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Il Cielo Brucia : in arrivo a Torino il seguito della trilogia

Il secondo capitolo del filone narrativo iniziato nel 2020 da Christian Petzold, con Undine - Un amore per sempre, verrà presentato in anteprima italiana alla 41ª edizione del Torino Film Festival.

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Il cielo brucia

Distribuito da Wanted Cinema , Il Cielo Brucia è il film che si è aggiudicato il Leone d’Argento  nella 73ª edizione del Festival Internazionale del Cinema di Berlino. Diretto da Christian Petzold, il cast include volti già noti al regista, come Paula Beer (che ha già recitato in La donna dello scrittore del 2018 e in Undine – Un amore per sempre del 2020), e nuove collaborazioni come Thomas Schubert (ricordato per il suo ruolo in The Dark Valley – 2014). La pellicola sarà presentata il 27 novembre al Torino Film Festival, mentre approderà nelle sale cinematografiche il 30 novembre.

Il Cielo Brucia: un sottile velo sul disagio giovanile

In Undine, l’acqua è un elemento centrale che caratterizza l’opera, fungendo da luogo di connessione, separazione e riavvicinamento. In Il Cielo Brucia, invece, è il fuoco ad assumere un ruolo di sfondo e una componente metaforica in un dramma inizialmente centrato sui sentimenti. Quattro giovani trascorrono del tempo in una casa vacanze, seguendo le reciproche attrazioni che emergono, inevitabilmente mettendo in luce le fragilità di ciascuno e navigando tra mutevoli emozioni all’ombra di una ricerca di armonia. Il fuoco, dalla fisica accezione di incendio che si diffonde nel bosco circostante, arriva a simboleggiare il pericolo che incombe su rapporti dalla fragile entità, di cui i protagonisti ne subiscono appieno la precaria condizione.

Rincontrando la natura: Un tentativo di riconciliazione

I riferimenti che collegano la prima e la seconda opera sono evidenti sia per la forma stilistica che per le scelte di ambientazione. Concentrandosi sulla seconda, emerge chiaramente il forte desiderio del regista di riconciliare l’uomo con la natura, trasformando il contesto e l’ambientazione in fonti di ispirazione. Questo processo porta a una nuova interpretazione in cui l’ambiente stesso diventa un elemento centrale che sostiene la struttura ideologica dell’opera. Lo stesso regista, riferendosi a Undine, afferma:

«Abbiamo girato il film vicino Wuppertal, la regione tedesca in cui sono cresciuto. Attorno a questo lago sono nati numerosi racconti, personaggi. Anche la stessa città di Berlino nasce da uno stagno, è legata all’acqua e forse per questo i berlinesi amano tanto il mito di Undine perché affonda le radici nella loro storia. Nei primi giorni delle riprese, abbiamo girato dentro il lago. Gli attori si sono immersi, dovevano muoversi nelle acque senza pronunciare alcun dialogo. Questa familiarizzazione ha influenzato la loro interpretazione per tutto il tempo delle riprese».

Christian Petzold – intervista di Emanuela Genovese del 20 agosto 2020 – Avvenire.it

Per l’intera intervista clicca qui

Questa decisione ha influenzato anche il suo lavoro più recente, portando lo spettatore in diverse località balneari sul Mar Baltico nel Meclemburgo-Pomerania Anteriore. Queste località diventano il palcoscenico per riflessioni sulla condizione giovanile nell’epoca contemporanea, mettendo in evidenza gli elementi tangibili che emergono solo in un contesto di convivenza e isolamento dal trambusto urbano.

Intuizioni da parte del regista che concorrono alla creazione di un prodotto, che seppur mescolando eventi e situazioni, si palesa come continuativo nel seguire analogie congrue ad un’efficace e alternativo flusso di pensiero.

Qui per leggere l’articolo su Undine (2020)

Torino Film Festival: Info e anticipazioni

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Il Cielo Brucia (Afire)

  • Anno: 2023
  • Durata: 103
  • Distribuzione: Wanted Cinema
  • Genere: Drammatico
  • Nazionalita: Germania
  • Regia: Christian Petzold