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FILM DA VEDERE

L’uomo della pioggia di Francis Ford Coppola

Tratto dal romanzo omonimo di John Grisham, L'uomo della pioggia segna il ritorno di Francis Ford Coppola dietro la macchina da presa dopo il deludente Jack. Il regista mette in scena un dramma giudiziario, anche se il centro emotivo della narrazione non è il tribunale. Eccellente la prestazione di Danny De Vito

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L’uomo della pioggia (The Rainmaker), un film del 1997 diretto da Francis Ford Coppola, tratto dal libro omonimo di John Grisham. Sceneggiato da Francis Ford Coppola, prodotto, tra gli altri, da Michael Douglas e con le musiche di Elmer Bernstein, L’uomo della pioggia è interpretato da Danny De Vito, Matt Damon, Claire Danes, Jon Voight, Danny Glover, Mickey Rourke.

Sinossi
Rudy Baylor, giovane laureato in giurisprudenza, aspira a diventare un “uomo della pioggia”, vale a dire, un uomo destinato ad arricchire lo studio legale che avrà la fortuna di assumerlo. L’avvocato entra così in contatto con personaggi di dubbia fama. Un giorno si troverà a dover sfidare una assicurazione potente e corrotta che, attraverso un raggiro assicurativo da milioni di dollari, si è arricchita ai danni dei lavoratori.

Coppola torna dietro la macchina da presa per narrare un ennesimo dramma giudiziario tratto da un romanzo di John Grisham. Dopo il deludente Jack, il regista costruisce un intrigante racconto che esula un po’ dal cliché del court-movie per il fatto che il centro emotivamente inteso della vicenda non è il tribunale con le sue arringhe piangenti (vedi JFK) o con gli interrogatori inchiodanti, ma il microcosmo dei rapporti interpersonali tra un giovane avvocato appena laureatosi (anche ne Il socio di Pollack, altro romanzo di Grisham, l’avvocato era un brillante neolaureato) e le persone che si trova a dover difendere dalle angherie di una grande (e corrotta, immancabilmente) compagnia di assicurazioni che non ha voluto saperne di pagare il suo debito verso un malato terminale che aveva assoluto bisogno di un intervento chirurgico.

Rudy Baylor (Matt Damon), il giovane avvocato, non ha ancora tutto il pelo sullo stomaco che ha il legale della compagnia di assicurazioni (interpretato da Jon Voight), non conosce addirittura alcune procedure processuali di base, ma ha al suo fianco il tondeggiante e grossolano Deck Shifflet (un grandioso Danny De Vito), che non ha la qualifica ma possiede una grande esperienza e una scaltrezza da vendere (stupenda, a questo proposito, la piccola scena in cui porge un suo biglietto da visita a un ragazzino di colore con il braccio ingessato, promettendo alla madre: “Mi telefoni, ci faremo dare tanti soldi“). Rudy Baylor proprio non ce la fa a essere cinico e distaccato dalle vicende ingiuste che gli ruotano intorno: memore dei maltrattamenti subiti dalla madre per mano del marito, prende a cuore anche la vicenda di Kelly, una giovane donna ripetutamente pestata dal compagno, si innamora della ragazza fino al punto di ucciderne per legittima difesa il marito in uno dei suoi incontrollabili accesi d’ira. Kelly si autoaccusa dell’omicidio e a Rudy non rimane che difendere la ragazza. Gratis, naturalmente.

Il giovane avvocato, così diverso dai suoi colleghi (addirittura diabolici secondo Taylor Hackford ne L’avvocato del diavolo) e così fuori dai canoni per poterlo esplicitamente e ripetutamente riconoscere durante lo svolgimento della pellicola, lega a sé, in un rapporto di amicizia e solidarietà, il giovane, vittima della frode da parte della compagnia di assicurazioni, lo va a visitare anche quando non è rigidamente richiesto dal suo lavoro, lo porta in giro per lunghe passeggiate, costruisce un solido dialogo. Questi momenti acquistano la posizione di fulcro del racconto, al punto che quando verrà il momento dell’arringa finale di Rudy Baylor, prima del pronunciamento della giuria, egli lascerà all’evidenza di un filmato, in cui lo stesso ragazzo, ormai tristemente defunto, spiega la sua vicenda e le colpe della compagnia, il compito di rendere palpabile il dramma di un’intera famiglia, per una dialettica tra esterno (il mondo e le sue tristi realtà) e interno (l’indifferenza dell’universo legale verso le profonde motivazioni ed il chiudersi in una dimensione cinica ed indifferente) che gli avvocati non sempre (quasi mai) comprendono. Ma chi si aspetta l’ennesimo lieto fine viene deluso.

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  • Anno: 1997
  • Durata: 135'
  • Genere: Drammatico
  • Nazionalita: USA
  • Regia: Francis Ford Coppola