Quando la televisione arrivò nelle case degli italiani cambiò per sempre il modo di vivere e immaginare il mondo. In questo contesto prende vita Carosello in Love, film tv diretto da Jacopo Bonvicini e prodotto da Grøenlandia in collaborazione con Rai Fiction, in onda stasera in prima serata su Rai 1.
Il film racconta una storia d’amore che attraversa, dalla nascita alla fine, la stagione di Carosello: il programma televisivo che dal 1957 ha segnato in modo profondo la cultura e l’immaginario collettivo italiano.
Un amore che fatica a riconoscersi
Nel 1957 Carosello entra per la prima volta nelle case degli italiani, trasformandosi in breve tempo in un rituale condiviso. Nei bar, nei cortili e nei soggiorni, il paese si raccoglie davanti agli sketch e agli spot del programma, consolidando un fenomeno destinato a imprimersi nella memoria collettiva.
È proprio dietro le quinte di questo show che nasce la storia d’amore travagliata tra Laura (Ludovica Martino), giovane donna affascinata dal potere magnetico della tv, determinata a costruirsi un futuro in Rai nonostante i limiti e i pregiudizi dell’epoca, e Mario (Giacomo Giorgio), regista scettico che presta il suo talento al mondo pubblicitario mentre coltiva il sogno del cinema d’autore. I due si incontrano sul set, in un ambiente vivace e in continua trasformazione. Il loro rapporto, segnato da scontri, tensioni, slanci e silenzi, si snoda lungo un arco di vent’anni: un amore complesso, che cresce, si smarrisce e rischia più volte di non compiersi, ma che rimane straordinariamente autentico.
Una storia coinvolgente e una protagonista che conquista
Bonvicini confeziona un’opera matura e sorprendentemente armoniosa. Il punto di forza del film sta nella capacità di bilanciare una ricostruzione storica accurata con uno sguardo capace di parlare al presente. Carosello non è dunque soltanto lo sfondo di un racconto romantico: diventa la metafora di un’Italia in transizione, sospesa tra ingenuità e modernità, tra il peso della tradizione e il desiderio crescente di rinnovamento.
La sceneggiatura firmata da Simona Coppini e Armando Festa regala al film un punto di vista originale, costruendo una protagonista femminile che sembra arrivare da un futuro più libero e consapevole. Laura incarna il bisogno di affermarsi in un’epoca che offriva ben poche possibilità alle donne; il suo entusiasmo e la sua determinazione delineano un percorso narrativo credibile, vibrante, sempre in equilibrio tra fragilità e coraggio. Che sia un caffè portato sul set o un’intuizione creativa, ogni gesto diventa per lei una piccola chance di trasformare il proprio sogno in realtà. È lei a guidare la narrazione, diventando la vera rivelazione del film.
Martino e Giorgio incarnano con naturalezza la complessità dei loro personaggi, riuscendo a fondere sentimento e lavoro in una coppia verosimile e coinvolgente. Sul piano visivo il film brilla per l’accuratezza di costumi e scenografie che ricreano con cura l’atmosfera dell’Italia di quell’epoca.
Un omaggio elegante a un’epoca indimenticabile
Carosello in Love va oltre il semplice racconto d’amore ambientato nel passato. È una storia sull’identità, sulle aspirazioni, sui fallimenti e sulla forza di rialzarsi, di cogliere le occasioni che si presentano e di ritrovarsi, anche quando la vita sembra portarci altrove.
È un titolo che celebra la nascita della televisione come fenomeno culturale e che, con grazia e leggerezza, ricorda come certe storie d’amore attraversino il tempo senza perdere di intensità e di significato. Perché le storie autentiche, quelle che durano, sono proprio questo: fragili e tenaci, imperfette e luminose, capaci di parlare a ogni generazione.