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Stephen King dieci film dal maestro del brivido

Da Shining a Stand By Me, da Misery non deve morire al Miglio verde, un breve compendio dei migliori film tratti dai romanzi dello scrittore americano che compie oggi 75 anni

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Stephen King dieci film tratti dalle opere del Re dell’horror che compie 75 anni.

Quando si associa la figura di Stephen King e la sua narrativa horror al cinema, il primo pensiero va a una manciata di film che hanno ottenuto largo consenso da parte del pubblico e della critica.

In primis, ovviamente, non possiamo non ricordare Shining, uno fra i tanti capolavori che Stanley Kubrick ha realizzato nel corso della sua carriera. Ma, oltre a questo, alcuni altri ottimi film, firmati da autori quali John Carpenter, Brian De Palma, David Cronenberg e George A. Romero, sono tratti dalle opere del prolifico scrittore nato a Portland, nel Maine, il 21 settembre 1947 che, negli anni, ha firmato con il suo nome o con lo pseudonimo di Richard Bachmann oltre ottanta romanzi e numerosi racconti.

Cercare di estrapolare dall’immensa filmografia tratta dai libri di King i dieci titoli più significativi sembrerebbe un’impresa estremamente complessa. Va però detto, per onestà intellettuale, che nella interminabile lista degli adattamenti dei suoi scritti per il grande schermo, è facile imbattersi in pellicole di scarso, se non nullo, interesse per la loro qualità artistica.

Ecco, quindi, che l’impresa apparentemente impossibile diventa realizzabile, pur mantenendo un certo grado di difficoltà.

Stephen King dieci film dal maestro dell’horror

Carrie – Lo sguardo di Satana (Carrie, 1976)

Regia di Brian De Palma. Dal romanzo omonimo.

Sissy Spacek è Carrie White, ragazza timida e complessata a causa di traumi infantili derivanti dalla ferrea educazione impartitale dalla madre, una cristiana integralista. Carrie è dotata di poteri telecinetici che scopre di possedere all’indomani delle sue prime mestruazioni. Li utilizzerà per vendicarsi di tutti coloro che, per tanto tempo, l’hanno bullizzata.

Carrie – Lo sguardo di Satana è il primo adattamento in assoluto di un romanzo di Stephen King. De Palma costruisce un film che si sviluppa in un crescendo orrorifico, sino all’impressionante finale.

Sissy Spacek è superlativa nell’affrontare il personaggio di Carrie, con il quale ottiene una nomination agli Oscar come Miglior attrice protagonista.

Shining (Id., 1980)

Regia di Stanley Kubrick. Dal romanzo omonimo.

La vicenda si svolge fra le nevi delle montagne del Colorado, in un lussuoso albergo, l’Overlook Hotel, che Jack Torrence (Jack Nicholson), scrittore con problemi d’alcolismo, sua moglie Wendy (Shelly Duvall) e il loro piccolo figlio Danny (Danny Lloyd), prendono in custodia durante il periodo di chiusura invernale isolandosi dal mondo.

L’isolamento totale e il fatto che, nel passato, l’albergo fosse stato teatro di eventi delittuosi e soprannaturali, portano Jack a impazzire, mettendo a rischio le vite di Wendy e di Danny, il quale dimostra di possedere facoltà extrasensoriali (lo “shining” o luccicanza) che gli consentono di avere visioni del passato e del futuro.

Shining, scardinando ogni regola dell’horror, ne ribalta completamente la prospettiva: è sì un film che incute terrore, ma lo fa senza utilizzare le classiche scenografie del genere, cioè gli ambienti claustrofobici dove il pericolo è nascosto dietro ogni angolo buio.  Al contrario, in Shining la paura è scatenata da spazi più ampi, meno cupi. La vallata che i Torrence percorrono in macchina per arrivare all’Overlook e ripresa dall’alto piuttosto che i lunghi corridoi deserti dell’albergo che Danny percorre con il suo triciclo mentre gli appare l’inquietante visione delle gemelline morte.

I molti significati, soprattutto psicanalitici, la grande interpretazione di Jack Nicholson, le scene ormai entrate a diritto nell’immaginario collettivo come, ad esempio, quella in cui Jack insegue Danny intimandogli, con voce distorta, di andare da lui o in cui chiama Wendy mentre con un’ascia cerca di sfondare la porta dietro la quale la donna è nascosta, ne fanno un film entrato a pieno diritto nella storia.

Nel 2019 è uscito al cinema Doctor Sleep di Mike Flanagan, sequel di Shining, realizzato a partire, a sua volta, dall’omonimo romanzo di Stephen King.

Stephen King dieci migliori film

Christine – La macchina infernale (Christine, 1983)

Regia di John Carpenter. Dal romanzo omonimo.

