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ALICE NELLA CITTA

‘Invelle’ di Simone Massi è un sogno ad occhi aperti

Il primo lungometraggio di Simone Massi è una pietra miliare del cinema d'animazione

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Invelle è il primo lungometraggio di Simone Massi, presentato alla sezione Orizzonti del Festival di Venezia dove vince il Premio Lizzani.

Nell’opera di Massi compaiono le voci di attori noti all’interno dell’industria italiana: Marco Baliani, Ascanio Celestini, Mimmo Cuticchio, Luigi Lo Cascio, Neri Marcorè, Filippo Timi, Toni Servillo e molti altri.

Salvatore Pecoraro e Daniele Di Gennaro della Minimum Fax Media producono il film in collaborazione con RAI KIDS e in coproduzione con Amka Films e RSI, Radio Televisione Svizzera, con il sostegno del MIC e il supporto dell’importantissima Eurimages e Regione Lazio.

A distribuirlo saranno I Wonder Pictures e Fandango Sales. Il 20 ottobre verrà proiettato durante la Festa del Cinema di Roma per Alice nella città, nella sezione dal titolo Omaggio a Simone Massi.

L’importanza della fede per l’arte

Il regista è nato a Pergola (Pesaro-Urbino) nel mese di maggio del 1970. In passato, ha lavorato come operaio ed è cresciuto in una famiglia di agricoltori. Ha studiato Cinema d’Animazione presso la Scuola del Libro di Urbino, successivamente ha realizzato decine di cortometraggi d’animazione.

È importante prendere in considerazione la fede che ha Massi nei confronti della sua arte. Vive in un paesino lontano da ogni metropoli. All’interno della sua dimora non ci sono mezzi che possono portare a una distrazione mediatica (Televisione, Internet). Il regista non vuole cedere al digitale e si sofferma sui disegni creati come una volta.

I suoi cortometraggi sono stati premiati ai David, Nastri d’Argento e hanno partecipato a moltissimi festival cinematografici come Rotterdam, Venezia, Annecy, Torino, Clemont-Ferrand e molti altri.

Invelle, tra verità e fantasia

Simone Massi crea uno dei pochi capolavori d’animazione nel lungometraggio mai visto nel panorama italiano.

Dopo dodici anni di lavoro e un totale di 40.000 fotogrammi, il regista riesce a portare in vita il suo Invelle. Il titolo proviene da una parola del dialetto marchigiano che significa In nessun posto.

Il film è diviso in tre parti che rappresentano tre epoche diverse. Ogni storia ha come protagonista un bambino. Nella prima c’è Zelinda, una bambina orfana di madre deceduta a causa della spagnola durante la prima guerra mondiale. Nel frattempo suo padre è in guerra. Assunta è la seconda bambina. Lei vive durante il periodo nazista, tra morti, leggi razziali e bombardamenti. L’ultimo è Icaro che fugge via dalla campagna durante gli anni di piombo.

“Sicuramente il passaggio dal corto al lungo è stato motivo di preoccupazione. Nella forma breve ero abituato a fare tutto quello che volevo senza pormi grandi problemi. Nel lungometraggio ci sono delle strutture e dei canoni che, nel bene e nel male, devi rispettare.”

Simone Massi

Invelle è probabilmente una nuova esperienza cinematografica che può toccarci dal punto di vista intellettuale, umano e cinematografico. Quadri “graffiati” che vengono mostrati in maniera fluida e limpida come i piani sequenza del capolavoro vincitore della Palma d’Oro a Cannes Elephant di Gust Van Sant.

Lo stile d’animazione di Simone Massi è senza dubbio originale e pieno di talento creativo e poetico, alternandosi tra i film di Fellini e quelli di Ermanno Olmi. È difficile, però, associare l’autore a qualcuno vivente perché il suo stile registico è nuovo e fresco. A disposizione su internet ci sono la prima e la seconda clip del film e già da qui si può percepire la poesia e la tecnica dell’autore.

Quando l’animazione è più reale rispetto agli attori in carne ed ossa

Dal dizionario di Oxford e del Treccani possiamo constatare che il termine animazione proviene dal latino animatio -onis e che a sua volta ci sono collegamenti con le parole “anima” e “vita”.

Il regista focalizza l’attenzione sulle storie di guerra, la sofferenza e la vita dei contadini. La sua rappresentazione si distingue per l’approccio narrativo avvicinandosi a opere come Valzer con Bashir o Flee, ma non tanto nel loro stile, quanto nella capacità di creare una sceneggiatura che richiami un tono lievemente documentaristico.

Oltre a Simone Massi, nella composizione dei disegni troviamo Magda Guidi, Alessandra Romagnoli, Pietro Elisei e altre 22 persone che riescono a introdurre uno stile del disegno del volto non convenzionale, in cui sogno e realtà si mescolano tra loro. Il corpo e gli oggetti appaiono con linee reticolate quasi come se volessero ancora di più mostrare la tenerezza e la cruda verità delle novelle che Massi ha voluto raccontare.

Il regista desidera mettere in evidenza la vita di queste persone, composta da problemi e limitazioni. Come L’infinito di Leopardi, l’autore crea un film che permette alle persone di immaginare un mondo diverso, come se la loro prospettiva sulla vita cambiasse solo grazie all’idea di vivere in modo migliore.

Massi offre la possibilità di riscoprire il passato italiano, la sua cultura, la sua storia e la sua società, per comprendere contemporaneamente meglio il nostro presente.

Il valore della libertà… E di raccontarsi

Invelle è un non luogo, un piccolo borgo abitato da non-persone e Massi racconta le sue radici e questi luoghi attraverso un’espressione legata alla libertà. Si vede come questo genere dia a lui la possibilità di esprimersi a 360° senza  ostacoli o regole da seguire.

“I miei film alla fine non sono che giochi di prestigio di inizio Novecento, illusioni create con luci, ombre e suoni. Però funzionano, nella loro semplicità riescono ancora a catturare l’attenzione e talvolta perfino a dare emozioni”

Simone Massi

Nel film, come conferma il regista, ci sono le voci del popolo, tra cui i tre figli di Simone Massi, il padre, i vicini di casa.  I personaggi sono collegati alle sue radici: Zelinda è sua nonna, Assunta sarebbe sua madre e Icaro è il regista stesso. Il suo obiettivo era raccontare tre generazioni di bambini e il loro rapporto con il mondo e soprattutto con la scuola. Zelinda è stata privata della possibilità di andare a scuola, mentre ad Assunta è stata concessa solo in parte, ma ha avuto il tempo sufficiente per imparare a leggere e scrivere. Successivamente, l’accesso all’istruzione diventa una vera conquista per Icaro.

Il film di Massi è uno dei più bei sogni ad occhi aperti che il cinema abbia mai regalato.

Voto al film: ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️

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Invelle

  • Anno: 2023
  • Durata: 92'
  • Distribuzione: I Wonder Pictures e Fandango Sales
  • Genere: Animazione, drammatico
  • Nazionalita: Italia, Svizzera
  • Regia: Simone Massi