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NON HO MAI…: recensione del nuovo comedy-drama per teenagers in streaming su Netflix

la serie narra la complicata vita di una teenager indo-americana alle prese con i piccoli e grandi drammi sulla sua età.

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Non Ho Mai… : la voce fuori campo di John McEnroe narra la storia creata da Mindy Kaling e Lang Fisher

Dopo Jane The Virgin, Elite, Riverdale e Tredici, la piattaforma Netflix propone una nuova serie teen (o “young adults”) dal titolo Never Have I ever (in italiano: Non ho mai...) creata da Mindy Kaling (la quale ha tratto ispirazione dalla sua vita personale) e Lang Fisher.

La storia è affidata alla voce narrante dell’ex tennista  John McEnroe (che ha un  suo ruolo specifico nella trama) ed è incentrata sulla vita di Devi Vishwakumar (Maitrey Ramakrishan), una quindicenne indiana trasferitasi con la famiglia in America.

Never Have I Ever, una serie che trae ispirazione da un gioco per teenagers

Se ci soffermiamo sul titolo della serie Never Have I Ever (Non ho mai…) ci rendiamo conto che esso prende spunto da un gioco, molto comune tra gli adolescenti.

Si tratta di un cosidetto “drinking game” in cui ogni partecipante rivela una cosa che non ha mai fatto nella vita: se uno o più partecipanti al gioco non si ritrovano in quella affermazione perché hanno già compiuto quella determinata azione devono bere un drink alcolico. Il rischio, oltre a quello di ubriacarsi, è di scoprire segreti insospettabili dei partecipanti.

Ognuno dei dieci episodi dello show inizia con un “never have i ever”, ovvero di una determinata azione mai compiuta dalla protagonista Devi fino a quel punto della storia.

Così la serie si articola come un gioco in cui pian piano il personaggio si svela, creando empatia con lo spettatore.

Never Have I Ever: la trama

Devi è la classica sfigata secchiona che cerca di integrasi nel suo liceo e nella società americana ma al di là di questo tema già ampiamente sfruttato dalle serie teen, i 10 episodi di NON HO MAI esplorano altri argomenti più profondi, calibrando bene ironia, leggerezza e dramma.

Ciò che rende questa serie tv interessante e diversa dalle altre è la sua capacità di affrontare una serie di tematiche: l’elaborazione del lutto, le differenze razziali e culturali, l’integrazione, la scoperta della sessualità, l’accettazione di se stessi, la discriminazione sociale e sessuale, i pregiudizi e gli stereotipi, l’utilità della psicoterapia.

Devi non riesce ad elaborare la perdita del padre, venuto a mancare improvvisamente durante una sua esibizione con l’arpa. L’uomo era l’unico vero punto di riferimento per la ragazza adolescente, che ora fa fatica a relazionarsi con gli altri membri della famiglia e con i suoi coetanei. Devi non sa gestire nè metabolizzare il lutto e viene colpita da una paralisi totale alle gambe, di origine evidentemente psicosomatica. Già questo primo evento tragico stabilisce il tono della serie tv, a metà tra commedia e dramma.

Una volta guarita, la teenager riprende la sua vita di sempre tra lo studio, le due inseparabili amiche (Eleanor e Fabiola), il suo avversario scolastico (Ben) e il ragazzo di cui è segretamente innamorata ovvero il “figo” del liceo (Paxton).

Never Have I Ever – la rivincita delle losers

Devi è una ragazza insicura, non accetta il suo aspetto fisico e sapendo di non poter mai essere all’altezza di Paxton gli offre una serata di sesso senza impegno. La teenager deve far fronte anche al rapporto conflittuale con la madre, la dottoressa Nalini, molto legata alle tradizioni indiane e spesso intransigente nei confronti della figlia. Devi si sente una ragazza americana e non si riconosce nelle sue origini, negli usi e costumi della sua cultura. La cugina Kamala che vive con lei e la madre,, oltre ad essere bellissima come una modella, sembra invece incarnare l’ideale della perfetta donna indiana. Le due ragazze scopriranno, in realtà, di essere molto più simili di ciò che appare, trasformando una relazione potenzialmente competitiva in un rapporto di “sorellanza” e di reciproco aiuto. Devi è una ragazza ambiziosa, ha un curriculum scolastico degno di nota e aspira a realizzarsi professionalmente, ad affermarsi come donna e come individuo, in barba alle tradizioni della sua famiglia che la vorrebbero sposata con un uomo scelto da loro.

Nelle questioni di cuore è decisamente più imbranata: la sua scarsa autostima e l’insicurezza la portano a compiere passi falsi che generano situazioni esilaranti e grottesche.

Devi, all’inizio della storia, sembra rappresentare pienamente la classica “loser” bruttina, in realtà, non è affatto un personaggio stereotipato.

In primo luogo ha una storia dolorosa alle spalle ovvero la morte di un genitore che cerca di superare grazie alla psicoterapia e, in secondo luogo, è una ragazza perfettamente integrata nella società in cui vive sebbene abbia una provenienza diversa.

In questo show si assiste a un rovesciamento dei cliché: Devi non viene, infatti, rappresentata come la straniera che fa fatica a rispecchiarsi nei valori e negli ideali di un Paese che non è il suo ma come una ragazza che rifugge le sue origini, le trova antiquate e ridicole, e cerca di conquistarsi una “pole position” in quella che riconosce come la sua realtà.

Divertente la scena in cui la protagonista dovrà, suo malgrado, partecipare ad una festa tradizionale indiana, ballando tra le danzatrici in pieno stile Bollywood.

Devi non è la “ragazza invisibile” problematica e infelice che viene “friendzonata” dal bello della scuola, al contrario, sarà quest’ultimo a essere conquistato dalla sua personalità e brillante e fuori dal comune.

Never Have I Ever: un cast ben assortito e un’atmosfera da commedia americana

Il cast è ben assortito: Maitrey Ramakrishan è perfetta nel ruolo di Devi, Poorna Jagannathan è una madre amorevole e severa, Jaren Lewison veste i panni del ricco viziato e saccente Ben, Richa Moorjani, cugina di Devi, ci delizia con la sua classe e bellezza e Darren Barnet, la cotta segreta di Devi,  già diventato un sex symbol tra i giovanissimi.

Pur toccando tematiche importanti, il tono e l’atmosfera della serie sono decisamente scanzonate, come è giusto che sia in un drama-comedy (più comedy che drama) creata ad hoc per gli adolescenti.

Questo non significa che Never  Have I Ever non possa risultare una piacevole scoperta per un pubblico più adulto: buoni sentimenti, Cupidi impazziti, piccoli drammi familiari e situazioni al limite del ridicolo alla Bridget Jones, qualche lacrima qua e là sono gli elementi imprescindibili per una storia di successo, indipendentemente dal target di pubblico a cui si rivolge.

Non ho mai...

  • Anno: 2020
  • Durata: 10 episodi
  • Distribuzione: Netflix
  • Genere: TEEN DRAMA
  • Nazionalita: USA
  • Regia: AAVV
  • Data di uscita: 27-April-2020