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‘Scene di una strage’: 50 anni dalla Strage di Brescia

Un corposo documentario per non dimenticare, che parte dal privato e indaga sul quel tragico periodo funestato da atti terroristici

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La memoria storica e civile è alimentata attraverso vari fronti: indagini, articoli di giornale, saggi storici, pellicole a effetto e, soprattutto, da puntigliosi documentari. E proprio in questo ultimo ambito s’inserisce Scene di una strage (2011) di Lucio Dell’Accio, documentario sulla Strage di Piazza della Loggia a Brescia, avvenuta il 28 maggio 1974.

Uscito nel 2012, la gestazione di quest’opera di Dell’Accio comincia da lontano, e la concretizzazione del progetto è stata lunga e laboriosa. Gestazione “lontana” perché il regista ha iniziato a lavorarci alacremente dal 2004. L’aggettivo lontano, però, va inteso anche geograficamente. Dell’Accio ha cominciato questa “ricerca” da Foggia, visionando un vecchissimo Super 8 (girato nella città pugliese) del funerale di Luigi Pinto, una della otto vittime della strage.

Ed è stato un percorso lungo e laborioso per l’enorme ricerca e per lo studio del regista, dalle informazioni agli atti processuali, fino alle testimonianze di cui, alcune, divenute anche interviste inserite nel documentario. Senza dimenticare, ovviamente, la difficoltà di trovare i fondi economici per realizzare un prodotto “scomodo” e poco remunerativo.

“Doloroso è il racconto, doloroso il silenzio”

Eschilo

Strage di Piazza della Loggia (Brescia): cronologia giudiziaria

La Strage di Piazza della Loggia è, in pratica, il terzo più sanguinoso ed efferato tassello della Strategia della Tensione, atto terroristico e destabilizzante cominciato il 12 dicembre 1969 con la Strage di Piazza Fontana (17 morti e 88 feriti); la già citata Strage di Brescia (8 morti e 102 feriti); infine il 2 agosto 1980, la Strage di Bologna (85 morti e 218 feriti). E a questi sanguinosi atti ci sono state altre abbondanti azioni di sabotaggio e sovvertimento democratico.

L’iter giudiziario che ha riguardato la Strage ha seguito il solito schema: condanne, assoluzioni, nuove condanne e prescrizioni. Depistaggi, omissis, fughe all’estero e morti (per il trascorrere del tempo o per mano delittuosa).

I primi a essere condannati furono alcuni esponenti dell’estrema destra bresciana, nella prima istruttoria del 1979, tra cui Ermanno Buzzi, poi ucciso in carcere nel 1981 dai neofascisti Pierluigi Concutelli (1944-2023) e dal terrorista Mario Tuti.

Nella seconda istruttoria del 1984, sorta seguendo un secondo filone investigativo, furono accusati altri esponenti della destra eversiva. Questo processo si protrasse fino alla fine degli anni Ottanta. Tutti gli imputati furono assolti per insufficienza di prove.

Nel 2005 fu avviata una terza istruttoria, nella quale si richiese l’arresto del terrorista neofascista Delfo Zorzi, dal 1989 cittadino giapponese. Pertanto, non estradabile. Per inciso, Zorzi è sospettato anche della Strage di Piazza Fontana.

Tre anni dopo, nel 2008, sono rinviati a giudizio i sei principali imputati: Zorzi, Carlo Maria Maggi (1934-2018), Maurizio Tramonte (visibile in una foto che lo immortala a Piazza della Loggia), Pino Rauti (1926-2012), Francesco Delfino (1936-2014) e Giovanni Maifredi.

Il 16 novembre 2010, tutti gli imputati non furono condannati. Maggi, Rauti e Delfino assolti; Tramonte per sopraggiunta prescrizione.

Nell’aprile 2012 la Corte d’Assise d’Appello ha confermato l’assoluzione di tutti gli imputati. Ma, beffa delle beffe, ha condannato le parti civili al rimborso delle spese processuali!

21 febbraio 2014. La Corte di Cassazione ha revocato le assoluzioni di Maggi e Tramonte, e confermato quelle di Zorzi e Delfino. Il 22 luglio 2015, Tramonte e Maggi furono condannati, in appello, all’ergastolo.

La Corte di Cassazione, poi, il 20 giugno 2017 ha confermato in via definitiva le condanne a Maggi e Tramonte. Condannato, Maurizio Tramonte ha cercato di riparare in Portogallo, ma è stato rapidamente riportato in Italia.

A partire dal 22 aprile 2014, tutta la documentazione relativa alla Strage di Piazza della Loggia era stata declassificata. Pertanto, consultabile da tutti i cittadini.

Ma a cinquant’anni dalla Strage di Brescia, cosa è rimasto? Ci sono delle risposte? Purtroppo anche per questo massacro non si è venuti a conoscenza della completa verità.

Scene di una strage: cercando la verità attraverso la memoria

È contro questo “muro di gomma” intricato che Dell’Accio ha ostinatamente lavorato, cercando di capire e far capire cosa è stata la Strage e come una ridda di depistaggi e omissis hanno deviato e nascosto le responsabilità .

Ma, oltre a questa intensa e passionale inchiesta storico/giornalistica, c’è anche la voglia e la necessità di raccontare la Strage di Piazza della Loggia attraverso l’aspetto intimo e privato delle vittime e dei familiari.

