlo del successo, il sogno dell’artista. Con il trasferimento da una dimensione piccola-asfissiante-stretta come quella della sua cittadina a quella sensuale-ammiccante-in movimento di Milano, Mad inizia la conquista del suo posto nel mondo, quello della moda.

È da Vogue che Maddalena ottiene il suo primo lavoro come giornalista, per poi diventare collaboratrice abituale di tutte le principali riviste di moda: Elle, Glamour, Lei, Panorama, The New Yorker, Vanity senza contare quelle tedesche, americane e spagnole. Ben presto le viene data la possibilità di disegnare i suoi articoli, di riversare tutto il suo spirito critico, di meticolosa e scanzonata osservazione, negli schizzi delle modelle e delle sfilate che seguiva per lavoro. Quel che ne deriva è una personale rielaborazione della moda, che tuttora colpisce. I suoi soggetti sono sempre le donne: da quelle oppresse della sua infanzia a quelle frizzanti e sensuali delle sfilate.

Lo so che non è bello valutare le persone, però a me piace guardare e interrogare gli sguardi, le facce, il modo di camminare, di vestirsi, di pettinarsi. Non posso trattenermi dal disegnare, dall’appropriarmi col segno di una persona e della sua poesia di quel giorno“.

In effetti Mad è tutta in queste parole. È stata una ladruncola, se vogliamo: una ladruncola con l’occhio attento del chirurgo, lo sguardo del viandante, la poesia dell’artista. In questo modo ci ha restituito 30 anni di moda italiana sì, ma sdrammatizzata, e il ritratto sbarazzino della donna moderna, dei suoi limiti e delle sue fantasie.

Anna Di Francisca, con l’aiuto di Zoltan Horvat, ricostruisce l’intero mondo di Mad attraverso l’animazione delle sue illustrazioni (sono circa 12.000 i disegni che ci ha lasciato) e le interviste delle persone che con lei hanno condiviso un percorso: dal marito, ai colleghi, agli stilisti.

Dalila Lensi

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