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PANORAMA

Goksung. Teorie complotti e spoiler del film coreano che ti spacca il cervello

Il regista Na Hong-jin esordisce nell’Horror, confezionando un prodotto che si distacca notevolmente dai classici canoni del genere.

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Goksung La presenza del diavolo è un film sudcoreano del 2016, diretto da Na Hong-jin.

Questo articolo é pieno di Spoiler, fate attenzione!

Era un torrido lunedì sera, dopo un lungo zapping compulsivo, la scelta è ricaduta su Goksung un Horror coreano che ti spacca il cervello.

Dopo il film, infatti, sono caduto in un vortice di domande e dubbi, in particolar modo sull’interpretazione del finale.

Solitamente non amo le pellicole che si aprono a infinite interpretazioni, mi sembra sempre un tranello del regista per rispondere a tutto senza farlo a niente.

Ammetto però che Goksung riesce a vestirsi di mistero senza scadere nel più odioso fastidio intellettuale.

Credo che il genio individuale sia sempre superato dall’intelligenza collettiva, dunque più che una recensione questo è un vero e proprio appello.

Chi di voi c’ha capito qualcosa? Per favore sono in questa condizione da un mese, strappatemi da questi dilemmi.

Per quanto appena detto quest’articolo soprattutto nella sua parte finale sarà ricco di Spoiler, quindi v’invito a tenervi alla larga se ancora non siete caduti nella trappola Goksung.

Informazioni e consigli pratici

Partiamo dalle informazioni più importanti, per aiutarmi dovete aver visto il film, bene lo trovate disponibile su Amazon Prime.

Prima d’addentrarci nella trama ecco un’altra informazione fondamentale o meglio detto un consiglio: resistete miei prodi resistete.

Esatto è proprio così, dopo un’ora di film avrete la sensazione di tirare il telecomando contro il televisore, anch’io stavo per cadere in quest’errore.

Gli iniziali sessanta minuti sono davvero insopportabili, forse è la prima prova messa da quel briccone del regista. Sembra non accadere nulla e quando si presenta qualche avvenimento, ci fa rimpiangere il niente.

Come dice il detto “Roma non è stata costruita in un giorno”, quindi vi tocca guardare e sopportare, ma vi prometto che l’attesa regalerà grandi soddisfazioni cinematografiche.

Trama.

Dunque è giunto il momento, addentriamoci nella trama.

Il protagonista è svegliato nel bel mezzo della notte in una piccola cittadina in Sud Corea, c’è stato un omicidio deve andare. Quando giunge nel luogo del delitto, si trova di fronte una vera e propria mattanza, tra i cadaveri, un uomo in stato confusionale.

Nel rapido sopraluogo della scena del crimine il poliziotto Jong-Goo nota sua una parete qualcosa rassomigliante a dei funghi. Ecco che il regista colloca la prima teoria, si pensa, infatti, a un’infezione di tipo alimentare che causa una follia omicida.

I morti continuano ad accatastarsi mentre l’idea dei funghi comincia a sgretolarsi smentita dalle analisi fatte suoi cadaveri. Proprio in questo momento compare l’uomo giapponese.

Non s’identifica con nulla è solo l’uomo giapponese. Questa è una chicca del regista, aver incarnato il dubbio nel Giapponese, strizzando l’occhio sicuramente agli orrendi rapporti tra i due paesi.

Finale super spoiler Alert.

Arrivati a questo punto se non avete visto il film staccate immediatamente.

L’uomo giapponese appare in una delle prime scene del film, qui si vede nudo mentre divora come una bestia un piccolo cerbiatto. Il regista non cede certezze, infatti, il presunto mostro appare a un uomo ferito, facendo presagire una visione.

Arriviamo a una delle sequenze più importanti rilette a posteriori. Il poliziotto si trova nella casa dov’è stata uccisa un’altra famiglia, qui è attirato da una donna.

La giovane si confessa una testimone del delitto, spiega di aver visto tutto e di aver tentato di fermare il crimine (ricordatevelo). Jong-Goo non crede alle sue orecchie potrebbe in un colpo solo risolvere il caso, ma la donna improvvisamente sparisce senza lasciar tracce.

Al posto di una potenziale testimone eccolo che compare nuovamente l’uomo giapponese pronto a divorare il poliziotto.

Nulla, di fatto, era un sogno.

Così esasperato Jong-Goo decide d’andare a casa del sospetto per ottenere delle informazioni.

Il collega che affianca Jong-Goo si accorge che l’abitazione è ricoperta di fotografie non solo delle vittime, ma di tutti gli abitanti della cittadina. La scoperta è agghiacciante considerando che tra le foto appare anche quella della figlia del protagonista.

Finalmente ci siamo, non possono esserci dubbi su chi sia il colpevole, caso risolto e tutti a casa.

Proprio quando la cortina del mistero si dirada la figlia del protagonista viene posseduta.