Il documentario Scene di una strage apre la sua indagine tramite i racconti a voce dei sopravvissuti (parenti, amici o semplici testimoni) che hanno conosciuto quella gente comune che è poi “passata (tragicamente) alla storia” attraverso le immagini dei loro corpi dilaniati dallo scoppio improvviso di quella bomba.

I filmini privati girati in Super 8 oppure le dolenti reliquie, mostrati nel documentario, sono lì a dimostrare come il dolore sia ancora forte e vivo . Partendo da questo primo capitolo, il regista dipana la sua indagine, creando una “reazione” pari a quella di un sasso gettato in un lago che genera cerchi concentrici, che dall’interno (il privato) si allargano e arrivano all’intricato e fumoso momento storico degli anni Settanta.

Questi cerchi sono organizzati da Dell’Accio attraverso la strutturazione in capitoli che affrontano i diversi aspetti. Strutturazione dovuta anche alla raccolta e all’ordine dell’immensa mole di informazioni che inevitabilmente hanno fatto lievitare la durata del documentario.

La forza del cinema d’impegno italiano

Scene di una strage è uscito nel consueto silenzio riservato ad opere che cercano la verità, nel 2012. Quell’anno sembrava quasi che ci fosse un risveglio del cinema civile italiano che guardava e indagava sul recente tragico passato.

Il 2012 ha visto la realizzazione, con ampie e diverse qualità artistiche e storiche, di tre opere che si occupavano di quei tre sanguinolenti tasselli della Strategia della Tensione. Marco Tullio Giordana aveva realizzato il “blockbuster” Romanzo di una strage, che cercava di dare un’idea della Strage di Piazza Fontana.

Pellicola, tra l’altro, a cui seguirono grandi strascichi di polemiche (noto il corsivo di Corrado Stajano sulle colonne del Corriere della Sera). Il documentario di Lucio Dell’Accio sulla Strage di Piazza della Loggia; e, infine, passato inosservato (e uscito rapidamente soltanto nel 2014) il vergognoso Bologna 2 agosto: I giorni della collera di Daniele Santamaria Maurizio e Giorgio Molteni, che, come evidenzia il titolo, ricostruisce la Strage di Bologna.

Tralasciando il para-televisivo e “infamante” prodotto di Santamaria Maurizio e Molteni, bisogna soffermarsi sulla netta differenza tra Romanzo di una strage e Scene di una strage. Non tanto su una differenza qualitativa (sono due formati cinematografici differenti) ma sull’approccio alla materia delicata e scottante.

La netta discrepanza si palesa immediatamente nell’assetto dei titoli. La pellicola di Tullio Giordana, tratta dal libro Il segreto di Piazza Fontana di Paolo Cucchiarelli e sceneggiato dal duo “impegnato” Rulli e Petraglia, tende, anche per ovvi motivi commerciali, a romanzare quella strage, attraverso ricostruzioni meramente cinematografiche.

Mentre il documentario di Dell’Accio si muove e si regge su scene vere, che provengono dal passato o realizzate nel presente. Il titolo dimostra già come Dell’Accio procede l’indagine per scene (capitoli). Ma bisogna anche mettere in rilievo come la Strage di Brescia fu la prima mattanza della quale c’è una cospicua documentazione fotografica e fonografica.

La reiterazione delle foto del dopo bomba è proprio per mostrare anche un piccolissimo dettaglio. Mentre per quanto riguarda il documento fonografico c’è la registrazione, su vinile, del comizio sindacalista che improvvisamente s’interrompe con quel lontano e improvviso boato della bomba. Il roboante discorso in “primo piano” di Franco Canestrazzi s’interrompe funestamente per quell’inaspettato scoppio.

Scene di una strage è un documentario che analizza e ricorda un singolo fatto per poi allargarsi alla ricerca di un barlume di verità. Un documentario in formato kolossal di quasi tre ore, in cui Dell’Accio e i sopravvissuti cercano per lo meno di capire il perché di quel gesto.

E cercare soprattutto di non dimenticare quella tragica mattinata. A inizio documentario c’è un limpido epigramma di Eschilo: “Doloroso è il racconto, doloroso il silenzio”. Una manciata di lettere che anticipano perfettamente l’approccio che Dell’Accio vuole dare al proprio documento memorialistico.

È sicuramente doloroso riportare quei fatti, ma è ancor più doloroso il silenzio, inteso come perdita della memoria storica.

La forza della democrazia

Come epigrafe finale, però, andrebbe aggiunto il titolo di un altro potente documentario incentrato sulla Strategia della Tensione.

La forza della democrazia (1977) da Corrado Stajano, Marco Fini e Gianfranco Malpigotto, è un documentario, in 3 puntate, realizzato per la RAI. Nello stesso anno fu pubblicato un libro, per i tipi dell’Einaudi, che condensava l’enorme mole d’informazioni mostrata nel documentario.

Il titolo è la dimostrazione di come anche se l’Italia fu vilmente attaccata, il “potere del popolo” fu più forte della Strategia della tensione. E quella forza ha mantenuto stabile la DEMOCRAZIA.

Last but not least. Per chi fosse interessato alla visione di Scene di una strage, il documentario è disponibile attraverso il Dvd allegato al libro Brescia: Piazza della Loggia. Saggio curato da Carlo Ghezzi, contiene anche uno stralcio del diario di realizzazione del documentario (Appunti per un film sulla strage di Piazza della Loggia).

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Scene di una strage

  • Anno: 2011
  • Durata: 168 minuti
  • Genere: documentario
  • Nazionalita: Italia
  • Regia: Lucio Dell'Accio