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IN SALA

‘Josée, la tigre e i pesci’ il mare come desiderio di libertà

Uscito per tre giorni nelle sale, il film è l’adattamento del best seller omonimo

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josée la tigre e i pesci

È uscito da pochi giorni nelle sale come evento speciale limitato Josée, la tigre e i pesci. Si tratta di un film d’animazione del 2020 diretto da Kotako Tamura tratto dal famoso romanzo di formazione Josée, la Tigre e i Pesci dell’autrice Seiko Tanabe. Il libro, diventato un bestseller, ha vinto il premio letterario Akutagawa. Nel 2003 è stato trasposto in un film live-action con Satoshi Tsumabuki e Chizuru Ikewaki. L’anno scorso lo Studio Bones e tanti altri nomi grossi dell’animazione giapponese si sono uniti per creare un adattamento animato di questo famoso libro. Il risultato è un prodotto che sa intrattenere, emozionare ma che fatica a colpire nel segno.

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La trama di Josée, la Tigre e i Pesci

Tsuneo è uno studente all’ultimo anno di biologia marina che trascorre il suo tempo lavorando part-time. Il suo sogno è vedere un pesce leggendario che vive solo in Messico e, per questo, programma di proseguire i suoi studi in quella città. Grazie a un incidente fortuito fa la conoscenza di Josée, una ragazza costretta su una sedia a rotelle fin da piccola. Josée vive insieme a sua nonna, Chizu, che offre a Tsuneo un nuovo lavoro: esaudire qualsiasi richiesta della ragazza. Grazie a questo rapporto, Josée inizia ad uscire nel mondo esterno insieme a Tsuneo, conoscendo sé stessa e i propri sentimenti. Il rapporto tra i due ragazzi, però, non sarà privo di problemi, che metteranno a dura prova la stabilità del loro rapporto.

Due anime unite dalla passione per il mare

Tsuneo è un ragazzo che occupa gran parte del suo tempo a lavorare. Si tiene impegnato ed è motivato da un ardente desiderio di perseguire il proprio sogno. Vuole fare della sua passione per il mare una professione e intanto fa immersioni e lavora in un luogo che col mondo marino ha parecchio a che fare.

Josée, invece, è legata al mare per un evento del suo passato e vede nel mondo subacqueo un luogo dove sentirsi libera. La sua condizione fisica la limita molto e vede nel mare un universo in cui potersi muovere in libertà, in ogni direzione e in completa autonomia. In questo non aiuta la figura della nonna, che l’ha educata ad avere paura del mondo fuori dalla propria casa, relegando la sua vita alle quattro mura domestiche. Il rapporto con Tsuneo sarà in questo essenziale per la sua formazione perché la aiuterà a conoscere il mondo per come è davvero, nel bene e nel male.

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Il mondo è pieno di bestie spaventose

La personalità di Josée è estremamente fragile. È evidente che la causa sia il fatto di non essersi mai realmente interfacciata con il mondo esterno. Ne consegue un’iniziale meraviglia, mista a spaesamento, quando inizia ad uscire di casa con Tsuneo. Una buona parte della narrazione si concentra sulla varietà di scenari che Josée vive e che servono per la sua formazione di persona. La ragazza tocca così con mano cosa sono le relazioni umane nella loro complessità e come si distinguono in base al tipo di legame che si instaura. Questa cosa non sarà affatto immediata visto che Josée non è abituata ad avere una vita sociale. Ne consegue una iniziale difficoltà ad affrontare un dialogo e a creare un legame anche solo superficiale con una persona.

La ragazza sperimenta anche vere e proprie dinamiche umane come la cattiveria e la gelosia. Man mano che la sua personalità viene forgiata, però, impara a gestire le sue emozioni e non lasciarsi sopraffare da esse. Le difficoltà della vita, dunque, vengono affrontate man mano sempre con una consapevolezza e tenacia maggiore. La vicinanza con Tsuneo in questo percorso sarà provvidenziale per Josée. Attraverso il sentimento che prova per lui, sempre crescente e sempre più intenso, vedrà il mondo con una luce nuova. Il ragazzo, così, diventerà per lei un punto di riferimento sia sentimentalmente che umanamente. Josée imparerà ad ascoltare il proprio cuore, ad aprirsi al mondo e vederlo per quello che realmente è. Josée, nel proprio percorso, imparerà anche ad affrontare le proprie paure e addomesticarle. La tigre, presente anche nel titolo, diventa quindi rappresentazione di tutte le cose che la spaventano e non la fanno agire.

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Inseguire i propri sogni e usare l’arte come mezzo per esprimersi

Josée ama disegnare e capisce, nel corso del film, che il suo sogno è farlo per sempre. Tsuneo sarà importante perché aiuterà la ragazza a mettere a fuoco che questo è quello che le piace fare davvero. Una delle prime persone a notare il suo talento è Kana, la bibliotecaria che i ragazzi frequentano nonché uno dei primi incontri di Josée nel mondo “esterno”. Uno dei preziosi consigli che dà alla ragazza è quello di far trasparire maggiormente le emozioni dei personaggi e dare voce a ciò che provano. Questo suggerimento è importante perché risulta evidente come nell’arte di Josée manchi un vissuto, un’anima. L’urgenza di raccontarsi c’è, la passione anche, ma manca una parte emotiva che dà al lavoro spessore e ricchezza.

La ragazza fa così tesoro del consiglio e realizza il suo primo vero libro illustrato. Questo passaggio è il momento più significativo di Josée, la tigre e i pesci, nonché il più bello e toccante. La ragazza legge davanti a dei bambini e a Tsuneo il suo libro e noi spettatori capiamo quanto di suo ci sia in quelle pagine e in quelle parole. La storia del libro è la sua e le illustrazioni sono cariche di sentimento e di vita e finalmente ci troviamo davanti a una persona compiuta. Una persona che ha capito cosa vuole, che sa come esprimersi ed è convinta delle proprie scelte.

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Il comparto tecnico di Josée, la tigre e i pesci

Chi bazzica nel mondo degli anime e più in generale dell’animazione giapponese avrà certamente sentito lo Studio Bones. Si tratta di una società dedita al progetto, sviluppo e produzione di anime. Tra i suoi maggiori successi ci sono Fullmetal Alchemist e My Hero AcademiaI presupposti per un lavoro di ottimo livello ci sono, ed effettivamente le aspettative non vengono tradite. Le animazioni sono fluide, accattivanti e ben realizzate. La regia di Kotako Tamura è misurata e alterna con sapienza inquadrature statiche con arditi movimenti di macchina morbidi e avvolgenti. Una menzione va alle musiche di Evan Call che accompagnano perfettamente la narrazione, enfatizzando ogni momento chiave con precisione e trasporto.

Quello che lascia più l’amaro in bocca è il comparto puramente artistico, che non riesce a distinguersi e trovare soluzioni originali. Il racconto alla base è estremamente lineare nella trama e nei suoi sviluppi. E anche la messa in scena, altrettanto semplice, sicuramente non aiuta il film a decollare e distinguersi. Le libertà offerte dall’animazione risultano, quindi, non sfruttate con efficacia, e questo è un peccato. Così facendo il film è un’esperienza gradevole ma che fatica a rimanere impressa, lasciando ben poco su cui soffermarsi.

Josée, la tigre e i pesci è un film d’animazione gradevole che riesce ad emozionare e tutto sommato è un lavoro riuscito. Peccato solo che la scarsa originalità della trama e del comparto artistico lo rendano un film dimenticabile e che fatica a restare nel cuore.

Qui di seguito il trailer del film:

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