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‘Winnie the Pooh: Sangue e Miele 2’ uno slasher inaspettatamente divertente

'Winnie the Pooh: Sangue e Miele 2' rappresenta una strana idea bizzarra ma che, tutto sommato, risulta divertente.

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Winnie The Pooh-Sangue e Miele 2

In un certo senso quello di Winnie the Pooh: Sangue e Miele 2 è un manifesto cinematografico importante, ovvero quello di un cinema che prende un soggetto riconoscibile e lo sfrutta senza regole per sfogare un certo tipo di stanchezza del “buonismo” cinematografico che abbiamo vissuto per anni.

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Un’opera che fa un salto di qualità rispetto al precedente film e che, allo stesso tempo, è un omaggio a un’idea di cinema del passato. Cosa intendo dire? Beh, lo vediamo nelle seguenti righe.

Winnie the Pooh: Sangue e Miele 2: strafare con un mito d’infanzia

Fa ironia pensare a com’è nata questa versione slasher dell’orsacchiotto più amato dai bambini: il personaggio è nato dalla penna di Alan Alexander Milne e comparve nel 1924 in un racconto natalizio del London Evening News, per poi divenire vero e proprio protagonista di racconti propri, ottenendo un grande successo di pubblico.

Era una serie di racconti che parlava perfettamente di un forte senso di malinconia per quell’infanzia che se ne stava andando, di quegli amici immaginari che ci facevano compagnia nella nostra solitudine e che erano il motore delle nostre giornate libere. Un racconto nel quale molti allora, e ancora oggi, si sono trovati immersi e che decretò il successo straordinario del personaggio.

Un successo aumentato quando il suo creatore vendette i diritti alla Disney, con quest’ultima che realizzò diversi lungometraggi e serie animate, dando vita a un merchandise di successo, fino all’ultimo film, questa volta live action,  uscito nel 2018 e diretto da Marc Forster con Ewan McGregor.

Poi, per questioni di legge (che non staremo a raccontare), periodicamente i diritti d’autore scadono e l’opera diventa di pubblico dominio, rendendo più facile sfruttarla: da qui parte un uso pressoché illimitato delle possibilità legate a quella IP.

Winnie the Pooh: Sangue e Miele 2: un adorabile orso assassino

Sicuramente la prima cosa che verrebbe in mente di fare quando i diritti di sfruttamento di un personaggio adorabile come Winnie the Pooh diventano disponibili è realizzarne una versione slasher horror ignorante, ed è stato proprio ciò che ha fatto l’inglese Rhys Frake-Waterfield. Il primo film si era dimostrato un dimenticabilissimo horror a bassissimo budget, che esisteva solo per questo incipit tanto assurdo quanto divertente, ma nonostante ciò riuscì a catturare l’attenzione, divenendo un piccolo cult.

Il successo di cassetta e mediatico ha permesso al regista e alla troupe di recuperare il doppio del budget speso, consentendo loro di lavorare a un sequel dell’opera, questa volta molto più grande e decisamente più “ambizioso”.

Praticamente ciò che fa Waterfield con questo Winnie the Pooh: Sangue e Miele 2 è realizzare un’opera più divertente e intrattenente rispetto al capitolo precedente, andando a migliorare ciò che non funzionava in passato.

Un riscatto rispettabile

Quello che funziona in questo sequel è la creazione di un nuovo ramo narrativo, dove si decide di “retconnare” gli eventi avvenuti in passato per costruire una trama più assurda ma funzionale, da film di serie Z degna delle migliori produzioni anni ’80 e ’90, in particolare della storica Full Moon, alla quale dobbiamo la saga di Puppet Master e The Gingerdead Man.

Altra cosa che colpisce maggiormente è la resa visiva dei personaggi, questa volta molto più “credibile” e rispettabile rispetto al primo film, con i nostri amati Pooh e gli amici del Bosco dei Cento Acri ancora più spaventosi e inquietanti, il tutto condito da una violenza ancora più esagerata ma assolutamente intrattenente.

Conclusioni

Per collegarsi a quanto dicevo all’inizio, questo film rappresenta un piccolo manifesto cinematografico, in quanto incarna l’idea di un cinema moderno che racconta e radicalizza certi miti del nostro panorama culturale. Questo tipo di visione è figlio di internet e del nuovo linguaggio contemporaneo ed è, allo stesso tempo, un modo per andare “contro” un’idea sdolcinata di questi miti letterari, contaminata dall’immaginario disneyano che ha dominato per anni.

Winnie the Pooh: Sangue e Miele 2 è un horror di serie Z vecchia scuola e va visto per quello che è. È nato ed è costruito per divertire dall’inizio alla fine: vista l’intenzione di creare una saga slasher sui personaggi di pubblico dominio, non può che essere un buon accompagnamento per le prossime serate in compagnia.

Winnie the Pooh: Sangue e Miele 2

  • Anno: 2024
  • Durata: 95'
  • Distribuzione: Prime Video
  • Genere: Horror
  • Nazionalita: Grand Bretagnia
  • Regia: Rhys Frake-Waterfield
  • Data di uscita: 31-January-2026