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Berlinale

‘Reas’, un documentario sul carcere desiderato – Berlinale 2024

Lola Arias torna alla Berlinale con un documentario sui generis che racconta la vita di un carcere femminile di Buenos Aires in chiave musicale

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Reas segna il ritorno,  a sei anni da Teatro de Guerra. della regista Lola Arias alla Berlinale nella sezione Forum dedicata ai documentari,
Il suo nuovo film è un documentario caleidoscopico dedicato alla quotidianità di  alcune detenute del carcere Casero di Buenos Aires. Il film è prodotto da Gema Films, Sutor Kolonko e Mira Film.
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Reas – la trama

Yoseli è una giovane argentina detenuta in attesa di giudizio dopo essere stata fermata all’aeroporto di Buenos Aires con l’accusa di traffico di droga internazionale. Nel carcere di Casero fa la conoscenza delle altre detenute, prima trattandole con diffidenza e poi entrando poco a poco in sintonia con loro. Lo sguardo di Arias si posa quindi sulle varie vite che scorrono nelle mura fatiscenti della prigione. In particolare, è singolare la scelta di far interpretare a ciascuna il proprio vissuto accompagnando tutto anche da momenti di Musical. A passo di rock e reggaeton lo spettatore viene inserito tra le celle, alla scoperta di una comunità che la società democratica cerca in ogni modo di rimuovere e dimenticare.

Reas – il trailer

 

Un affresco musicato di dignità femminile

Il rischio maggiore di Reas, firmato da Lola Arias, era senza dubbio quello di non trovare una chiave incisiva per un soggetto documentaristico di per sé prevedibile e scontato. Invece, la forza di questo caleidoscopio di femminilità è quella di costruire quadri armoniosi e picareschi in cui ciascun personaggio può portare il proprio vissuto. Nonostante sia evidente l’aspetto artefatto e ricostruito della vita carceraria, l’obiettivo del film è comunque centrato.

Lo spettatore viene perfettamente portato ad avvicinarsi e familiarizzare con un mondo tenuto celato dalla società democratica, un mondo di corpi e idea del femminile totalmente aberrante agli occhi del mondo reazionario. Ne risulta  un luogo vitale, dove si entra in confidenza con il proprio corpo e il suo uso, dove si può trovare una vocazione artistica o culturale. Al centro del racconto appunto troviamo Yoseli, la cui esperienza in carcere, come dovrebbe essere, diventa educativa e riabilitativa.

La fine possibile del carcere

Reas è anche un documentario di grande rigore formale che non fotografa un luogo e le sue dinamiche in modo pedissequo, ma lo racconta quasi come dovrebbe essere, un luogo dove rifiorire e trovare intimità. Un posto dove diventare comunità, mettere in scena sé stessi. La scelta artistica di miscelare musical e documentario a volte sembra forzata ma, aiuta a ispessire il racconto, sebbene rischi di eccedere nella ricerca estetizzante.
Il risultato, a ogni modo, è quello di un documentario che racconta contemporaneamente un luogo esistente, la sua decadenza e il futuro desiderato.

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Reas

  • Anno: 2024
  • Durata: 83'
  • Genere: Documentario
  • Nazionalita: Argentina, Germania, Svizzera
  • Regia: Lola Arias