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‘Viaggio in Italia’ La recensione del film di Rossellini

Il film che chiude la trilogia della solitudine, con protagonista Ingrid Berman

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Viaggio in Italia

Viaggio in Italia, film diretto da Roberto Rossellini, con protagonisti Ingrid Bergman e George Sanders, è disponibile su RAI Play.

Il lungometraggio, che chiude la trilogia della solitudine, uscì nelle sale cinematografiche nel 1954 e fu quasi ignorato dalla critica italiana. All’estero, invece, Viaggio in Italia divenne un punto di riferimento per molti cineasti, affascinati dallo stile di Rossellini che si allontanava dal Neorealismo, per indagare l’animo umano.

La trama di Viaggio in Italia

Una coppia di inglesi in crisi coniugale, Alex e Cathy Joyce, arriva a Napoli per riscuotere un’eredità. A contatto col nuovo mondo passionale che li circonda, tra mare, ruderi, musei e solfatare, decidono di divorziare. Giunti a Pompei, restano bloccati, con la loro automobile in una processione religiosa e qui, forse, ci sarà una probabile riconciliazione.

Viaggio in Italia (film) Roberto Rossellini

Il Neorealismo e oltre

Il nome di Roberto Rossellini è strettamente legato al movimento del Neorealismo. Roma città aperta, film che inaugura la trilogia della guerra, completata da Paisà e Germania anno zero, permise al regista di farsi conoscere al mondo intero, con il trionfo al Festival di Cannes e una candidatura ai Premi Oscar del 1947.

Con il trascorre del tempo, come avvenne per altri registi, uno su tutti Vittorio De Sica, il Neorealismo divenne una gabbia e Roberto Rossellini iniziò un progressivo allontanamento del movimento. Un distacco inevitabile che non sempre fu compreso dal pubblico, dalla critica e dalla produzione.

Il suo stile cinematografico non mutò tanto. Cambiò, invece, e non poco, la fonte delle tematiche da affrontare nei suoi nuovi film. Il regista iniziò a interessarsi dell’animo umano, della sofferenza e dell’incomunicabilità, anticipando i temi cari a Michelangelo Antonioni.

Il sodalizio con Ingrid Bergman

La svolta avvenne con Ingrid Bergman. La grande attrice svedese era sulla cresta dell’onda, quando nel 1948, scrisse una lettera a Roberto Rossellini per esprimere tutta la sua stima.

“Caro Signor Rossellini, ho visto i suoi film Roma città aperta e Paisà e li ho apprezzati moltissimo. Se ha bisogno di un’attrice svedese che parla inglese molto bene, che non ha dimenticato il suo tedesco, non si fa quasi capire in francese, e in italiano sa dire solo ti amo, sono pronta a venire in Italia e lavorare con lei”.

Con queste parole la Bergman, che già aveva interpretato film memorabili, come Casablanca e Notorious – L’amante perduta, catturò l’attenzione del regista, impegnato in quel momento con la progettazione del film che sarebbe diventato il primo capitolo della trilogia della solitudine. Rossellini rispose all’attrice con abbozzo della sinossi dell’opera in preparazione. Dopo poco, i due si incontrarono a Londra e così ebbe inizio uno dei sodalizi artistici e sentimentali più celebri della storia del cinema.

Roberto Rossellini e Ingrid Bergman: uno scandalo cinematografico

La trilogia della solitudine

Siamo agli inizi degli anni Cinquanta e l’unione tra Ingrid Bergman e Roberto Rossellini, entrambi già sposati, fece storcere in naso ai più moralisti. Il sodalizio tra i due suscitò l’indignazione anche delle Major americane che si videro sottrarsi la star del momento. Lo stesso avvenne in Italia.

Dopo il viaggio a Londra, Rossellini incontrò i produttori del suo nuovo film, annunciando che il ruolo da protagonista sarebbe stata interpretata dall’attrice svedese. La produzione, però, già aveva preso accordi con Anna Magnani. Ci fu un duro scontro che non portò a nessuna soluzione. Così, nell’estate del 1949, a pochi chilometri di distanza, nel mare davanti la Sicilia si giravano due film: Vulcano, diretto dal regista tedesco William Dieterle, con Anna Magnani nei panni di Maddalena Natoli e Stromboli, diretto ovviamente da Roberto Rossellini e con Ingrid Bergman come protagonista.

Con questo film si apre la trilogia della solitudine di Roberto Rossellini. Nel 1951 seguì Europa ’51 e dopo circa tre anni Viaggio in Italia.

Viaggio in Italia: una coppia in crisi

In questo film Ingrid Bergman è Cathy Joyce, una donna affascinante giunta a Napoli, insieme al marito Alex, per vendere una sfarzosa villa, ereditata da un ricco zio. Il viaggio in Italia diventa un pretesto per far emergere i problemi di una coppia, sposata da otto anni e che ormai non condivide più nulla.