La situazione è tragica, la bambina comincia a star male a tal punto da richiedere un vero e proprio esorcismo, cosi è introdotta una delle figure chiavi di tutto il film: lo sciamano.

Vogliate scusarmi per la lunghezza dell’articolo, ma come si sa il diavolo si nasconde nei dettagli, andiamo quindi a scovarlo insieme.

Lo sciamano identifica nell’uomo giapponese lo spirito colpevole d’esser entrato nella bambina, con quest’altra conferma il poliziotto insieme a colleghi e abitanti della città decide d’uccidere il dannato fantasma.

Siamo arrivate alle battute finali, l’esorcismo è fatto, la bambina è salva, l’uomo giapponese è morto, però nessuno vive felice e contento.

Gli ultimi venti minuti finali sono costellati di colpi di scena.

Mentre lo sciamano è di ritorno a Seul, scorge quella stessa donna che aveva confessato al protagonista d’esser testimone dei delitti (ve la ricordate?). Appena lo sciamano la vede comincia a vomitare sangue, fugge terrorizzato cercando la salvezza nei suoi amuleti contro il male.

Sconvolto chiama Jong-Goo, l’esorcismo è stato fatto contro la persona sbagliata, l’uomo giapponese era solo un altro sacerdote che tentava d’aiutare la vittima, lo spirito maligno è la donna.

What a f…..??? la tensione è alle stelle, avevamo sbagliato tutto sin dall’inizio, povero vecchietto giapponese, come abbiamo potuto dubitare di te.

Jong-Goo corre a casa per salvare la figlia impedendogli di commettere una strage, ma prima d’arrivare si presenta la donna a fermarlo.

Lo spirito dice al poliziotto d’avere fede, lei può salvare l’anima della bambina, l’unica cosa che deve fare è non varcare la porta di casa.

Dannazione!! A chi credere? Alla donna? Allo sciamano? Che cosa fare !!.

Il protagonista non resiste, corre verso casa esclusivamente per scoprire la famiglia trucidata, l’unica ancora in vita è la figlia che lo guarda impugnando un coltello.

A questa scoperta se ne somma una ancor più terrificante. Un amico di Jong-Goo si reca nella casa dell’uomo giapponese scoprendolo inspiegabilmente ancora vivo.

I due iniziano a parlare, man mano che la conversazione prosegue, l’uomo giapponese mostra la sua vera natura: è il diavolo.

Il film finisce con Jong-Goo piangente e delirante mentre guarda la sua amata bambina. Si sente il flash di una macchinetta fotografica tenuta in mano indovinate da chi? Lo sciamano che aveva sin dall’inizio collaborato proprio con il diavolo.

Teorie e complotti

Il finale per quanto ricco di colpi di scena è comunque chiaro.

L’uomo giapponese è il diavolo, la donna, lo spirito benevolo che veglia sulla cittadina e infine lo sciamano il traditore che collabora con il male.

Ci sono però alcune cose non tornano.

Chi ha visto il film e ha avuto la paziente di leggere sin qui, si sarà reso conto che nella descrizione riportata manca la scena centrale, quella del rito.

Lo sciamano sta facendo l’esorcismo apparentemente per scacciare lo spirito maligno dal corpo della bambina, nello stesso momento l’uomo giapponese fa un altro rito per riportare in vita un cadavere.

La scena è costruita in maniera tale da far sembrare che lo sciamano attraverso l’esorcismo stia per uccidere l’uomo giapponese. Cosa che conoscendo il finale sappiamo non essere possibile.

La vera domanda sorge per quel che riguarda il rito dell’uomo giapponese, perché lo fa? Che cosa vuole ottenere facendo resuscitare il morto?

Si sa l’internet è un posto fantastico, quando tutto si cerca, spesso tutto si trova. Nel web girano molte teorie, quella che vado di seguito a esporre mi ha particolarmente colpito.

Durante il rituale l’uomo giapponese trasferirebbe il suo spirito malvagio al morto riportandolo in vita, facendo questo si liberebbe dal male riacquistando finalmente la propria umanità.

Di conseguenza nel momento della sua uccisione per mano di Jong-Goo esso sarebbe soltanto un uomo.

Questo fatto è confermato dal confronto tra il protagonista e la donna.

Quando il protagonista domanda “ perché tutto questo sta capitando proprio a me?”

Il fantasma benevolo risponde “Perché il padre della bambina ha commesso un peccato mortale, dubitando di un innocente e uccidendolo”

Sembrerebbe quindi che nel frangente della sua morte l’uomo giapponese fosse davvero innocente.

La teoria sembre solida ma lascia comunque molti spiragli d’incertezza e dubbi non risolti.

Ragazzi arrivati a questo punto mi fermo, si potrebbero aggiungere altri dettagli che non condurrebbero da nessuna parte.

Non mi resta quindi che rinnovare l’invito a voi tutti potenziali lettori.

AAA. Cercasi teoria valida sul finale di Goksung, accorrete numerosi e non esitate.