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‘Cosa verrà’ la recensione del bel documentario di Francesco Crispino

Finalmente una film sulla scuola che ne coglie tutti gli aspetti positivi e le potenzialità

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Cosa verrà

Presentato ad Alice nella città, Cosa verrà riprende un anno scolastico nei suoi momenti più significativi, seguendo da vicino alcuni ragazzi dentro e fuori le pareti dell’aula, ci fa riflettere sui passaggi dell’età, e su come si possa influire sulle dinamiche complesse della crescita, positivamente.

Il film di Francesco Crispino (che lo ha scritto, diretto e montato) è prodotto con il contributo del Ministero della Cultura, Ministero dell’Istruzione e del MIC.

Cosa verrà – la trama

Cosa verrà è il racconto di alcuni studenti e docenti dell’Istituto comprensivo statale “E. De Amicis” di Floridia (SR) durante l’anno scolastico 2020/21, trascorso in alternanza fra presenza in classe e DAD a causa della pandemia da Covid-19. Ne sono protagonisti Eric e Alice che, insieme ai compagni di due classi di terza media inferiore, vivono il cruciale passaggio dall’infanzia all’adolescenza tra libertà mutilate e restrizioni sempre più dure, tra un passato gravoso e un futuro indecifrabile. Le loro storie sono accomunate da una complessa situazione esistenziale e s’innervano su un territorio situato nel profondo Sud dell’Italia e dell’Europa. Uno spazio simbolicamente di confine e insieme d’avanguardia per gli effetti del cambiamento climatico in atto (tratto dal sito Filmitalia).

Cosa verrà la testimonianza di un anno scolastico speciale

Quante storie sono state raccontate, dalla letteratura e dal cinema, iniziando con il suono della prima campanella a scuola! La prima campanella del primo giorno, per terminare con l’immagine dei banchi vuoti e dell’aula silenziosa. L’esordio e la conclusione di un ciclo quanto mai importante, ancor più nel periodo descritto, dopo mesi di pandemia e lezioni a distanza. La tragica esperienza di Floridia, a Siracusa, e di tutte le scuole italiane.

Nell’incipit del libro Cuore (snobbato per decenni, ma rivalutato da un po’), Enrico Bottini dice: “Mi parve così piccola e triste la scuola pensando ai boschi, alle montagne dove passai l’estate!”. La scuola di Floridia porta proprio il nome di De Amicis, ma i ragazzi sembrano non rimpiangere i mesi precedenti, trascorsi in casa per il maledetto virus, la segregazione, l’emergenza.

Accolti dal dirigente con un affetto che sembra sincero, entrano nelle aule in maniera disciplinata. Non c’è bisogno  del solito chiasso, perché ora prevale il rispetto. Quel cancello che finalmente si apre, in un bianco e nero efficacissimo, promette finalmente la ritrovata normalità, una rinnovata appartenenza.

Il rito della mascherine distribuite e del lavaggio delle mani si consuma in totale naturalezza. Cosa vuoi che sia dopo l’isolamento che l’hanno preceduto!

Cosa verrà – solo sequenze di momenti significativi

Viene volutamente saltata la noia, che pure è fondamentale nelle giornate adolescenziali. Così come le tensioni, i rimproveri, le insufficienze. Non per dare un’immagine edulcorata della scuola. Piuttosto per insistere sugli aspetti formativi, su quanto davvero si possa fare per la relazione educativa e le competenza esistenziali.

Chi non vive il mondo della scuola pensa che basti una manciata di ore di educazione civica, sottratta alle materie di studio, per far miracoli. Non è così. Educare gli studenti all’affettività, all’attenzione per se stessi, per gli altri e  l’ambiente è un processo costante, quotidiano, che passa soprattutto attraverso l’ascolto. In Cosa verrà vengono ripresi il brainstorming, la lezione partecipata, il laboratorio teatrale: tutti momenti di comunanza e di presenza consapevole.

Il laboratorio teatrale, sì, che dovrebbe farsi obbligatorio in tutte le scuole. Si riesce a dar voce ai propri traumi (non ad elaborarli, perché la scuola non fa psicoterapia), a sperimentare la fiducia, a contattare le emozioni e condividerle. Se scappa qualche lacrima, poi, va bene lo stesso; è terapeutica, non nel senso clinico del termine e i bravi conduttori lo sanno.

Eric ed Alice

Cosa verrà

Un immagine in bianco e nero del film (tratta dal sito ufficiale)

Lo intuisce Eric, il ragazzo nero con l’accento più marcatamente siciliano. Bella la resa della sua esuberanza costruttiva; bello il suo ruolo, del ragazzo che quando in una classe non c’è bisognerebbe inventarselo. Nei momenti di comunicazione più intensa, viene incoraggiato a parlare del suo passato, e lui lo fa, con naturalezza:

Non sono capace di recuperare il passato. Non so esprimere le emozioni.

Viene anche invitato a cantare la canzone di Colapesce, una leggenda siciliana rivisitata in classe. Eric fa anche questo, dopo essersi schermito un po’, per poi regalarci la sua voce che viene dal profondo. Come avesse seguito i corsi dei cantori siciliani, quelli ripresi da Giovanna Taviani nel suo bellissimo documentario, Cùntami.

Alice dal canto suo è più riflessiva. Condivide con Eric una bella confidenza, anche fuori dalla classe, quando camminano insieme dentro e fuori il paese.

Le immagini e i contrasti

Incisive le immagini, alcune più di altre. Quella serena di Alice ed Eric sul prato, visti dall’alto, per esempio, o la forte contrapposizione tra le saline di Priolo e l’orrendo Petrolchimico. Contrasti che Francesco Crispino ha voluto evidenziare con il bianco e nero (nettissimo, pulitissimo). Il colore appare una volta sola nel film e poi alla fine, a sottolineare la speranza per il futuro. Anche a noi può scendere una lacrimuccia, anche per noi terapeutica. All our futures è infatti il titolo internazionale, a completare quello italiano di Cosa verrà.

Il formato,  il bianco e nero

Il formato 4:3 restituisce la sensazione di ‘mancanza d’aria’ nei confronti dei protagonisti”  (F.Crispino), “in un periodo nel quale si stava consolidando il concetto di distanza, che portava con sé l’inevitabile riduzione degli spazi relazionali e la conseguente limitazione degli orizzonti esistenziali”.

Le tecniche usate dal regista tendono tutte a rimarcare il senso di distanza. “Da questa originaria sensazione è scaturita la forma del film”. Noi diremmo che, nonostante le limitazioni per il virus (qualche sequenza è stata girata nelle camerette dei ragazzi, davanti al pc), Crispino riesce a raggiungere piuttosto la giusta distanza emotiva tra un eccessivo coinvolgimento e l’oggettività delle riprese, alternate tra primi piani e sfondi, in piacevole armonia.

Una delle ultime davanti al mare, per augurarci un’apertura sul domani, su tutto il nostro futuro e su cosa verrà.

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Cosa verrà

  • Anno: 2022
  • Durata: 84 minuti
  • Genere: documentario
  • Nazionalita: Italia
  • Regia: Francesco Crispino