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‘Suburra – La Serie’ Gli attori, le location e la resa dei conti

Conclusa dopo tre stagioni, Suburra - La Serie è la prima produzione seriale italiana targata Netflix. Per chi fosse curioso di saperne di più ecco cosa c'è da sapere sul fenomeno con Alessandro Borghi: trame, cast, curiosità e tanto altro ancora.

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Suburra – La Serie è una produzione Cattleya, Rai Fiction e Netflix. Ispirata all’omonima pellicola diretta da Stefano Sollima (qui la recensione), a sua volta basata sul romanzo di Giancarlo De Cataldo e Carlo Bonini – entrambi annoverati tra gli sceneggiatori – Suburra è la prima serie originale italiana distribuita da Netflix.

Il progetto si compone di tre stagioni – la prima di 10 episodi, la seconda di 8 e la terza di 6 – rilasciate sulla piattaforma streaming tra il mese di ottobre 2017 e l’ottobre 2020 e attualmente disponibili.

Tra i prestigiosi nomi dei registi che hanno diretto qualche episodio troviamo Michele Placido, Giuseppe Capotondi, Piero Messina.

Suburra la serie é in streaming su Netflix.

Con Suburra – La Serie anche i prodotti nostrani del piccolo schermo confermano il loro valore e la dignità di opere artistiche ad altissimo livello. Non a caso, abbiamo due importanti show come precedenti: Romanzo Criminale e Gomorra. Che sia la base letteraria a dare lustro, o le indiscutibili competenze degli addetti ai lavori, fatto sta che siamo dinanzi a qualcosa di eccezionale ed esportabile in tutto il mondo.

Suburra – La Serie è la risposta italiana a Narcos” – IndieWire

Un romanzo e un film alla base di Suburra – La Serie

Il romanzo da cui tutto ha inizio risale al 2013. De Cataldo e Bonini, magistrato il primo e giornalista il secondo, oltre che entrambi scrittori, hanno deciso di raccontare un preciso spaccato della romanità moderna. Quello che ha a che fare con la malavita, il crimine, la corruzione. Sfruttando la coralità delle voci, hanno dato vita, probabilmente senza neanche saperlo, a un vero e proprio fenomeno. Nel 2015 esce il seguito, dal titolo La notte di Roma.

Dopo aver tempestato le città di cartelloni pubblicitari, presentando i volti di coloro che sarebbero un giorno diventati “i padroni di Roma”, il 6 ottobre 2019 su Netflix arriva la prima stagione di Suburra – La Serie.

James Minchin / Netflix

Ben 190 paesi hanno potuto approfittare della disponibilità del titolo sulla piattaforma. In Italia è andata in onda in chiaro su Rai Due, con netto ritardo e un susseguirsi di polemiche.

Rispetto all’omonimo adattamento cinematografico, firmato da Sollima, lo show riprende alcuni personaggi e ne amplia il percorso, in parte modificandolo e in parte integrandolo.

La prima stagione presenta Aureliano & co.

Aureliano Adami (Alessandro Borghi) vorrebbe prendere possesso dei terreni di Ostia appartenuti alla madre, morta anni prima, e realizzare il suo sogno. Ma i piani del padre Tullio (Federico Tocci) e della sorella Livia (Barbara Chichiarelli) sono altri.

Tutto viene infatti ceduto a Samurai (Francesco Acquaroli), in cambio dell’ingresso in un giro di affari che riguarda il Porto turistico. Quest’ultimo sarebbe infatti di cruciale importanza per il traffico di droga.

La questione fa gola anche agli Anacleti, famiglia sinti guidata dal temibile Manfredi (Adamo Dionisi) e storica rivale degli Adami.

Nel corso della narrazione, i due clan troveranno un canale privilegiato attraverso cui comunicare grazie all’amicizia tra Aureliano e Spadino (Giacomo Ferrara), fratello minore di Manfredi. Ai due si unirà anche Gabriele detto Lele (Eduardo Valdarnini), figlio di un poliziotto ma con l’hobby di spacciare sostanze stupefacenti.

