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IN SALA

Benvenuto presidente!

Peppino è un bibliotecario col vizio delle storie e della pesca alla trota. Onesto e genuino, vive in un piccolo paese di montagna sognando un futuro migliore per il suo unico figlio, venditore rampante di un articolo sportivo. A Roma intanto destra, sinistra e centro discutono le sorti del paese e l’identità del nuovo presidente della Repubblica. A sorpresa e per provocazione viene eletto Giuseppe Garibaldi…

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Anno: 2013

Nazionalità: Italia

Genere: Commedia

Regia: Riccardo Milani

Distribuzione: 01 Distribution

Uscita: 21/03/2013

Tempo di elezioni, tempo di satira, ed il cinema italiano quando c’è da beneficiare sul binomio risate/politica non se lo fa dire due volte.

Riccardo Milani (Auguri professore) pensa bene di portare su grande schermo una storia che parla di onestà e potere, di come l’uomo possa essere soggetto alla corruzione dei nostri cinici tempi, e lo fa con una favoletta moderna come Benvenuto presidente!

Protagonista una faccia bonacciona come quella del noto comico Claudio Bisio, che interpreta il ruolo di Peppino, un pescatore di provincia che, per un malinteso, viene costretto a ricoprire la carica di Presidente della Repubblica.

Inizialmente incredulo, l’uomo si farà carico di tale responsabilità e porterà avanti il suo importante ruolo grazie al suo animo candido e sincero.

Salvo però non sapere che alle sue spalle c’è chi complotta, desiderando di tutto cuore le sue dimissioni, inscenando magari uno scandalo che possa metterlo in cattiva luce.

Tra Milani e lo sceneggiatore Fabio Bonifacci (in sala altri due film scritti da lui, Il principe abusivo e Amiche da morire) bisogna dire che ce l’hanno messa tutta per attualizzare questa piacevole storiella comica, anche involontariamente (c’è chi potrà vedere riferimenti a Beppe Grillo e il suo movimento, chi a Berlusconi e la sua immagine “burlona” sui giornali); fatto sta che però Benvenuto presidente! è un bel vedere, divertente, ironico e costruito a puntino, mettendo alla berlina qualsiasi cosa che giri attorno alle formalità politiche dell’Italia.

Si parla di raccomandazioni e corruzioni, scandali sessuali e intercettazioni, per non parlare di chi lavora all’oscuro per infangare prove schiaccianti (ruolo ingrato ricoperto dal Fausto del grande Gianni Cavina), insomma di tutto di più, affinché lo spettatore anche più al di fuori di certi discorsi politici si possa sentire a suo agio nel deridere certe sottotrame tutte italiane.

La prima parte avvia bene tale idea, con quell’introduzione dei suoi personaggi, dal protagonista in parte al trio di parlamentari infami interpretati ottimamente da Giuseppe Fiorello, Massimo Popolizio e Cesare Bocci, fino all’entrata in scena del saggio segretario generale di Omero Antonutti e della Janis di Kasia Smutniak.

Andando però verso la seconda parte qualcosa si perde in ritmo, dove la regia azzarda in un andazzo più anarchico e perdendo di vista l’intera trama a favore di gag troppo libere, ma a dire il vero anche riuscite in se (l’incontro con i cinesi con tanto di equivoco con marijuana, la parentesi buonista con bambini malati e presidente brasiliano al seguito).

Benvenuto presidente! è una buona prova di come si possa ancora far ridere il pubblico con prodotti graffianti, anche se pervasi di buonismo con tanto di retorica finale che punta il dito verso tutti, anche chi non è del mondo politico e fa parte del popolo.

E se non è coraggiosa questa presa di posizione, allora cosa lo è nel nostro cinema?

Mirko Lomuscio

 

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