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Focus Italia

‘Vostro Onore’ con Stefano Accorsi: la presentazione della nuova serie Rai

Il regista e il cast svelano particolari e tematiche della nuova attesa Fiction Rai

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vostro onore 2 con Stefano Accorsi presentazione

Dopo l’originale israeliana Kvodo e l’americana Your Honor, arriva ora la versione italiana:  ‘Vostro Onore’ con Stefano Accorsi.

La co-produzione Rai Fiction – Indiana Production segna l’esordio alla regia di Alessandro Casale. Il regista, dopo l’ esperienza da aiuto sia per cinema che per tv, passa alla direzione per questa serie in quattro serate. Vostro onore sarà in onda su Rai Uno, a partire dal 28 febbraio, in prima serata.

Con Stefano Accorsi, nel cast ci sono anche Matteo Oscar Giuggioli, Barbara Ronchi, Remo Girone, Francesco Colella, Camilla Semino Favro.

La trama e le info

Ringrazio Rai e Indiana per questo incarico, ho avuto la fortuna di affrontare una sfida – ha dichiarato Casale. – Noe era facile perchè parliamo di un format celebre ed è per questo che la reputo una Serie Coraggiosa. Sapevamo che ci sarebbe stato il rischio di un confronto… ma abbiamo realizzato un ottimo prodotto. Sono stato messo nelle migliori condizioni per lavorare e, nonostante la mia esperienza, era la prima volta che dirigevo una cosa da solo. Ho visto gli altri adattamenti di questa storia, ma non mi sono lasciato influenzare da nulla. La serie israeliana, originale, è completamente differente, perché nella storia entra la contemporaneità della società in cui è immersa la vicenda. Qui al centro è la nostra società italiana con tutte le sue caratteristiche”.

Anche Fabrizio Don Vito di Indiana Production la definisce un’opera originale che proviene da un format ma che se ne discosta perché è un adattamento totale tenendo conto delle nostre leggi e della nostra realtà.

Sul cast il regista si dichiara entusiasta del lavoro fatto: Ho avuto la fortuna di lavorare con un cast incredibile, guidato da Stefano Accorsi, e sono stato molto pignolo sui personaggi, visto che la storia c’era, e si trattava di lavorare con gli attori in maniera attenta per metterla in scena. Sono stato fortunato, grazie alle mie casting director, che mi hanno trovato degli attori che hanno riservato belle sorprese, anche nell’ambito latinos, una novità per il panorama italiano.”

Il tema della Fiction

Il regista definisce la serie un Thriller con accenni di Fiction che ci pone dinanzi ad un dilemma:

Cosa ci spinge a salvare sempre la nostra  specie? Fino a che punto possiamo spingerci per salvare la nostra famiglia? E fin dove possiamo esercitare questo dilemma e diventare criminali?

Sulle principali difficoltà di mettere in scena questo crime drama familiare, Alessandro Casale ha precisato: “Si tratta di un lavoro principalmente psicologico su personaggi messi dentro a una storia che parla di violenza non manifesta. Poi ho raccontato la dinamica padre/figlio, molto complicata ma interessante, che partiva da una situazione in cui i due erano distanti”. 

Casale si esprime poi sulle differenze tra cinema e Fiction per la Tv dichiara: “Ho fatto tanti film da aiuto regista per il cinema e ho capito che alcuni meccanismi del cinema si possono portare in tv, soprattutto per quanto riguarda la cura dei particolari. Ho cercato di mettere in pratica gli insegnamenti dei maestri con cui ho lavorato, con i tempi differenti naturalmente, che in tv in genere sono frenetici, ma in questo caso abbiamo avuto tutto ciò di cui avevamo bisogno. Poi sono abbastanza audace e mi sono buttato, non mi tiro indietro. Sentivo la responsabilità di fare un adattamento di una serie di successo per la rete ammiraglia del servizio di Stato”. 

Vostro Onore stefano accorsi

La sceneggiatura: un lavoro di gruppo

La sceneggiatura è il risultato di un intenso lavoro di gruppo, dovendo  passare da ambientazioni desertiche israeliane a Milano. Donatella Diamanti, Mario Cristiano, Gianluca Gloria, Laura Grimaldi e Paolo Piccirillo hanno lavorato per cercare di trasformare la storia senza snaturarne il messaggio.

Donatella Diamanti ha dichiarato: “È una trasposizione di una storia molto potente con un tema universale: cosa è disposto a fare un padre per salvare il figlio. Il lavoro di trasposizione è stato tematico e tecnico, dal momento che abbiamo dovuto portare la storia nella nostra Milano. Abbiamo scelto la diversità decidendo di accostare due criminalità differenti: da una parte quella caotica e becera delle gang latine di strada dall’altra quella silente della camorra. Poi abbiamo lavorato molto sulla componente relazionale, siamo tutti cultori del relazionale. Abbiamo provato a far sì che questa bomba che esplode nella vita dei protagonisti, deflagrasse andando a toccare anche le vite di quelli che erano nella rete di relazioni degli stessi. Quindi era importante costruire bene queste connessioni, altrimenti l’esplosione non avrebbe toccato nulla intorno ai protagonisti.

Protagonista della storia nei panni del giudice Vittorio Pagani c’è Stefano Accorsi: “Non avevo visto la versione israeliana e quando ho letto la sceneggiatura non era stata ancora mandato in onda la versione USA con Bryan Cranston. Il mio riferimento quindi sono state solo le pagine che mi sono state mandate.Accorsi afferma di averlo considerato subito un progetto interessante perché coinvolge il lettore e ovviamente il pubblico, in questo forte dilemma personale ponendosi delle domande:

Le domande centrali

Che cosa farei io in una situazione del genere? É giusto il modo in cui si comporta questo personaggio? Riesco a capirlo?  Posso giustificarlo? Cosa è disposto a fare un padre per salvare il figlio? Non credo ci siano più risposte, la risposta è una, è un contrasto  archetipico che fa riferimento alla tragedia greca. Qui si tratta di un padre che è stato padre in assenza, che ha costruito una vita di successo e onore agli occhi della società e che ha sempre pensato solo al lavoro ( tra l’altro un lavoro basato sull’etica ). In un attimo spazza via tutto, per salvare il figlio.

Il cuore pulsante della narrazione lo definisce l’attore. Il suo Vittorio, spiega Accorsi,non è mai diabolico, può essere definito machiavellico ma non diabolico. La sua priorità è una. Questi sono i grandi momenti di verità della vita, perché sono istintivi. La cosa bella della serie è che non cerca nemmeno di dare una risposta, la storia poi è molto coinvolgente e piena di colpi di scena. Da subito, la volontà della produzione era di fare un prodotto diverso, una sfida in un contesto RAI che però non fosse in conflitto con ciò che esiste. Abbiamo provato a rendere questa narrazione condivisibile dal grande pubblico perchè nonostante sia un crime è una storia naturalmente inclusiva.”

Una serie che agglomera dunque tante tematiche: Il mistero mai svelato del mondo dei giovani, il tentativo di essere un buon genitore , come dice Paolo Dante. Non esiste la Monodimensione: c’è la novità dell’ Inchiesta psicologica, c’è l’ odio, il  tradimento, il rapporto padre e figlio…tante anime che portano a questo  tipo di grandezza di una Fiction conclude infine Maria Pia Ammirati direttrice di Rai Fiction.

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Vostro onore