Cathy ed Alex sono due estranei, non c’è più comunicazione. Tra i due coniugi inglesi regna il silenzio e il rancore sembra essere l’unico sentimento che provano l’una per l’altro. La situazione degenera quando i due giungono a Napoli. Si muovono nella città partenopea come due fantasmi, circondati da altre anime in pena, come la prostituta incontrata da Alex.

La solitudine e l’incomunicabilità rappresentano le tematiche scelte dal regista, autore della sceneggiatura insieme a Vitaliano Brancanti e Antonio Pietrageli. Viaggio in Italia, però, è indubbiamente anche un film che omaggia le bellezze di Napoli.

La città emerge con forza dal tessuto narrativo e, come il suo vulcano, minaccia l’esistenza dei due protagonisti. Cathy ed Alex sono influenzati da una potenza e dal fascino sprigionati dalla città, arretrata per certi versi, ma fondamentalmente magica.

“Tempio dello spirito. Non corpi ma pure ascetiche immagini”.

FILM IN TV – Viaggio in Italia, di Roberto Rossellini - SentieriSelvaggi

Viaggio in Italia da Johann Wolfgang Gothe a Roberto Rossellini

I problemi della coppia e Napoli vengono mostrati da Roberto Rossellini in una sorta di sinfonia visiva e sonora. Le sofferenze di Cathy ed Alex vengono esaltate, ma anche compensate dalla città, che appare come un universo a parte, con i suoi singolari personaggi. Viaggio in Italia narra una vicenda strettamente legata all’ambiente. Il regista dedica veloci carrellate alla città, mentre Cathy rimugina sulla sua relazione, per poi soffermarsi sulle bellezze artistiche e paesaggistiche più note della città.

Il Museo nazionale, la sibilla Cumana, il cimitero delle Fontanelle, Capri, la Penisola Sorrentina e ovviamente il Vesuvio. Il vulcano, che aveva eruttato pochi anni prima, quando in città erano ancora stanziate le truppe americane, è ora tranquillo e sovrasta l’intera città e i suoi abitanti, compresi i due protagonisti.

Il regista, nel mostrare Napoli, sembra seguire le pagine del diario di Johann Wolfgang Gothe, pubblicato nel 1817. Lo scrittore tedesco dedica alla città partenopea le pagine più belle della sua opera, che ha come titolo Viaggio in Italia. Roberto Rossellini, dunque, con questo film omaggia Napoli condividendo – almeno in parte –  il pensiero di Gothe, affascinato da un luogo magico, tra paradiso e inferno.

La coppia inglese giunge a Napoli da nord, attraversato l’Agro Pontino, proprio come avvenne secoli prima a Gothe. Sulla propria strada incrocia una mandria di bufale, in un territorio che in parte conserva ancora la sua natura antropormorizzata, così definita dallo scrittore nel suo Viaggio in Italia.

Viaggio in Italia con Ingrid Bergman e George Sanders, regia di Roberto Rossellini RAI

Un punto di riferimento per la Nuovelle vague

Roberto Rossellini traduce in immagini le parole di Gothe, dando un minimo, ma significativo spazio ai scugnizzi e alle tante donne incinte incontrate. Senza essere ridondante, in vari punti della pellicola, il regista ricorda la fertilità di questo luogo tentatore e paradisiaco. Una descrizione potenziata da una suggestiva traccia sonora, curata da suo fratello Renzo. Questi utilizza i brani della tradizione napoletana, alternando e confondendo la modalità diegetica ed extradiegetica. Non mancano momenti, poi, in cui la musica viene accompagnata o sostituita dal vivace vociare tra i vicoli.

Viaggio in Italia non entusiasmò la critica nostrana dell’epoca, che non riuscì a comprenderlo. Il film però fu molto apprezzato all’estero, soprattutto in Francia.

“Mi sembra impossibile vedere Viaggio in Italia, senza sentire, con l’evidenzia di una sferzata che questo film apre una breccia e che il cinema intero deve attraversarla, per non morire”.

Sono queste le parole utilizzate da Jacques Rivette per descrivere Viaggio in Italia. Il critico e regista francese invita a seguire le tracce segnate da Roberto Rossellini. Invito che senza dubbio verrà accettato dai cineasti de Cahiers du Cinema, che dopo poco daranno vita alla Nuovelle vague.

Non saranno i soli, però, ad imitare e omaggiare l’opera. Nel 1999, Martin Scorsese realizza un documentario dedicato al grande cinema italiano. il regista italo-americano mostra gli spezzoni dei film realizzati dai grandi maestri: Vittorio De Sica, Luchino Visconti, Federico Fellini e ovviamente Roberto Rossellini e sceglie di intitolarlo Viaggio in Italia.

Per vedere il film gratuitamente clicca qui 

 

 

 

 

 

 

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Viaggio in Italia

  • Anno: 1954
  • Durata: 79 minuti
  • Genere: drammatico
  • Nazionalita: Italia
  • Regia: Roberto Rossellini