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Nastro d’Oro a Vittorio Storaro. Cinquant’anni di carriera all’insegna di grandi capolavori

Il Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani premia Vittorio Storaro con l’assegnazione del Nastro d’Oro, che gli verrà consegnato al Museo Maxxi di Roma, in diretta su Rai Movie il 6 Luglio a Roma. Un riconoscimento che festeggia i suoi primi cinquant’anni di grande cinema

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Il Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani premia Vittorio Storaro con l’assegnazione del Nastro d’Oro, che gli verrà consegnato al Museo Maxxi di Roma, in diretta su Rai Movie il 6 Luglio a Roma. Un riconoscimento che festeggia i suoi primi cinquant’anni di grande cinema da direttore della fotografia, nel segno fra gli altri di Bernardo Bertolucci, Francis Ford Coppola, Warren Beatty, Carlos Saura e Woody Allen, di cui ha firmato anche l’ultimo film Un giorno di pioggia a New York, e festeggia anche i suoi 80 anni, che compirà questo mercoledì.

Quello a Storaro è dunque un riconoscimento di eccellenza che i giornalisti cinematografici italiani hanno assegnato nell’ambito del palmarès dei Nastri d’Argento che saranno consegnati appunto il 6 luglio. Laura Delli Colli, presidente del Sngci, sottolinea che negli anni il Premio è andato solo a Michelangelo Antonioni, Alberto Sordi e Sophia Loren in occasione dei primi 50 anni dei Nastri, poi a Dante Ferretti e Francesca Lo Schiavo, a Stefania Sandrelli – per il 70esimo del Premio – e a Ennio Morricone.

Vittorio Storaro esordì nel mondo del cinema nel 1968 con Giovinezza, giovinezza di Franco Rossi, primo film che gli dette modo di esprimersi completamente inserendo in esso tutti quei concetti cinematografici che gli sono propri, come un’impronta digitale della sua visione fotografico-figurativa.

Fu chiamato da allora da registi importanti come Luigi Bazzoni, Giuseppe Patroni Griffi, Fabio Carpi, Giuliano Montaldo, Salvatore Samperi, Luca Ronconi, Bernardo Bertolucci, Francis Ford Coppola, Woody Allen e Warren Beatty, che lo hanno portato ad una maturazione sempre più approfondita dello stile cinematografico che gli ha permesso nel tempo una sempre più cosciente ricerca sulle possibilità creative luministiche dell’immagine.

In oltre 50 anni di carriera ha ricevuto numerosi riconoscimenti sempre in ambito cinematografico, ai David di Donatello, i premio BAFTA, i premi Goya. Nel 1980 vinse il suo primo Oscar per la fotografia per il film Apocalypse Now. Ne vincerà poi altri due nel 1982 e nel 1988 per i rispettivi film Reds e L’ultimo imperatore. Ha ricevuto anche 4 lauree honoris causa dall’Università di Łódź, dalle Accademie di Belle Arti di Macerata e Brera e dalla facoltà di sociologia dell’Università di Urbino.

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