fbpx
Connect with us

film

L’Ombra Del Giorno: la recensione del nuovo film di Giuseppe Piccioni

Luciano incontra la misteriosa Anna che porta con sè non solo un segreto ma anche un dolore nascosto, all'ombra del fascismo

Publicato

il

L’Ombra del Giorno è l’undicesimo film da regista di Giuseppe Piccioni, prodotto da Rai Cinema e Lebowski (di Scamarcio) e distribuito da 01 Distribution dal 24 febbraio 2022.

La trama

Ascoli Piceno, 1938. Luciano (Riccardo Scamarcio), simpatizzante del fascismo e veterano della prima guerra mondiale, è il proprietario di un ristorante in piazza del Popolo. La sua vita viene stravolta per sempre quando incontra Anna (Benedetta Porcaroli), una giovane ragazza che nasconde un segreto.

La cifra stilistica e innegabilmente autoriale di Giuseppe Piccioni, regista dall’animo gentile tra i più importanti dei nostri anni, è sempre stata quella di riflettere in maniera atipica sul rapporto amoroso a due: rapporti impossibili vissuti da personalità socialmente borderline, la cui delicatezza d’animo porta a vivere ai margini di un mondo che non riconoscono affine a loro, ritagliandosi spazi nei non-luoghi.

La recensione

L’Ombra del Giorno continua su questo percorso, ma contemporaneamente rilancia, come abitudine di Giuseppe, facendo progredire la sua dimensione teoretica: se Fuori Dal Mondo era rivolto verso la difficoltà della spiritualità vissuta fino in fondo (nel non-luogo di una lavanderia), La Vita Che Vorrei era un abile gioco di specchi metaletterario (nel teatro) e Giulia Non Esce La Sera indagava il peso del passato e della colpa (tra un carcere e una piscina), L’Ombra Del Giorno volge lo sguardo verso la storia e la politica, ambientando la storia dei suoi personaggi in pieno fascismo (e in un ristorante), sull’orlo della Seconda Guerra Mondiale.

Per Piccioni, ogni set è una sorta di teatro mentale: un cinema da camera sui generis, che ha caratteristiche proprie e riconoscibilissime e che riesce ad essere incredibilmente accessibile a tutti ma prepotentemente sofisticato e stratificato.

E in quest’ultimo film il teatro smette di essere mentale e diventa (quasi) fisico: la piazza antistante il ristorante di Luciano -ricreato nello storico Caffè Meletti, cuore pulsante di Ascoli- viene scenografata proprio come un palcoscenico.

Così come Luciano conferma la natura dei personaggi restituiti dalla penna lucida e insieme morbida del regista, ovvero quello di spettatore della vita degli altri: lui è zoppo fisicamente ma soprattutto psicologicamente, e il suo handicap è una copertura per una ferita ancora più profonda che lo porta a chiudersi dentro sé stesso e nella sua confort zone.

Sono sempre due le solitudini che si incontrano e si attraggono: la storia d’amore viene però ripresa dallo sguardo dell’autore di sbieco, triangolata da un altrove fatto di sguardi, interrogativi non risposti, paure inesorabili che salgono dal profondo e non sanno o vogliono o possono avere mai lo sfogo di un urlo.

L’Ombra Del Giorno è un film in costume (il primo per il regista di Luce Dei Miei Occhi, se si esclude Il Grande Blek e il metatesto del citato La Vita Che Vorrei), ma come ogni film di storia parla del presente: il passato relativamente recente di un’Italia obbediente al fascismo lancia l’ombra lunga fino ai giorni nostri, innescando un grottesco e purtroppo attuale cortocircuito certo non voluto, ma che mostra apertamente nervi scoperti e lacerazioni sociali che riverberano dopo oltre ottant’anni.

Nella sceneggiatura dello stesso regista insieme a Gualtiero Rosella e Annick Emdin c’è tutta la potenza di una scrittura dal segno solido ed equilibrato, abilissimo nell’interscambio continuo tra la piazza (l’esterno) e la sala del ristorante (l’interno) come luogo di rappresentazione di un kammerspiel poco claustrofobico ma molto emozionante.

La prova di Riccardo Scamarcio è sicuramente quella della maturità, raggiunta come sempre accade lavorando in sottrazione; quella di Benedetta Porcaroli è invece della conferma, per certi versi inaspettata. Tutti e due sanno come vestire gli abiti d’epoca dei loro personaggi ma soprattutto le emozioni soffocate in un bianco e nero dell’anima: ed entrambi si dimostrano capacissimi di intercettare il ricco e straordinariamente intenso mondo interiore del loro regista, restituendo un film potentissimo nella sua compostezza e classicità, nei suoi movimenti di macchina morbidi ma presenti, nelle sue geometrie architettoniche che non lasciano scampo sfumando sui colori e lasciando l’impronta specialmente con le suggestioni che riesce a lanciare.

L’Ombra Del Giorno è allora rigoroso nella ricostruzione d’epoca e generoso nel ritratto umano: riuscendo sempre e comunque a rimanere un passo indietro nello struggimento, nella sbavatura, nell’enfasi urlata. Ma nella consapevolezza e nell’intelligenza di riuscire sempre e comunque a raccontarci parti di noi, della nostra vita, del nostro passato e anche se non ce ne rendiamo conto del nostro presente e futuro.

Registrati per ricevere la nostra Newsletter con tutti gli aggiornamenti dall'industria del cinema e dell'audiovisivo.

L'Ombra Del Giorno

  • Anno: 2022
  • Durata: 125
  • Distribuzione: 01 distribution
  • Genere: drammatico
  • Nazionalita: italia
  • Regia: Giuseppe Piccioni
  • Data di uscita: 24-February-2022