Nel frattempo si muovono nell’ombra anche personalità in vista come Amedeo Cinaglia (Filippo Nigro), consigliere comunale votato al lato del crimine, e Sara Monaschi (Claudia Gerini), che lava i “panni sporchi” del Vaticano.

Il fascino del male garantisce il successo

Al di là del classico fascino esercitato dai cosiddetti cattivi, Suburra – La Serie mette in scena una grande quantità di suggestioni e tematiche piuttosto interessanti.

La qualità del prodotto è chiaramente altissima. Il pubblico ha la possibilità di entrare in un mondo torbido e irresistibile. Le pedine in gioco hanno tutte, chi più chi meno, una personalità da esplorare; eventualmente, da giudicare.

“Coi gioielli ti compri mezza Roma, ma coi segreti te la prendi tutta.”

Come recita il terzo principio di Newton, “ad ogni azione corrisponde una reazione eguale e contraria”. Ecco allora che la strada di Aureliano, Spadino e Lele sembra segnata dalle loro scelte. Sebbene la provenienza, l’appartenenza o la filiazione significhino molto, sono le azioni a fare la differenza e mettere nei guai .

D’altro canto il legame tra i tre giovani, dapprima di rivalità e poi di affetto, è ciò che permette loro di sopravvivere in un ambiente quale quello della criminalità organizzata.

Suburra 2 | Sulla strada per l’inferno

La seconda stagione si svolge durante le elezioni del Sindaco di Roma. Le tensioni all’interno e tra le varie fazioni si accentuano. La capitale fa gola a tutti quanti; una semplice fetta di potere non basta più a nessuno, si punta ad averne il controllo assoluto.

I protagonisti sono ormai cresciuti, nel peggior modo possibile. Assassinii, tradimenti, segreti, fanno parte di una malsana quotidianità. Al tempo stesso hanno imparato, a loro spese, ad affrancarsi da chi, in famiglia, era determinato a mettergli i bastoni tra le ruote. La scalata verso il dominio lascia ferite impossibili da rimarginare, plasmando il carattere con violenza e crudeltà.

“Si campa meglio da sudditi: hai da mangiare, non hai pensieri, basta che fai quello che ti dicono.” 

Aureliano, Spadino e Lele si avviano a percorrere la strada che li condurrà a un passo dalla vetta. Le identità di ciascuno rivelano, nel corso delle stagioni, lati inaspettati e talvolta sconvolgenti. Così come i rapporti reciproci, cementati dalle azioni, dagli ideali in comune, dalla necessità di avere qualcuno al proprio fianco senza sospettare mai che ti accoltellerà nel sonno.

La poetica criminale raggiunge picchi incredibili – l’esempio perfetto è un’inquadratura sul finale della serie – entrando di fatto nell’immaginario collettivo.

Se l’omertà rimanda a una valenza negativa, da respingere, i valori sostenuti dai giovani protagonisti possiedono un barlume di moralità, di coscienza. Peccato sia tutto contaminato dall’ambiente in cui sono nati e hanno scelto di vivere. Il futuro che li attende ne porterà le cicatrici e, sebbene all’altezza delle aspettative, sarà solo e inesorabilmente effimero.

Suburra 3 | La resa dei conti

Giunta al terzo e conclusivo capitolo (qui la recensione), Suburra – La Serie tira le fila del discorso e regala ai suoi (anti)eroi un’uscita di scena esemplare. Asciutto, concentrato, solido, poetico, mai consolatorio. Il finale raccoglie ciò che ha seminato e prende commiato da chi per tre anni ha seguito le vicende e le storie di Aureliano, Spadino e degli altri.

In soli sei episodi non c’è spazio per le chiacchiere, le questioni vanno dirette al sodo. La resa dei conti ha un sapore dolceamaro e lascia una scia indelebile. Il trono e lo scettro per pochi attimi passano tra le mani dei protagonisti, ma il fato ha in serbo altro per loro.

Suburra Netflix

Destino e giustizia mostrano la medesima fallacia, perché nella realtà non sono i buoni a trionfare, e forse i buoni neanche esistono. Di certo non si incontrano in Suburra – La Serie, per quanto sia inevitabile parteggiare e affezionarsi, facendo però attenzione a non idealizzare.

