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IN SALA

‘L’audizione’ il ritratto psicologico di una donna. E il rapporto con la sua musica

Il dramma di chi non riesce a vivere la musica come grande risorsa personale; bensì come perenne inadeguatezza.

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L’audizione è un film drammatico del 2019, che esce in Italia, distribuito in Italia da P.F.A. Films, dal 5 maggio del 2022. Diretto da Ina Weisse. Interpreti: Nina Hoss, Simon Abkarian e Jens Albinus.

Titolo originale del film Das Vorspiel; Titolo internazionale The Audition.

Una narrazione avvolta nel mistero, pur nella sua quotidianità; profondo scavo psicologico che sfocia nella conclusione per niente pacificatoria, almeno per lo spettatore.

Un film intenso con una protagonista impeccabile

New York Times

L’audizione trama

Anna Bronsky (Nina Hoss) insegna violino in un liceo musicale. Nonostante l’opposizione da parte dei colleghi, Anna spinge per l’ammissione di uno studente, Alexander (Ilja Monti), nel quale lei vede uno straordinario talento. Lavorerà con grande dedizione per prepararlo all’esame intermedio, trascurando così la sua famiglia, suo figlio Jonas (Serafin Mishiev) e il marito Philippe (Simon Abkarian). Il collega Christian, con cui lei ha una relazione, la convince a far parte di un quintetto, ma la sua esibizione si rivela un disastro. Dopo questo evento umiliante, Alexander diventa l’unico obiettivo di Anna e la distanza tra lei e la sua famiglia cresce drammaticamente.  Quando arriva il giorno dell’esame, gli eventi prendono una tragica svolta (Trama ufficiale del film).

L'audizione

Nina Hoss in una scena de ‘L’audizione’

L’audizione. Poche luci e tante ombre

La città è Berlino ma non la si riconosce. Tante foglie gialle all’inizio, una bella luminosità, come l’unica scena sulla neve, che non riflette, almeno quella, le ombre interiori. Alle quali corrispondono piuttosto le tante sequenze serali. È quasi sempre buio. Spesso Anna è ripresa verso casa al suo ritorno dal Conservatorio. Luci elettriche negli esterni e negli interni, dove lo scricchiolio sul parquet sembra il rumore più familiare che accompagna le giornate (le serate, soprattutto) di Anna, Simon e Jonas.

L’unica volta che il bambino si trova finalmente a contatto con la natura, riceve una violenza del tutto gratuita da parte del nonno. Nessuna sponda per questa famiglia nucleare, che non ha affatto l’aria di bastarsi. Simon trova rifugio nel suo laboratorio di liutaio (anche questo non soleggiato) a pianterreno, nello stesso edificio dell’appartamento; non si sa quanto Jonas sia appagato dai suoi impegni (scuola, violino, hockey). È certo che Anna vive la musica con un enorme frustrazione, proiettata tutta senza un briciolo di consapevolezza sul nuovo allievo, Alexander, di cui Jonas appare fin da subito giustamente geloso.

L'audizione

Anna, Alexander e Jonas in una scena del film

Anna e il suo disagio esistenziale al centro del racconto

Il conflitto silenzioso di Anna e la prigione della sua mente si precisano piano piano. Pochi sorrisi, la chiusura verso il mondo che da subito sembra avere radici lontane. Un padre assurdo, una madre, appena accennata, che non c’è più da quando era ragazzina, e dalla quale attende ancora i regali promessi al ritorno da ogni viaggio. Un amante, che sembra non pesare molto sulla sua vita affettiva.

Forte la sensazione, ereditata dai genitori, di non essere mai all’altezza. E un’indecisione cronica, resa perfettamente nella scena al ristornate insieme a Simon. Anna cambia tavolo ben tre volte, ci mette una vita a scegliere la pietanza che poi scambierà con quella del marito. Ma non chiede. È lui, Simon, a proporglielo, con tenerezza e pazienza infinita.

