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IN SALA

The Croods di Chris Sanders e Kirk De Micco – 63esimo Festival Internazionale di Berlino (Concorso)

Non ci sono dubbi, la DreamWorks con Kirk DeMicco e Chris Sanders nella cabina di comando ha fatto centro. “The Croods” è un viaggio avventuroso e psichedelico verso l’evoluzione – di sé e della specie

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Anno: 2013

Durata: n. d.

Genere: Animazione

Nazionalità: USA

Regia: Chris Sanders/Kirk De Micco 

Distribuzione: 21/03/2013

C’è chi vive credendo che sia saggio non smettere mai di avere paura e chi, invece, vive inseguendo con ardore quel misterioso ‘domani’, chi è convinto che il cambiamento sia nocivo e chi è un tumulto di idee e scoperte, chi sopravvive e chi vive. Il nuovo gioiello della DreamWorks Animation ci riporta indietro di qualche era storica (nelle parole di uno dei suoi creatori, Kirk DeMicco, a cavallo tra la ‘Jurassic Age’ e la ‘Katzenzoic Era’, almeno secondo gli archeologi della DreamWorks!) per raccontarci le avventure di una famiglia di neandertaliani alle prese con la lotta quotidiana per la sopravvivenza, la catastrofe imminente che sta per scuotere la Terra e l’incontro con un esemplare di homo sapiens dalle idee piuttosto rivoluzionarie che metterà in crisi lo status quo dei Crood.

Come in tutte le famiglie patriarcali che si rispettino, è Grug (Nicholas Cage) a preoccuparsi che qualche belva feroce non divori i suoi cari o a vegliare su di loro al calare delle tenebre. La moglie Ugga (Catherine Keener) accetta e condivide l’atteggiamento iper protettivo del marito, così come fa il tutt’altro che temerario Thunk (Clark Duke), la piccola e famelica Sandy e la suocera Gran (Cloris Leachman) che non perde occasione di screditare il genero dalla forza bruta. Diverso è invece per Eep (Emma Stone), la quale ogni giorno all’imbrunire si sente messa in gabbia nella cava tanto elogiata dal padre che, con cura, barrica tutta la famiglia con le buone intenzioni di proteggerla dalle minacce esterne. L’avventura inizia quando Eep, ignorando i precetti del padre, abbandona la caverna incuriosita dal mondo proibito. È in questo momento che incontra e si innamora di Guy (Ryan Reynolds), un vispo e brillante esemplare di homo sapiens che a differenza di Eep e dei suoi non usa la forza – per sopravvivere – bensì l’intelligenza – per vivere. Guy, in viaggio alla conquista del domani, guiderà i Crood alla scoperta di nuovi mondi e nuovi modi di pensare, scontrandosi con le reticenze di un padre e capofamiglia geloso e cocciuto ma, infine, illuminato dal grande amore per i suoi cari.

Non ci sono dubbi, la DreamWorks con Kirk DeMicco e Chris Sanders nella cabina di comando ha fatto centro. A partire dalla grafica attenta al dettaglio, la varietà dei colori acidi e vividi che caratterizzando le fantasiose creature ibride e i paesaggi probabilmente poco realistici ma sicuramente sbalorditivi che valgono la costruzione dello spazio in 3D (The Croods è un esempio di utilizzo necessario e ponderato della terza dimensione), il ritmo incalzante, vertiginoso e da perdere il fiato dell’azione, la definizione sia fisica che caratteriale dei personaggi, l’umorismo secco e a volte inaspettatamente ‘politically incorrect’ che li contraddistingue e i messaggi veicolati a cui non mancano picchi di puro sentimento capaci di strappare una lacrima anche agli spiriti più duri, The Croods è un viaggio avventuroso e psichedelico verso l’evoluzione – di sé e della specie. Il mito della caverna di Platone docet, bisogna assumere il rischio di guardare alla realtà nelle sue forme – pericolose o meravigliose che siano – per dare una direzione all’esistenza che prescinda la sola sussistenza e la conservazione dello stato d’illusione che l’obiettivo sia la tutela dal cambiamento. La sua accettazione, facile e necessaria per alcuni, intollerabile e dannosa per altri, se non porta sempre con sé i semi di una condizione migliore, ha se non altro il merito di aggiungere tasselli progressivi nel cammino di ognuno, tasselli che nel bene o nel male rendono l’essere umano vivo.

The Croods è un racconto d’amore, tra i membri di una sgangherata famiglia e tra due giovani e diversi ragazzi, è un film sui valori della famiglia, per cui non esistono limiti alla portata del sacrificio, è una storia di scontri generazionali dove i figli sono la speranza nel futuro in lotta per scalzare le convinzioni antiquate dei padri senza i quali, però, non esisterebbero, è un viaggio giocoso verso la scoperta (dei proto-telefoni, del fuoco, delle scarpe, delle leve) e la libertà dalle paure, dai limiti, dalla mera conservazione.

Francesca Vantaggiato

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