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‘Bussano alla porta’ la recensione del film di M. Night Shyamalan

Un thriller apocalittico e soprannaturale.

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Bussano alla porta Shyamalan

L’ultimo film di M. Night Shyamalan, Bussano alla porta, mette la famiglia al centro di un thriller inquietante, apocalittico e soprannaturale. Tratto dal libro di Paul G. Tremblay, La casa alla fine del mondo, racconta la storia di una giovane coppia tenuta in ostaggio (insieme alla loro bambina) in una isolata casa nel bosco da quattro sconosciuti armati che chiedono loro di compiere una scelta impossibile per impedire l’Apocalisse.

Shyamalan mantiene intatto il plot ma stravolge il finale, in linea con il suo più intimo pensiero sul sacrificio e l’importanza della scelta.

Bussano alla porta ShyamalanBussano alla porta di  Shyamalan : la scelta

In Bussano alla porta troviamo infatti esplicitati quelli che sono i capisaldi del regista: la famiglia e la religione. Dall’incipit thriller che sembra volgere all’horror, con un inquietante Dave Bautista a tirare le fila, il film raggiunge subito il suo tema centrale, che Shyamalan srotolerà poi poco alla volta: quello della scelta. Una scelta che è frutto del credere oppure no nell’inverosimile racconto dei quattro  sconosciuti ma soprattutto nell’esistenza di Dio.

Riferimenti biblici, catastrofi naturali che precedono la fine del mondo, quattro persone che hanno visto la propria normale vita sconvolta dalla rivelazione dell’Apocalisse. Per Andrew ed Eric (Jonathan Groff e Ben Aldridge), in vacanza con la figlioletta Wen (la bravissima Kristen Cui) in una isolata casa nel bosco, la scelta, prima ancora di quella prospettata da Leonard ed i suoi tre compari, è se fidarsi o meno di uno sconosciuto che bussa alla porta, se aprire o no l’uscio all’ignoto.

Quel che resta della pandemia

Una paura figlia degli accadimenti dell’ultimo triennio: la pandemia ed il lockdown hanno acuito l’isolamento ed il senso di vulnerabilità dell’essere umano, minando alla base la fiducia nel prossimo. In questo contesto, in cui ci siamo sentiti tutti più soli, anche solo aprire la porta e fidarsi di chi non si conosce è un rischio. Se poi gli sconosciuti si presentano armati, la resistenza è d’obbligo. Ma una volta dentro, la storia assume un tono completamente diverso. Shyamalan riesce a mantenere il climax del thriller fino alla fine, lasciando lo spettatore a chiedersi, come Eric ed Andrew, se i quattro invasori siano veramente ‘in missione per conto di Dio’ o semplicemente pazzi. Domanda fondamentale per la scelta da compiere.

Bussano alla porta ShyamalanScelta e libero arbitrio

E torniamo alla scelta; Bussano alla porta è un film sull’Apocalisse, come già E venne il giorno; ma se lì il destino dell’umanità era già segnato, qui sono i personaggi a decidere il destino del mondo. E tutto dipende dal loro credere oppure no; in Dio, nell’Apocalisse, ma sopratutto alle parole dei quattro ospiti inattesi ed agli accadimenti mostrati in tv (con finanche un irresistibile cameo del regista). Bussano alla porta infatti, nonostante gli elementi biblici e soprannaturali, mette l’Uomo e le sue Scelte al centro, rendendolo così artefice del proprio destino e di quello di tutta l’umanità.

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Bussano alla porta

  • Anno: 2023
  • Durata: 100 minuti
  • Distribuzione: Universal Pictures
  • Genere: horror, thriller
  • Nazionalita: Stati Uniti
  • Regia: M. Night Shyamalan
  • Data di uscita: 02-February-2023