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FILM DA VEDERE

Quelle strane occasioni, con Paolo Villaggio, Nino Manfredi, Alberto Sordi e Stefania Sandrelli

Film a episodi diretto da Luigi Comencini, Nanni Loy e Luigi Magni, Quelle strane occasioni fu uno dei maggiori incassi del 1976. Merito delle storie, tutte divertenti e sempre all’insegna della ricognizione antropologica. Indimenticabili, in particolare, Alberto Sordi monsignore e la sensuale Stefania Sandrelli chiusi in ascensore a Ferragosto

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Su Cine 34 alle 23 Quelle strane occasioni è un film a episodi italiano del 1976 diretto dai registi Luigi Comencini, Nanni Loy e Luigi Magni. Con il soggetto di Sergio Corbucci e Rodolfo Sonego, la sceneggiatura di Leo Benvenuti, Piero De Bernardi e Rodolfo Sonego, la fotografia di Armando Nannuzzi, Claudio Ragona e Aldo Tonti, il montaggio di Nino Baragli, Franco Fraticelli e Ruggero Mastroianni, le scenografie di Fiorenzo Senese e Lucia Mirisola e le musiche di Piero Piccioni, Quelle strane occasioni è interpretato da Paolo Villaggio, Nino Manfredi, Alberto Sordi, Stefania Sandrelli, Flavio Bucci, Olga Karlatos, Beba Loncar.

Trama
Giobatta, superdotato performer erotico in un night, cede alla gelosia della moglie, la coinvolge nello spettacolo e fa cilecca: la naturale conseguenza è che viene declassato. Antonio Pecoraro è invece un architetto che, a letto con la figlia di un amico, scopre molte cose sul conto di sua moglie e della propria figlia. Nell’episodio finale, il gesuita monsignor Ascanio La Costa è bloccato in ascensore con la provocante Donatella.

L’occasione manda il sangue al basso ventre sia che capiti a un italiano in terra straniera o a un borghese fra le mura amiche o addirittura al prete bloccato in ascensore. Il fatto che questo film sia nella top 20 dei migliori incassi in Italia del 1977 non stupisce affatto, visto che il lavoro di regia dei tre prescelti e la pregevole prestazione di tutti gli attori coinvolti fanno sì che la pellicola funzioni a meraviglia in tutti e tre gli atti, di cui però si può fare un distinguo qualitativo a più livelli.

L’episodio con Paolo Villaggio firmato da Nanni Loy è un piccolo gioiellino, fa piacere vedere il comico genovese che per una volta non ripete le sue solite gag ma viene messo alla prova con un’avventura erotica sentimentale nella capitale olandese. Loy è stato bravissimo a cogliere tanto l’affollamento giornaliero di Amsterdam, in una via tipica come la Damrak, tanto quanto il silenzio palpabile che cala nelle ore notturne mentre i locali a luci rosse si riempiono di turisti in cerca di emozioni piccanti.  Giobatta vive con la focosa moglie su di un tipico barcone ormeggiato su un canalone e passa le sue giornate a zonzo per la pittoresca città olandese spingendo un carretto colmo di teglie di castagnaccio, ma gli affari vanno maluccio, tanto che in una delle scene più divertenti ne vende un piatto intero a un cliente che lo utilizza non esattamente per saziare il proprio appetito; l’occasione per far lievitare le finanze gli sarà data da un locale notturno in cui potrà dare sfoggio della sua misura sessuale fuori dalla norma, ma la nuova attività condiziona gli obblighi di marito con l’esigente moglie Piera che sembra un allarme antincendio quando raggiunge l’orgasmo. La sua timidezza e l’inibizione davanti ad occhi indiscreti gli causeranno non pochi problemi.

L’episodio diretto da Luigi Magni è meno spudorato ma pur sempre piccante, con un Nino Manfredi architetto casalingo alle prese con moglie e figlia che pensano solo a crearsi l’occasione per fare su e giù a rotta di collo; rimasto solo in casa per finire un progetto durante il week-end si ritrova a dover ospitare Cristina, la svedesina teen-ager figlia del suo miglior amico in transito a Roma.  Magni vuol puntare il dito sulla tendenza dei giovani moderni a volersi emancipare sbandierando il loro diritto al sesso sfrenato e senza ostacoli con partner di tutte le età: la giovane e graziosa Jinny Steffan, nel ruolo di Cristina, è un bombardamento ormonale ininterrotto per l’architetto tradizionalista che, alla fine, sfrutta l’occasione offertagli dal temporale primaverile e va giustamente in goal, ma le rivelazioni della ragazza cambieranno non poco i suoi equilibri morali e familiari.

L’episodio finale firmato da Luigi Comencini gode della tagliente prova attoriale di Alberto Sordi, prete bugiardo e inaffidabile, bloccato in ascensore nella tre giorni di ferragosto con una stuzzicante Stefania Sandrelli. I piccanti discorsi della riccioluta ragazza, animata da uno spirito fricchettone e dalle problematiche sentimentali in salsa rosa, sono ascoltate dal furbo prelato con piacevole attenzione che si tramuta ben presto in facile occasione; ma se la giovane stava raggiungendo il suo ragazzo per passare il ferragosto al mare il prete dove andava con quella pianta sotto braccio? Sorpresa finale. Il buon Comencini mette a confronto demonio e santità ma alla fine l’innocenza è più prominente nella ragazza, mentre il peccato è nei cromosomi dell’uomo di chiesa.

  • Anno: 1976
  • Durata: 115'
  • Distribuzione: CG Entertainment
  • Genere: Commedia
  • Nazionalita: Italia
  • Regia: Luigi Magni, Luigi Comencini, Nanni Loy