Visivamente la terza stagione di Suburra – La Serie appare ancora più cupa, violenta, dolorosa. L’impronta data dal regista Arnaldo Catinari è evidente, grazie alla longeva esperienza come direttore della fotografia – suoi sono Vallanzasca e Il cecchino.

Le location di Suburra – La Serie | Un tour nella Città eterna

La città eterna fa da sfondo e da testimone con la sua maestosità e indifferenza. Dalla periferia al centro storico, Roma offre  scorci inconfondibili e inimitabili.

Tappa dopo tappa, viene così a comporsi una sorta di itinerario che non avrebbe nulla da invidiare al tour de Il Codice Da Vinci. E ciascuno step contribuisce alla caratterizzazione di personaggi e momenti.

La Vela di Calatrava verrà sempre identificata come la “base” del trio di protagonisti: è infatti sotto le sue bianche arcate che i tre si danno appuntamento, si consultano e prendono decisioni, talvolta insanabili.

Suburra

L’arenile di Ostia fa da specchio agli stati d’animo di Aureliano, passando dalla desolazione alla calma, al fatalismo. E ancora l’Eur, con la sua rigida architettura, San Pietro e i dintorni del Cupolone, piazza Montecitorio.

Infine il luogo da cui tutto ha metaforicamente origine, la Suburra. Nell’antica Roma era la parte più povera e malfamata della città, situata nell’attuale Rione Monti.

La Suburra, questo posto non cambia da duemila anni: patrizi e plebei, politici e criminali, mignotte e preti…

Le donne di Suburra 

Le figure femminili, inizialmente marginali, eccezion fatta per Livia Adami, acquistano un ruolo principale all’interno della storia, tanto che si vocifera di un possibile spin-off su alcune di loro.

Dalla seconda stagione in poi Angelica prende in mano le redini della situazione che la vede coinvolta. Data in sposa a Spadino, come accordo tra due famiglie, spinge il giovane a farsi valere, a non nascondere se stesso, almeno non a lei.

Dopo aver compreso e accettato quali siano le condizioni affinché la loro relazione possa funzionare, tra i due nasce un affetto vero. La fiducia è incondizionata, il senso di protezione sempre all’erta. L’uno diventa per l’altra sinonimo di casa, anche quando saranno chilometri lontani da quella fisica.

SUBURRA (L to R) FEDERICA SABATINI as NADIA and CARLOTTA ANTONELLI as ANGELICA SALE in episode 102 of SUBURRA Cr. EMANUELA SCARPA/NETFLIX © 2020

Se Angelica e Spadino crescono insieme, dai primi episodi, Aureliano e Nadia hanno meno tempo per vivere appieno il loro amore. Eppure il sentimento che li lega ha una forza intrinseca e inarrestabile, derivante dal vuoto che entrambi hanno sperimentato dopo la perdita dei propri cari.

Nadia potrebbe essere definita una nuova leva nell’ambiente, ma il suo attaccamento verso Aureliano la conduce a rischiare ogni cosa per lui, a impugnare un’arma e a sporcarsi la coscienza una volta e per sempre.

L’amicizia tra le due donne darà poi modo di osservare il tutto da una prospettiva differente. Il punto di vista femminile sembra quasi mettere in risalto la ferocia, la disumanità, la spietatezza. Pedine di un gioco, dal quale dipendono la vita e la morte, Angelica e Nadia hanno comunque le loro responsabilità. E ne pagheranno le conseguenze.

Attori Suburra La Serie. Il Cast

Alessandro Borghi interpreta Aureliano Adami.
Secondogenito della famiglia Adami, eredita i traffici criminali del padre, alla morte di quest’ultimo, insieme alla sorella maggiore, con cui ha un rapporto conflittuale. Entra in affari con Spadino e Lele, nel tentativo di riscattarsi e prendere tutto il controllo dei giri di Roma.

Giacomo Ferrara interpreta Alberto “Spadino” Anacleti.
Membro del clan sinti degli Anacleti, stringe alleanza con Aureliano, innamorandosene. Il matrimonio combinato con Angelica gli permette di osservare la sua situazione da un differente punto di vista e di trovare una confidente preziosa.

