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IN SALA

‘Hill of vision’ Arriva in sala il nuovo film di Roberto Faenza presentato al Bifest 2022

L’incredibile storia di Mario Capecchi. Una storia incredibile se non fosse accaduta davvero

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L’incredibile storia di Mario Capecchi è il sottotitolo dell’ultimo film di Roberto Faenza, Hill of Vision, in sala dal 16 giugno. Dice il regista che “sarebbe una storia incredibile se non fosse accaduta davvero”. Il film racconta infatti una vicenda reale, di tanto tempo fa, ma che vale la pena conoscere e diffondere.

Hill of Vision di Roberto Faenza La trama

Seconda guerra mondiale, Alto Adige. Mario ha solo quattro anni quando sua madre viene arrestata dai fascisti. Il piccolo trascorre l’infanzia per strada vivendo di espedienti. Finita la guerra, lui e la madre miracolosamente si ritrovano e ricominciano una nuova vita in America, presso la comunità Quacchera ‘Hill of Vision’. Mario non riesce a inserirsi nel nuovo contesto di normalità, fino a quando non scopre, grazie allo zio scienziato, la passione per la scienza. Basato sull’avventurosa vita di Mario Capecchi, Premio Nobel per la Medicina nel 2007 (Dal sito ufficiale del film).

Hill of Vision Mario: il simbolo dell’infanzia abbandonata

Il bambino che interpreta Mario di anni ne ha ben più di quattro. Dev’essere stato meno difficile  dare l’idea del suo vagare, solo o coi compagni di strada, barboni minorenni come lui, nell’odissea simile a un romanzo dell’Ottocento.

Hill of vision di Roberto Faenza

Una scena di Hill of Vision. Foto ufficiale del film

Le espressioni del suo viso riassumono tutta l’infanzia abbandonata e vagabonda, da  Oliver Twist di Roman Polanski a Cafarnao di Nadine Labaki, e di tutta la letteratura per ragazzi sulla figura dell’orfano: personaggi che commuovono per la loro ingiusta solitudine, ma invidiabili nella loro estrema libertà.

Mario, quindi, come un David Copperfield o un Tom Sawyer novecentesco, che si muove in una società sbagliata, che l’attraversa perdendo l’innocenza a ogni passo, ma mai la speranza nel futuro. Incontrando, poi, come succede invece nelle favole, gatti e volpi malevoli e fatine buone (poche!), cinismo a fiumi e uomini di buona volontà, come il prete dell’orfanotrofio che vorrebbe salvargli l’anima. “Ma se l’anima non si vede, come può essere curata?”. Chiede Mario, che ha maturato una sua impareggiabile concretezza.

Il film di Roberto Faenza consigliato per i ragazzi

Hill of vision è un film la cui visione  consiglieremmo tranquillamente nelle scuole elementari e medie inferiori, per la facile identificazione con il protagonista, senza la forte esposizione al dolore di Jona che visse nel ventre della balena. Sono passati quasi trent’anni dall’altro film di Roberto Faenza che trattava di un’infanzia offesa, tradita, ignorata. Nello stesso contesto della seconda guerra mondiale.

Lì eravamo in un campo di concentramento, qui nelle campagne e città italiane. Allora si narrava il passato dello scrittore Jona Oberski, fisico nucleare; ora, la storia inverosimile, ma vera, di Mario Capecchi, scienziato italiano. Strano: due situazioni inizialmente disperate che hanno trovato il naturale traguardo nell’amore per la scienza!

I temi che interessano la preadolescenza sono intensi e adattissimi all’età: uno sguardo fiducioso verso il futuro, l’autorealizzazione, il patto d’amicizia. Bei personaggi, che alleggeriscono il vagabondare di Mario, oltre al tono del film, sono i suoi fedeli compagni di viaggio: Frank e fratello (Sofia D’Elia e Ruben Buccella).  Dapprima diffidenti e poi inseparabili, come spesso avviene nei racconti di avventura.

Hill of Vision di Roberto Faenza

Mario e i suoi compagni di vagabondaggio. Foto dal sito ufficiale del film

Sobrietà e commozione

Hill of vision non espone mai il bambino all’intollerabilità di una violenza fisica. Le brutture sono solo suggerite, immaginate. L’atmosfera della narrazione sembra sempre sospesa e la tragedia attutita perché la si faccia più facilmente nostra. Quando i bambini della cascina salutano Mario, costretto a fuggire, in un distacco carico di affetto, si presentano in bianche camicie da notte, quasi immacolate, piccoli angeli fuori dal tempo.

E una figura angelicata sembra la madre, quando deve andare. Il suo è un pianto sofferto, ma non disperato, come non lo sono tutti i toni di questo racconto, triste e mai angosciante. Che ci vede compassionevoli ma non affranti, addolorati ma non avviliti, afflitti.

Roberto Faenza, che scrive la sceneggiatura con Elda Ferri, come per Jona che visse nel ventre della balena, è attentissimo nella resa dei sentimenti, riuscendo a commuovere e appassionare, e nella rappresentazione attendibile delle psicologie. Quella di Mario bambino (Lorenzo Ciamei) e poi ragazzo (Jake Donald –Crookes), della madre Lucy (Laura Haddock).

Bravissimo Francesco Montanari nel ruolo del fascista convinto, prima solo ridicolo, poi pericoloso nella sua frustrazione. Convincenti anche gli zii americani (Edward Holcroft e Elisa Lasowski).

Hill of Vision di Roberto Faenza

Francesco Montanari, in una scena di Hill of Vision. Foto ufficiale del film

Roberto Faenza e Mario Capecchi

Racconta Roberto Faenza di aver dedicato alla scrittura di  Hill of Vision quasi quindici anni. È stato un lungo lavoro di scavo, cercando le location dell’anima di Mario.  E gli snodi della sceneggiatura riflettono questo tragitto.

La sceneggiatura ha richiesto molti anni di elaborazione. Intanto, partendo da una storia vera, la prima preoccupazione è stata di combinare lo spettacolo con la realtà. E in questo, possiamo dire che regia e sceneggiatura sono riuscite nell’intento.

Sono stati anni di lavoro accanto a Capecchi, che oggi ha 84 anni, per il quale ricordare il suo passato non è stata una passeggiata. Grande rispetto per lo scienziato e la sua storia, attraverso il film di Faenza.

Durante la presentazione di Hill of Vision al Bifest 2022, Mario Capecchi ha parlato molto di sé. Quando ero ragazzino per strada ero come un animale, vivevo di percezioni, di sensazioni, di intuizioni. Osservavo, annusavo, sentivo, proprio come un animale. Ho dovuto imparare a proteggermi e divenni un ladro esperto, perché osservavo le persone e come si muovevano. Ho imparato a vedere gli schemi degli esseri umani e li copiavo. Questa capacità l’ho poi replicata anche nella scienza.

Si possono leggere le dichiarazioni di Mario Capecchi nel link sul Bifest

https://www.taxidrivers.it/228413/festival/bifest/hill-of-vision-piccole-grandi-visioni-di-un-sopravvissuto.html

Hill of Vision è una produzione Jean Vigo Italia con Rai Cinema, in compartecipazione con Rhino Films. È  distribuito in sala dal 16 Giugno da Altre Storie.

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Hill of Vision

  • Anno: 2022
  • Durata: 101 minuti
  • Distribuzione: Altre Storie
  • Genere: biografico-drammatico
  • Nazionalita: Italia Usa
  • Regia: Roberto Faenza
  • Data di uscita: 16-June-2022