Anni Ottanta, California. Arnie Cunningham (Keith Gordon) è un diciassettenne bullizzato da quattro compagni che, espulsi dalla scuola a seguito delle violenze commesse ai suoi danni, gli giurano vendetta.

Dopo aver acquistato e messa a nuovo una vecchia Plymouth del ’58, chiamata dal vecchio proprietario Christine e, si scopre, dotata di poteri soprannaturali e orrorifici, Arnie instaura con lei un rapporto morboso che sfocia in una serie di fatti agghiaccianti che si lasciano dietro una lunga scia di sangue.

Mettendo in scena il romanzo di Stephen King, John Carpenter ne ricava un film di estremo interesse, pur con qualche difetto, a volte, nella sceneggiatura e nella scarsa caratterizzazione dei personaggi.

Christine – La macchina infernale ben si presta a essere letto come parabola del rapporto sempre più stretto fra uomo e macchina che, in questo caso, si spinge a diventare vera e propria simbiosi. La macchina intesa come il Male in quanto frutto della società capitalistica e con la quale Arnie stabilisce da subito un vero e proprio rapporto amoroso e sessuale.

Un film che, pur non essendo fra i migliori della carriera di Carpenter, non manca, comunque, di una buona dose di suspense.

Stephen King dieci migliori film

Stephen King dieci film: La zona morta (The Dead Zone, 1983)

Regia di David Cronenberg. Dal romanzo omonimo.

Il film attraversa la vicenda di Johnny Smith (Cristopher Walken), un professore finito in coma per cinque anni a seguito di un incidente stradale e che, al risveglio, si rende conto di aver acquistato poteri di preveggenza,

Con La zona morta David Cronenberg confeziona un film in cui già si possono intravedere quelli che sarebbero divenuti i suoi temi principali, in particolare quello della mutazione dei corpi. Johnny, attraverso il contatto fisico, riesce a prevedere cosa accadrà alla persona che gli sta di fronte. Così, quando stringerà la mano a un politico che sta per essere eletto senatore, vedrà chiaramente come questi diventerà presidente degli Stati Uniti scatenando un conflitto nucleare. Decidendo di ucciderlo, Johnny si ergerà a sorta di Cristo rinato per salvare l’umanità dal Male.

Stand By Me – Ricordo di un’estate (Stand By Me, 1986)

Regia di Rob Reiner. Dal racconto “Il Corpo”, inserito nella raccolta “Stagioni diverse”.

Stand By Me è un lungo flashback che parte dalla lettura di una notizia di cronaca nera da parte di Gordie Lachance (Richard Dreyfuss da adulto e Wil Wheaton da ragazzo), uno scrittore affermato che ricorda la prima volta in cui, tredicenne, vide un morto. Da questi ricordi comincia il suo viaggio nel tempo che lo proietterà a Castle Rock nell’estate del 1959.

Qui, quattro ragazzini, ognuno con situazioni familiari difficili, vengono a sapere del cadavere di un coetaneo abbandonato in un bosco a una cinquantina di chilometri dalla città. Decidono, quindi, di affrontare il viaggio che li porterà a vivere numerose avventure prima di giungere al cospetto del morto, scontrandosi con una banda di adolescenti più grandi di loro per la conquista del cadavere.

Il film di Rob Reiner è strutturato come un classico viaggio di formazione, in cui i protagonisti giungono, al termine della loro storia, a superare quella soglia che segna irrimediabilmente il passaggio dall’adolescenza all’età adulta.

Secondo Morando Morandini Stand By Me è “uno dei film più belli sull’adolescenza degli anni Ottanta, nel miracoloso equilibrio della memoria fra sentimento e avventura”.

Fra gli attori, un ricordo particolare va al compianto River Phoenix, all’epoca delle riprese quindicenne.

Stephen King dieci film

Misery non deve morire (Misery, 1990)

Regia di Rob Reiner. Dal romanzo omonimo.

Altro romanzo di Stephen King adattato per il grande schermo da Rob Reiner che ne fa un thriller percorso da profonde venature horror.

L’affermato scrittore Paul Sheldon (James Caan), autore della fortunata serie la cui protagonista è Misery Chastain, ha deciso di far morire il suo personaggio per poter dare una svolta alla propria carriera.

Durante un viaggio in auto attraverso le Montagne Rocciose incappa in una violenta tempesta di neve che lo fa uscire di strada. Con le gambe fratturate, viene soccorso da una donna che lo porta a casa sua. Si tratta di un’infermiera, Annie Wilkes (Kathy Bates), che è anche una fan sfegatata del personaggio di Misery. Quando Annie si renderà conto della sorte che Paul ha riservato per la sua Misery, scatterà in lei la molla della pazzia che la porterà a tenere prigioniero lo scrittore per impedirgli di pubblicare il suo libro e obbligarlo a riscriverne uno che non preveda la morte della sua eroina.

