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IN SALA

Cani sciolti

Il regista islandese Baltasar Kormákur che nel 2000 si è imposto all’attenzione internazionale con il suo folgorante film d’esordio “101 Reykjavík” continua le sue incursioni nel mondo hollywoodiano. Infatti, dopo “Contraband”, porta sullo schermo questo action-movie interessante, con chiari omaggi a Sergio Leon

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Anno: 2013

Nazionalità: USA

Durata: 109’

Genere: Azione

Regia: Baltasar Kormákur

Distribuzione: Warner Bros. Pictures Italia

Uscita: 24 ottobre 2013

 

Il regista islandese Baltasar Kormákur che nel 2000 si è imposto all’attenzione internazionale con il suo folgorante film d’esordio 101 Reykjavík continua le sue incursioni nel mondo hollywoodiano. Infatti, dopo Contraband, porta sullo schermo questo action-movie interessante, con chiari omaggi a Sergio Leone soprattutto a quello di C’era una volta il west.

Cani sciolti aka 2 Guns vede protagonisti due attori di primo piano come  Denzel Washington che interpreta il ruolo dell’agente della DEA Bobby Trench e Mark Wahlberg nei panni di Stig’ Stigman ufficiale della marina.  I due si troveranno loro malgrado a lavorare insieme, per difendersi nell’ordine da: un narcotrafficante messicano, Papi Greco o come lo definisce Wahlberg «l’Albert Einstein messicano», un ottimo Edward James Olmos; Earl, (Bill Paxton ) un oscuro affiliato alla CIA che coltiva interessi con i cartelli della droga messicani ed infine i rispettivi corpi di appartenenza. La sceneggiatura s’ispira al romanzo di Blake Masters  e all’omonima graphic-novel francese ripercorrendo il filone “buddy cop”. A volte può apparire troppo complessa ma offre le condizioni perché si sprigionino le doti degli attori protagonisti che, infatti, rispondono con una prova di qualità. I due si divertono come matti a giocare ai cattivi e il film cresce con il loro rapporto trovando la sua forza nei lunghi e scoppiettanti scambi di battute e nelle scene di lotta che da cariche di tensione si tramutano spesso in scene d’irresistibile comicità.

Tutto questo apparente disimpegno lascia intravedere però una neanche tanto velata critica ai centri di potere americani, CIA in primis, ormai assuefatti ad una corruzione imperante, anche se Kormákur preferisce restare in superficie senza scavare a fondo. Il meglio di sé il regista lo mostra quando riprende le scene di violenza e le numerosi esplosioni, inserendosi nel miglior cinema spettacolare. Le location, i paesaggi tra la  Louisiana e il New Mexico, sono rese con una luce e una profondità davvero notevoli grazie anche alla scelta del direttore della fotografia, Oliver Wood, di girare le scene in anamorfico. Un’opera che ha evidenziato una grande alchimia fra Washington e Wahlberg. Che sia la nascita di una nuova coppia per “buddy movies” a venire?

Vittorio Zenardi

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