fbpx
Connect with us

IN SALA

‘Spencer’ la recensione del film di Pablo Larrain

Dopo Jackie, l'autore cileno firma un altro biopic, su Lady D: un horror della Storia che reinventa la vita. Al Cinema

Publicato

il

spencer

Pablo Larrain era tornato alla Mostra del Cinema di Venezia con Spencer, nella selezione ufficiale, attesissimo biopic su Lady D con un’interprete d’eccezione, Kristen Stewart.

La trama

Il matrimonio della principessa Diana e del principe Carlo è da tempo in crisi. Sebbene le voci di tradimenti e di divorzio abbondino, in occasione delle feste di Natale nella residenza reale di Sandringham viene decretato un periodo di pace. Si mangia e si beve, si spara e si caccia. Diana conosce il gioco, ma quest’anno le cose saranno molto diverse.
Spencer immagina cosa potrebbe essere accaduto durante quei pochi giorni decisivi.

La recensione

Post Mortem.

Sembrano partire da qua (film e concetto) le ricognizioni di Pablo Larrain, autore cileno tra i più suggestivi e interessanti degli ultimi anni, sul corpo e sul significato di alcune icone dell’immaginario collettivo.

Dopo la trilogia anti-Pinochet (Post Mortem, appunto, Tony Manero e No-I Giorni Dell’Arcobaleno), che ha mostrato un cinema capace di passare con disinvoltura dal pubblico al privato, mostrando come siano strettamente interconnessi, Larrain, figlio dell’ex presidente dell’Unione Democratica Indipendente Hernàn Larrain, si è calato nei panni di un biografo del presente.

A metà strada tra l’entomologia e l’autopsia, ha indagato (sul)la morte degli ideali e dei sogni mostrando l’eviscerazione del mito: prima Pablo Neruda (in Neruda), poi Jacqueline Kennedy (in Jackie), arrivando adesso a Spencer (“una favola da una tragedia vera”, come dice la frase che apre il film su Lady D).

spencer

La storia si svolge durante un weekend di Natale, l’ultimo prima della separazione, che si dipana però immaginario e immaginato, e che Diana Spencer trascorre insieme al marito -già notoriamente ritornato in amore con Camilla-, alla suocera -monade fissa in un’immutabile passato sempre presente-, e i due figli -unico faro in una vita di ombre-.

Larrain prende Lady D, ma decide di non raccontare quello che è successo, immaginando invece cosa sarebbe potuto succedere se quel corpo, quel totem, avesse trovato la forza di sfuggire al suo destino: Spencer è allora un tuffo nell’immagine emotiva di chi fosse Diana in un momento di svolta fondamentale. Un’affermazione fisica della somma delle sue parti che inizia proprio dal suo nome di nascita, Spencer.

Nella forzata coincidenza (secondo il regista, fin dal casting) tra il corpo di Diana e quello della sua interprete, quella Kristen Stewart scelta perché anche lei -per Larrain- è stata vittima di una fortissima pressione mediatica, capace allora di prendere su di sé i dolori e gli strazi della principessa del Galles, c’è buona parte del senso del film.

Viviamo in un’epoca che fa dello stimolo sensoriale e delle suggestioni visive il suo fulcro: è inevitabile che la Lady D dell’attrice di Twilight venga messa a confronto con la Emma Corrin di The Crown in una lotta impari. Le modeste doti della Stewart però  reggono il peso di un personaggio così complesso e compromesso, che obbliga a confrontarsi con un intero immaginario, proprio per il plusvalore intrinseco del corpo della Stewart, che carica persona e personaggio di valenze simboliche ed emotivamente coinvolgenti.

Spencer recensione

La pazzia, il passato, un senso costante di oppressione, sono alcuni dei temi che la filmografia di Larrain porta nel suo dna: e li ritroviamo puntuali in Spencer, e pure se snaturati, depotenziati, smarriti e diluiti riescono a tracciare un percorso sottocutaneo che esplode poi in una sorta di horror agiografico. Perché il film di Larrain fa coincidere tutto in un percorso che si fa fantasmatico (la tenuta natìa di Diana sembra una ghost house, e gli spettri del passato sembrano pesare su tutto il film), e che trova un baricentro nel mettere a fianco diverse suggestioni e diverse posizioni.

Paradossalmente, Spencer convince anche perché sembra un film che perde continuamente la traccia: pur se il regista decide di prendere un sentiero laterale, la declinazione che fa di Diana sembra costantemente in bilico sul non detto, insistendo su una sua fragilità e mostrando ripetutamente una coazione a ripetere che, sul lungo percorso, diventa grottesca, spaventosa, orrorifica (i suoi ritardi, gli attacchi di bulimia).

Peccato solo che il finale, eruttando in quella fuga liberatoria, non solo svela la sua natura di finto biopic -in realtà invenzione di genere su un corpo morto- ma purtroppo anche sembra smarrire la sottigliezza mostrata precedentemente.

Il Film è in sala distribuito da 01 Distribution

Le candidate per miglior attrice protagonista agli Oscar 2022

Spencer rilasciato il teaser trailer del biopic su Diana di Larraín

Vedi anche le recensioni di:

Ema

Jackie 

Registrati per ricevere la nostra Newsletter con tutti gli aggiornamenti dall'industria del cinema e dell'audiovisivo.

Spencer

  • Anno: 2021
  • Durata: 111
  • Distribuzione: Leone Film Group
  • Genere: biopic
  • Regia: Pablo Larrain