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Anniversari

Franco Maresco: sessantadue anni di scandali italiani

Compie sessantadue anni uno dei registi più controversi del nostro cinema, continuamente osteggiato dalla censura, sempre alla ricerca di nuovi scandali

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Franco Maresco nasce a Palermo nel 1958. I suoi esordi televisivi lo vedono collaborare insieme al collega Daniele Ciprì per programmi Rai come Blob, Avanzi Fuori orario. Cose (mai) viste. I due tentano anche la strada del cinema con grande successo.

Esordio cinematografico

Nel 1995, i due colleghi realizzano Lo zio di Brooklyn, una commedia anomala che ha per protagonista un mafioso americano che sconvolge l’armonia della periferia palermitana. Quello che emerge è il linguaggio politicamente scorretto del film, che diventa un vero e proprio marchio di fabbrica di questo duo. In un’intervista dichiarano infatti il loro disprezzo per il pubblico costituito per la maggior parte da persone ignoranti e incivili, ma anche per i sapientoni cinefili sempre convinti di essere a conoscenza di tutto quello che riguarda il mondo del cinema affidandosi unicamente a riviste del campo.

La censura e lo scandalo

Con il film Totò che visse due volte il loro modo di fare satira oltrepassa ogni limite. Il film racconta di tre uomini che non perdono occasione per dare sfogo ai loro istinti sessuali con stupri e rapine. I continui riferimenti a personaggi del Nuovo Testamento (primo fra tutti un novello Messia che sfida un boss mafioso nel suo territorio) suscita le ire dei benpensanti e soprattutto della censura che interviene in modo drastico.

Altri lavori con Ciprì

Maresco però non si ferma e nel 1999 realizza Enzo, domani a Palermo! Steve Plays Ducks. Nel 2000 collabora insieme a Ciprì con la regista  Roberta Torre  alla realizzazione del musical Sud Side Stori, parodia della tragedia Shakespeariana Romeo e Giulietta. Nel 2003 i due realizzano Il ritorno di Cagliostro. La storia è quella dei fratelli La Marca, produttori della Trinacria Cinematografica, che negli anni Quaranta tentano di realizzare un film sulla vita di Cagliostro, coinvolgendo anche un divo di Hollywood. Ma purtroppo il film non convince del tutto la critica. Segue un sentito omaggio ai comici Franco e Ciccio nel documentario Come inguaiammo il cinema italiano – La vera storia di Franco e Ciccio. Il progetto racconta il duo comico senza sentimentalismi, mostrando gli alti e i bassi della carriera dei due artisti.

Separazione da Ciprì

Il documentario su Franco e Ciccio è l’ultimo lavoro realizzato insieme a Ciprì. Il percorso di Maresco prosegue con il ritratto del clarinettista siculo americano Anthony Joseph Sciacca nel documentario Io sono Tony Scott, ovvero come l’Italia fece fuori il più grande clarinettista del jazz, che però non venne mai distribuito. Con Belluscone. Una storia siciliana affronta il rapporto tra i siciliani e Silvio Berlusconi attraverso gli occhi di Ciccio Mira. Con Gli uomini di questa terra io non li conosco – Vita e teatro di Franco Scaldati rende omaggio a uno dei più grandi artisti del teatro del Novecento Italiano.

Ultimi lavori

A venticinque anni dalla strage di Capaci e Via D’Amelio Franco Maresco decide di realizzare un film e per farlo chiede aiuto alla fotografa Letizia Battaglia che con i suoi scatti ha documentato stragi e guerre all’interno dei clan mafiosi, scegliendo come sua controparte il già nominato Ciccio Mira. La mafia non è più quella di una volta vince il Gran Premio della Giuria alla Mostra del Cinema di Venezia 2019. Il regista diserta la cerimonia di premiazione.

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