Eduardo Valdarnini interpreta Gabriele “Lele” Marchilli.
Figlio di un poliziotto, ma con il fiuto per gli affari sporchi, entra in affari con Aureliano e Spadino e ha una relazione con Sara Monaschi.

Francesco Acquaroli interpreta Valerio “Samurai”.
Noto criminale romano, che gestisce l’organizzazione dei traffici della Capitale. Ispirato alla reale figura di Massimo Carminati.

Filippo Nigro interpreta Amedeo Cinaglia.
Politico dagli alti ideali e integerrimo, che si lascia fuorviare dalle promesse di Samurai, diventandone una pedina.

Claudia Gerini interpreta Sara Monaschi.
Assoldata dal Vaticano, di cui cura gli affari (non solo quelli economici), lotta prima per i terreni di Ostia e poi per la questione migranti, ma sempre per un suo tornaconto personale.

Barbara Chichiarelli interpreta Livia Adami.
Sorella maggiore di Aureliano, tenta di mandare avanti gli affari del padre, ma non fa che causare sofferenze e fratture tra lei e il fratello.

Carlotta Antonelli interpreta Angelica Sale.
Appartenente a una famiglia sinti, viene scelta come moglie di Spadino. La loro unione diventa una minaccia per Manfredi.

Federica Sabatini interpreta Nadia Gravone.
Figlia di un piccolo malavitoso di Ostia, inizia una relazione con Aureliano e diventa amica di Angelica.

Marzia Ubaldi interpreta Sibilla Mancini.
Vecchia conoscenza di Samurai, consiglia Aureliano come affrontare la situazione che si sta trovando davanti.

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Il Clan Anacleti

Adamo Dionisi interpreta Manfredi Anacleti.
Fratello maggiore di Spadino, è il boss del clan familiare. Il suo obiettivo è quello di comandare senza rivali,  per cui si circonda di lacchè. Finirà in coma, prima di riprendere il controllo.

Paola Sotgiu interpreta Adelaide Anacleti.
Madre di Spadino e Manfredi, comanda la famiglia fintanto che il figlio maggiore è fuori dai giochi.

Alessandro Proietti interpreta Alex.
Cugino di Spadino e Manfredi, arriva a Roma per dare una mano ad Adelaide nella sua gestione degli affari.

Daniele Locci interpreta Boris.
Cugino di Spadino, Manfredi e Alex, aiuta la famiglia Anacleti a mantenere il controllo.

Suburra Netflix

Premi e curiosità

I primi due episodi della serie hanno visto la luce per la prima volta sul grande schermo, durante la 74esima Mostra del Cinema di Venezia, nella sezione Cinema nel Giardino.

Nel 2018 Giacomo Ferrara ha ricevuto la Menzione all’Attore al Reggio Calabria Film Fest e nel 2020 Carlotta Antonelli il Ciak d’Oro come Rivelazione dell’Anno.

Per chi volesse conoscere l’autore della canzone della sigla di Suburra – La Serie ve lo diciamo noi: Piotta, al secolo Tommaso Zanello – featuring Il Muro del Canto.

Il brano si intitola 7 vizi Capitale e risale al 2015. Ascoltandone il testo, emerge lo spirito che forse ha mosso anche gli autori dello show. Un amore senza riserve per la città di Roma, misto alla consapevolezza che a guidarla ci siano dei poteri corrotti e nocivi.

Il rapper romano ha talmente colpito Netflix e Cattleya da avere l’occasione di curare tutta la colonna sonora della terza stagione della serie. Essendo quest’ultima un’opera corale, l’idea è stata quella di dedicare una canzone a ogni personaggio.

Alla fine anche se sembrano degli invincibili sono tutti degli sconfitti. – Piotta

Ed ecco di seguito il video musicale di 7 vizi Capitale

*Salve sono Sabrina, se volete leggere altri miei articoli cliccate qui.

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  • Anno: 2017
  • Durata: 3 stagioni, 24 episodi
  • Distribuzione: Netflix