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Biennale del Cinema di Venezia

‘Django & Django – Sergio Corbucci Unchained’ al Festival di Venezia

Presentato fuori concorso alla 78esima Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia, Django & Django - Sergio Corbucci Unchained è un documentario pieno di curiosità e passione.

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Presentato in Selezione Ufficiale Fuori Concorso alla 78esima Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia, Django & Django – Sergio Corbucci Unchained offre uno sguardo ravvicinato, appassionante e curioso nella filmografia di colui che Tarantino ritiene il #2 tra i migliori registi western italiani.

Spetta proprio al celebre cineasta statunitense accompagnare lo spettatore alla (ri)scoperta di quei capolavori che hanno lasciato una traccia indelebile e preziosa nella storia del cinema.

*Leggi anche il dossier Django vive, viva Django

* Leggi anche: Django, le origini

Django & Django | L’imperdibile documentario alla Biennale di Venezia

Sette capitoli compongono il documentario – tra i migliori in circolazione – tra immagini e video di repertorio, spezzoni e locandine di film, testimonianze e storyboard esclusivi.

La narrazione prende originalmente avvio da una scena di C’era una volta… a Hollywood. Che Quentin Tarantino provi una grande ammirazione per personalità quali Sergio Leone e Sergio Corbucci non è una novità, per cui viene naturale ascoltare i racconti dalla sua viva voce e provare le medesime emozioni nel mentre.

Ricordiamo che ha omaggiato il Maestro dello spaghetti western con il suo Django Unchained ed era sul punto di scrivere un libro su di lui, subito dopo le riprese di Bastardi senza gloria.

“L’altro Sergio”

“L’altro Sergio” (titolo del primo capitolo) presenta, quindi, la figura di un Corbucci pieno di sfaccettature e umanità. Cresciuto nel periodo della Seconda Guerra Mondiale e del fascismo, da cui è stato profondamente colpito e influenzato, il cineasta porterà la sua esperienza nei suoi lavori.

Il western si rivela così la risposta all’essere stato testimone della guerra; i suoi personaggi mostrano tracce di quei fascisti con cui è entrato in contatto.

All’inizio della carriera, a differenza degli altri del “gruppo” di cui fanno parte anche Sergio Leone e Sergio Sollima, nei suoi film non compare il classico mood dello spaghetti western, ma piuttosto le suggestioni dei western all’americana che lui tanto amava. Da qui nasce, per esempio, Minnesota Clay (1964), uno dei migliori titoli secondo Tarantino.

Django & Django

La testimonianza di Ruggero Deodato

L’arrivo sulla scena di Per un pugno di dollari (1964) cambia tutto: l’industria del cinema italiano, gli scenari e la concezione del western in generale.

Ruggero Deodato fornisce, quindi, una panoramica su quelli che erano i set all’epoca, sulle dinamiche e sulle difficoltà con cui ogni giorno artisti e maestranze dovevano fare i conti.

Rispetto a Leone, Corbucci imposta la sua poetica sulla violenza, perché lui «era un sanguinario», secondo lo stesso Deodato, che da Sergio ha imparato la crudeltà. I suoi cowboy sono violenti, l’ispirazione gli deriva dai film giapponesi e al pubblico – soprattutto a quello più giovane – il suo cinema piace. Navajo Joe è considerato uno dei film più violenti di tutti.

La figura del villain

Tra le varie riflessioni sollevate da Django & Django, una delle più interessanti riguarda la figura del villain.

Definito da Tarantino «il personaggio più importante» dei film di Corbucci, diviene il tramite che permette al regista di parlare del fascismo e delle sue derivazioni. E ce ne sono una carrellata di intramontabili ed emblematici.

Tutto viene così giocato sul contrasto con l’antagonista, la cui cattiveria giustifica il desiderio di vendetta dell’eroe, ma anche la possibilità di quest’ultimo di tradire o di scendere a compromessi pur di raggiungere il suo scopo.

Django & Django | Un nuovo eroe

Da qui si spiega perché l’eroe di Corbucci non abbia i tratti canonici, e somigli piuttosto a un vendicatore che, in un’altra occasione, sarebbe potuto essere il cattivo.

L’ambiguità e i demoni personali caratterizzano anche i ruoli secondari, talvolta più sexy dei protagonisti stessi. Un caso particolare è rappresentato da Django, che si guadagna il titolo di “supereroe” nel momento in cui affronta il nemico senza i suoi superpoteri – le mani – essendo un pistolero.

Ma attenzione, perché il cinema di Corbucci è pessimistico, surrealmente grottesco e senza passaggi sicuri per nessuno, che si tratti di eroi, donne, bambini, preti.

Django & Django – Sergio Corbucci Unchained di Luca Rea e Steve Della Casa è una produzione Nicomax Cinematografica, R&C Produzioni e MarguttaStudios. Distribuzione italiana Lucky Red.

Qui il sito della Biennale

*Salve sono Sabrina, se volete leggere altri miei articoli cliccate qui

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  • Anno: 2021
  • Durata: 97
  • Distribuzione: Lucky Red
  • Genere: Documentario
  • Nazionalita: Italia
  • Regia: Luca Rea