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Rome Independent Film Festival

‘Kemba’ di Kelley Kali Tra Black Cinema e Legal Movie

Seconda regia dell'afroamericana Kelley Kali, che come Spike Lee sta tracciando una serie di ritratti umani della comunità nera, cercando di sgombrare gli usuali pregiudizi

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In anteprima europea, Kemba (2023) di Kelley Kali, passato al RIFF per la rassegna Black Films Matter. Tratto dalla vera storia di Kemba Smith, è il secondo lungometraggio dell’attrice e regista afroamericana Kali.

Se il precedente I’m Fine (Thanks for asking) (2021) era una storia del presente e inventata, con Kemba la Kali affronta un pezzetto di storia vera, recente, incentrato sul pregiudizio che una società bianca ha ancora rispetto ai neri. La tragica vicenda giudiziaria di Kemba è esemplare per comprendere i pregiudizi della società americana.

Kelley Kali, passo passo, sta costruendo un’interessante serie di ritratti di figure femminili afroamericane, in lotta contro una società ancora predominata dai bianchi e, soprattutto, figure femminili che vogliono emanciparsi in una comunità prettamente maschilista. Un percorso registico che al momento pare stia seguendo quello di Spike Lee, autore di un Black Cinema attento alle dinamiche della comunità afroamericana e atto a spazzare via i preconcetti legati ai neri.

Kemba, la trama

Kemba (Nesta Cooper), giovane promettente studentessa proveniente da una famiglia middle-class, si mette insieme a Khalif (Siddiq Saunderson), un ragazzo gentile e romantico. Presto però scopre che Khalif è un boss della droga, prepotente e violento.

Sebbene non abbia mai spacciato o maneggiato droga, in una tragica svolta degli eventi, Kemba riceve una condanna a ventiquattro anni di carcere. Senza mai perdere la speranza, i suoi genitori, insieme all’avvocato Elaine Jones (June Carryl) del NAACP Legal Defense Fund, lanciano una campagna per ottenere la clemenza dal Presidente Clinton (Cameron Dye).

Kemba, agnello sacrificale

Probabilmente anche Kemba potrebbe rispondere “I’m fine (Thanks for asking)”, se qualcuno glielo chiedesse dopo aver scontato ben sei anni di prigione ingiustamente. La sua unica colpa è quella di essere una ragazza ingenua, che si è innamorata del ragazzo sbagliato. E come sarcasticamente dice l’avvocatessa Elain Jones al suo socio, se ogni ragazza dovesse scontare venticinque anni di carcere per un amore sbagliato, le città sarebbero vuote. E lui non avrebbe conosciuto lei.

Kemba, sceneggiato da Christine Swanson, prende questo caso esemplare, per di più recente (si è svolto nell’arco dell’ultimo quinquennio del ‘900), per raccontare la vita di una ragazza di colore che prima subisce i soprusi verbali e fisici del compagno (esponente di quel maschilismo ancora imperante nei ghetti), e poi di una società americana che opera ancora dei distinguo tra bianchi e neri.

Un biopic, pertanto, che rientra tanto nel genere Legal movie, quanto e soprattutto nel Black Cinema.

Un film che va ad affiancarsi a quelle pellicole che hanno unito queste due tematiche. Ad esempio He Got Game (1998) di Spike Lee, Il coraggio della verità – The Hate U Give (The Hate U Give, 2018) di George Tillman Jr., Il diritto d’opporsi (Just Mercy, 2019) di Destin Daniel Cretton.

In attesa della terza regia

Ma si potrebbe aggiungere anche il biopic – bianco – Il colore della libertà – Goodbye Bafana (Goodbye Bafana, 2007) di Bille August. Sia Kemba che Goodbye Bafana seguono cronologicamente l’iter carcerario e di battaglia per la libertà dei protagonisti.

Quello che però difetta in Kemba è di non discostarsi da una narrazione che utilizza i soliti registri narrativi dei legal movies e del biopic. E se da un lato è apprezzabile il cambio di tono di Kelley Kali, che passa da un film colorato e brioso come I’m Fine (Thanks for Asking) a un film dai toni drammatici, dall’altro pecca nell’inserire dei preziosismi visivi che vorrebbero rendere più accattivante la narrazione (ad esempio l’arrivo della delegazione del NAACP nel carcere).

Ma attendiamo la terza regia della Kali per avere un giudizio più completo.

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Kemba

  • Anno: 2023
  • Durata: 108'
  • Genere: Drammatico
  • Nazionalita: Stati Uniti
  • Regia: Kelley Kali