Misery non deve morire, viaggio allucinante nei meandri della follia, fu un grande successo di pubblico e consacrò Kathy Bates che vinse l’Oscar come miglior attrice protagonista.

Stephen King dieci film

La metà oscura (The Dark Half, 1993)

Regia di George A. Romero. Dal romanzo omonimo.

Thad Beaumont (Timothy Hutton) è uno scrittore con una duplice personalità che pubblica i suoi romanzi principali col proprio nome, utilizzando lo pseudonimo di George Stark per i suoi ben più redditizi romanzi horror. Ma il giorno in cui decide di abbandonare al suo destino il suo alter ego, sarà proprio George Stark, ormai dotato di vita propria, a rivoltarglisi contro.

Altra variazione sul tema dello sdoppiamento di personalità, sul dualismo fra Bene e Male racchiusi nello stesso corpo. Il film di Romero sconta, in parte, le disavventure legate al fallimento della casa di produzione Orion, a causa del quale il film rimase bloccato per due anni.

Nonostante ciò, La metà oscura è un buon adattamento di uno fra i più complessi romanzi di Stephen King. Un film ben supportato dall’ottima fotografia di Tony Pierce-Roberts e dalla musica di Christopher Young.

Le ali della libertà (The Shawshank Redemption, 1994)

Regia di Frank Darabont. Dal racconto “Rita Hayworth e la redenzione di Shawshank”, inserito nella raccolta “Stagioni diverse”.

Tim Robbins e Morgan Freeman sono i due protagonisti di questo film diventato, negli anni, oggetto di culto e che, come per Stand By Me, è tratto da uno dei pochi racconti non horror dello scrittore del Maine.

All’indomani della Seconda guerra mondiale, un bancario di nome Andy Dufresne viene arrestato e incarcerato per aver ucciso la moglie e il suo amante. In carcere allaccia un’amicizia con Red  (Morgan Freeman) un altro detenuto che, nel film, racconterà la loro storia e il rispetto che Andy, progressivamente, riesce a ottenere anche dalle guardie e dal direttore, senza per questo smettere mai di sognare la libertà.

Stephen King dieci film:

Il miglio verde (The Green Mile, 1999)

Regia di Frank Darabont. Dal romanzo omonimo.

Ancora un film di ambiente carcerario per Frank Darabond, regista e, come già avvenuto per Le ali della libertà, anche sceneggiatore.

Il miglio verde del titolo è il percorso che i condannati a morte percorrono dalla cella al patibolo. Il film di Darabond, ambientato nella Louisiana del 1935, è la sconvolgente storia di uno di questi raccontata, molti anni dopo, dall’agente di custodia Paul Edgecomb (Tom Hanks).

Il compito di Paul Edgecombe e degli altri agenti è quello di sorvegliare i detenuti e accompagnarli sino alla sedia elettrica. Fra questi c’è John Coffey (Michael Clarke Duncan), un omone di colore alto due metri accusato di aver assassinato due bambine. Nonostante questo, tuttavia, John appare con una persona mite e gentile, ingenua e con una infantile paura del buio. Ma la cosa sensazionale è rappresentata dalla capacità paranormale che l’uomo ha nel risucchiare il dolore dalle persone malate, guarendole.

Il miglio verde è un’opera chiaramente contro la pena di morte. Commovente, ma senza alcun finale consolatorio. Molto apprezzato dallo stesso Stephen King che lo ha reputato fra i migliori adattamenti dei suoi libri.

It (Id., 2017)

Regia di Andrés Muschietti. Dal romanzo omonimo.

Primo capitolo di un film il cui sequel, sempre diretto dal regista argentino Andrés Muschietti, è uscito nel 2019 (It – capitolo 2).

Trasposizione cinematografica del corposo romanzo omonimo, il film è ambientato nella cittadina di Derry, nel Maine, un luogo dove la gente sparisce in modo misterioso con una media ben più alta di quella nazionale, soprattutto per quanto riguarda i bambini.

Qui un gruppo di adolescenti, chiamati i Perdenti, devono fare i conti con il Male che assume le sembianze di Pennywise il Clown Ballerino (Bill Skarsgård), una misteriosa entità assetata di sangue che scatena le paure più recondite.

Racconto di formazione e di crescita che, sotto questo punto di vista, fa riandare con la mente a Stand By Me – Ricordo di un’estate.

It racchiude alcune scene degne dei migliori film di genere. Fra queste la comparsa del mostro che sbuca dalle fogne e la inquietante sequenza delle diapositive, con il bambino ucciso da Pennywise che si manifesta con la sua mantellina gialla.

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