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Irish Film Festa Silver Stream: Wildfire di Cathy Brady

Dopo il passaggio al Festival di Torino, Wildfire di Cathy Brady fa parte del programma dell'Irish Film Festa Silver Stream. Un'opera intensa e suggestiva, assolutamente da non perdere.

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Wildfire

Presentato al 38esimo Festival di Torino e scelto tra i tre titoli dell’Irish Film Festa Silver Stream, Wildfire di Cathy Brady – al suo esordio nel lungometraggio – narra le vicende di due sorelle, Kelly (Nika McGuigan) e Lauren (Nora-Jane Noone qui il suo profilo Instagram), alle prese con un rapporto complesso ma profondo.

Wildfire | Un’opera prima di elevata fattura per raccontare uno spaccato di vita

La fattura della pellicola mette in risalto le problematiche di un contesto come l’Irlanda, ancora più critiche con l’arrivo della Brexit. Sui titoli di coda, una carrellata di sequenze d’archivio introduce subito lo spettatore nel dramma. Un dramma pubblico che si ripercuote nel privato. Kelly e Lauren ne sono l’emblema.

Dopo la tragica scomparsa della madre, le due protagoniste devono affrontare ciò che resta. Oltre al vuoto, al dolore e alle ferite, un’esistenza che fa fatica ad andare avanti. Kelly sceglierà di allontanarsi, lasciando dietro di sé una nostalgia ancora più pregnante. Lauren si affiderà al compagno Sean (Martin McCann) e concentrerà sul lavoro le sue energie.

Un ritorno che incrina gli equilibri

Un anno appare un tempo incalcolabile in simili condizioni, soprattutto se nel frattempo non si sono avute notizie di sorta.

Il ritorno improvviso di Kelly sconvolge quindi ogni equilibrio: la quotidianità di Lauren, il rapporto con i colleghi e con il suo uomo, la sua stabilità mentale. Convinta della morte della sorella minore, la donna ha dovuto fare i conti con una realtà devastante e spaventosa.

Ma non ci vuole molto affinché l’antico legame tra le due torni in vita. Tra i ricordi condivisi, gli oggetti ritrovati della loro infanzia, i cimeli della madre – tra cui un cappotto rosso che diventerà una seconda pelle – le risate popoleranno ancora una volta la loro casa.

Wildfire | Tra simboli e sorellanza

Wildfire inanella tutta una serie di simboli che è possibile interpretare alla luce di quanto raccontato.

Un esempio su tutti è il lupo incontrato all’inizio da Kelly, a evidenziare forse la personalità della giovane o la sua scelta di trascorrere del tempo da sola, in maniera selvaggia, ma con il costante bisogno di riunirsi al suo branco.

Quest’ultimo ovviamente rappresentato dalla sorella. Lei è la sua confidente, l’ancora di salvezza e la roccia a cui aggrapparsi con le unghie per non cadere giù.

Numerose sono le scene che le ritraggono insieme, unite, forti e, in qualche modo, felici. Seppur per un breve attimo. In quei momenti la pellicola raggiunge dei picchi poetici difficilmente eguagliabili.

A livello stilistico, ma anche e soprattutto emotivo. Dal bagno notturno nel lago al ballo selvaggio dentro il locale, dal dormire abbracciate alla fuga finale (in perfetto stile Thelma e Louise), le emozioni lavorano dall’interno in un crescendo senza apparente fine.

Una parabola dedicata alla memoria della sua protagonista

Mentre sia Lauren che Kelly imparano di nuovo ad avere una sorella al proprio fianco, lo spettatore inizia a comprendere cosa le abbia condotte sin lì, quali traumi abbiano dovuto affrontare e quanto complicato sia il loro passato.

La malattia mentale è un tema che aleggia per tutta la durata della pellicola, creando un velo di apprensione e un let motiv imprescindibile.

Wildfire assume quindi i tratti di un racconto di vita, di una sorta di splendida ed elaborata parabola. Come le due protagoniste, anche l’Irlanda vanta dei precedenti che hanno rischiato di spezzarla, ridurla al silenzio, incendiarla. Eppure è ancora in piedi, fiera, a rivendicare i suoi diritti e a mostrare il suo indiscutibile valore.

La pellicola, realizzata in coproduzione con il ramo inglese della società cinematografica Tempesta di Carlo Cresto-Dina, è dedicata alla memoria della McGuigan, scomparsa prima dell’uscita in sala, all’età di soli 33 anni.

*Salve sono Sabrina, se volete leggere altri miei articoli cliccate qui.

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