fbpx
Connect with us

Reviews

‘Fairytale’ la sopravvivenza delle immagini e i fantasmi della storia

Con Fairytale, suo primo film d'animazione, Sokurov torna a riflettere sul tema del potere, dando vita ai fantasmi della storia

Pubblicato

il

Fairytale di Aleksandr Sokurov

Fairytale è un film del noto regista Aleksandr Sokurov.

Da Moloch a Fairytale

“La morte è la morte, non la si può dominare”.

Risponde così, nel finale di Moloch, Eva Braun a Hitler e al suo desiderio di sconfiggere la morte. È un concetto che ritorna più volte nei film di Aleksandr Sokurov e il rapporto tra vita e morte è proprio una delle sue costanti; attraverso il tempo, la Storia, l’arte, il cinema stesso. L’eterna ed eternamente persa partita a scacchi, il sogno più antico dell’umanità, il desiderio più profondo di sovrani e dittatori, che per mezzo delle loro gesta e della sete di potere bramano l’immortalità. Ma la morte è la morte.

Dominato da ombre e fantasmi, quello di Sokurov è un cinema vestigiale, fatto di orme e impressioni (persino cromatiche), ma soprattutto è un viaggio che si rinnova, una caduta tra la nebbia (come nell’incipit di Faust). Un viaggio che con Fairytale, presentato in anteprima a Locarno e al Torino Film Festival, si inabissa (e oltrepassa) nella morte stessa, raffigurando Hitler, Mussolini, Stalin e Churchill dinanzi alle porte del Cielo, in attesa di essere ricevuti da Dio.

Le loro anime sono come vividi spettri mai dissolti, che vagano in un limbo composto da nubi, rovine, rocce con volti incastonati, rovi. Un non-luogo dove ogni colore è sbiadito, lasciando come traccia infinite nuances di grigi. È “l’immobilità senza speranza del grigio”, come la definiva Vasilij Kandinsky, che pende sul destino dei quattro personaggi, in quella che sembra una vana attesa di accedere al Paradiso. Persino Gesù si trova in loro compagnia, dolente e immobile, non ancora ricongiuntosi con il Padre dopo tempo immemore.

Fairytale di Aleksandr Sokurov

La veste dei fantasmi del passato

Dopo aver voluto a lungo realizzare un progetto sulla Divina Commedia, ecco che Sokurov ne trae ispirazione per Fairytale, proseguendo al tempo stesso il proprio percorso sul tema del potere, nelle sue molteplici forme e nella sua ciclicità. Tutto viene dimenticato e ritorna di nuovo, viene detto nel film, ed è attraverso il tempo e la storia che le dittature, le tirannie e la violenza in nome del potere si dissolvono per poi riformarsi incessantemente, come nubi oscure e minacciose. Tutto ritorna, anche (e soprattutto) l’immagine. Per raffigurare i quattro protagonisti del Novecento, infatti, Sokurov ha fatto ricorso ai filmati d’archivio, selezionando e ritagliando corpi e volti, per poi ridoppiarli. L’immagine torna dunque a nuova vita, risemantizzata e trasmigrata, rifacendosi alla sopravvivenza di cui parlava Aby Warburg, con cui definiva la concezione di memoria delle immagini, che in Fairytale raggiunge una delle sue più affascinanti applicazioni.

Nel loro eterno ed etereo vagare di fronte alla porta divina, Hitler, Mussolini, Churchill e Stalin vaneggiano, si insultano, si confrontano i cappotti, dialogano e confabulano con i molteplici doppi di se stessi. Ognuno di loro si esprime nella propria lingua e ripete una sequela di frasi, slogan, cliché, confronti ideologici che sembra non avere fine, mutata solo dall’arrivo di una folla di anime perdute, indefinita e fragorosa. In una sorta di contrappasso, l’eternità che hanno raggiunto non è quella che bramavano in vita, ma un’eterna attesa e un eterno farneticamento.

Il cinema nel cinema

In Fairytale Sokurov non solo racchiude gran parte del proprio cinema, estendendo la destrutturazione del potere e la riflessione sulla banalità del male, ma si avvicina ulteriormente alla propria matrice espressiva, che (esattamente come per Pasolini) non è cinematografica ma figurativa, con quello che è il suo primo film d’animazione. Per i fondali, il riferimento diretto è a Piranesi e alle illustrazioni della Divina Commedia di Gustave Doré, ma si notano anche richiami a Goya. Eppure, il limbo rappresentato nel film si avvicina anche al cinema stesso, un luogo generato dall’ombra e popolato di fantasmi, in cui le immagini possono essere dotate di nuova vita, la Storia può essere riplasmata e l’uomo può trasformarsi in immagine.

Il trailer

Scrivere in una rivista di cinema. Il tuo momento é adesso!
Candidati per provare a entrare nel nostro Global Team scrivendo a direzione@taxidrivers.it Oggetto: Candidatura Taxi drivers

Fairytale

  • Anno: 2022
  • Durata: '78
  • Distribuzione: Academy Two
  • Genere: Animazione, grottesco, fantastico
  • Nazionalita: Russia, Belgio
  • Regia: Aleksandr Sokurov
  • Data di uscita: 22-December-2022