Nessun passaggio eclatante a definire il carattere della protagonista. Un tassello dietro l’altro, meticolosamente, fino a rendere la rigidità di questa insegnante di musica, che esige troppo da se stessa, dall’allievo e soprattutto dal figlio, e che non sa chiedere con dolcezza. Senza scadere in una vera e propria anaffettività, ma sicuramente nella colpevolezza dell’eccesso di potere, in una relazione esageratamente asimmetrica con gli allievi. E l’aggravante della coazione a ripetere nei confronti del Jonas.

Dove sosta di più la macchina da presa

Emozioni e rimozioni sono tutte impresse sui volti, ripresi per lo più in primo e primissimo piano. Soprattutto quello di Anna, e la bravissima Nina Hoss sa restituirle con lievi espressioni del viso e dello sguardo. Ma anche Simon Abkarian riesce a renderci tutte le sfumature della sua scomoda posizione: ansia, amore, preoccupazione. Rabbia, infine, per il mancato rispetto di Anna nei confronti dei desideri reali di Jonas, per l’incapacità di ascoltarlo e di ascoltare.

Eppure quando lui le canta Il tempo delle ciliegie, accompagnandosi con la chitarra, sembra che tutte le tensioni si sciolgano e che marito e moglie possano davvero incontrarsi:

J’aimerai toujours le temps des cerises
Et le souvenir que je garde au coeur !

Amerò sempre il tempo delle ciliegie
E il ricordo che conservo nel cuore!

Lui ha lo sguardo innamorato, lei sembra persino commossa, ma è poca cosa nell’economia di una narrazione in cui Anna continua a fuggire. Neanche la piacevolezza della lingua francese parlata tra loro due,  è sufficiente per un’intimità che appaghi.

L'audizione

Anna (Nina Hoss) in uno dei tanti primi piani del film

Note di regia

Ina Weisse, attrice con una lunga carriera nella televisione tedesca, è stata lei stessa suonatrice di violino e membro di un’orchestra. Anche Daphne Charizani, sceneggiatrice del film, insieme alla Weisse, conosce molto bene il mondo della musica e dei sacrifici per riuscire bene. Quindi, tutto ciò che vive Anna: non si può fallire e non si può fallire nella musica.

L’origine del dramma è la sua ricerca dell’assoluto e della sua inflessibilità con se stessa. C’è anche un complesso d’inferiorità. Quando in tutte le lodi, fin dall’infanzia, non si è percepito altro che una critica mascherata, è difficile, da adulti, cambiare prospettiva sui propri figli, ma questa non è una scusa per l’abuso di potere nell’istruzione.

Anna è convinta che tutto debba essere subordinato alla musica, che bisogna combattere incessantemente, che anche se tu dai tutto, niente è mai abbastanza buono né abbastanza completo, e questo la sottomette a una pressione tremenda.

Il cinema di Ina Weisse e gli altri. Musica per anime inquiete

Note di regia sulla colonna sonora de L’audizione

L'audizione

Anna durante una sua lezione ad Alexander

ll Presto di Bach, che è quello su cui si esercita lo studente, e la Ciaccona sono pezzi che ogni violinista suonerà, prima o poi. Erano stati scelti all’inizio, al contrario del concerto che l’orchestra della scuola suona alla fine del film. Stavo cercando un pezzo la cui atmosfera non facesse da commento al finale del film. La canzone che Simon Abkarian canta all’inizio, Le Temps des Cerises, era l’inno della Comune di Parigi. C’era una versione tedesca di Wolf Biermann che io ho trovato molto commovente. Gli improvvisi tagli netti dei pezzi musicali sono stati scelti all’inizio della fase di montaggio e hanno stabilito il ritmo dell’intero film.

Partecipazione de film L’Audizione ai festival

 2020 Bif&st – Bari International Film Festival

2019 Toronto International Film Festival

2019 Donostia-San Sebastián International Film Festival

2019 Hamburg Film Festival

2019 Stockholm Film Festival

Premi

2019 San Sebastian – Miglior attrice: Nina Hoss

2019 Stockholm Film Festival – Miglior attrice: Nina Hoss

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L'audizione

  • Anno: 2019
  • Durata: 97 minuti
  • Distribuzione: P.F.A. Films
  • Genere: drammatico
  • Nazionalita: Germania, Francia
  • Regia: Ina Weisse
  • Data di uscita: 05-May-2022