Un divano a Tunisi di Manèle Labidi: la psicoanalisi in Tunisia
Un divano a Tunisi di Manele Labidi, è la commedia presentata durante le Giornate degli autori al Festival di Venezia 2019, con Golshifteh Farahani, Hichem Yacoubi, Majd Mastoura Mastoura. Uno sguardo alla psicoanalisi nel mondo arabo
Un divano a Tunisi è il lungometraggio di esordio di Manèle Labidi
In Tunisia c’è stata la Primavera araba, ma forse aprire uno studio da psicanalista per una donna è ancora troppo presto…
Selma è una giovane psicanalista cresciuta a Parigi insieme al padre. Quando decide di tornare nella sua città d’origine, Tunisi, per aprire uno studio privato le cose non andranno come previsto. La ragazza si scontra con un ambiente non proprio favorevole. I suoi parenti cercheranno di scoraggiarla e lo studio inizierà a popolarsi di pazienti alquanto eccentrici.
Un divano a Tunisi è scritto e diretto da Manèle Labidi.
“Quando arriva in Tunisia, Selma -interpretata dalla Farahani- è un’estranea. La sua professione disorienta la gente, che non la capisce. È a suo agio con la sua androginia e ignora i codici della femminilità nordafricana. Rifiuta l’idea del matrimonio e della famiglia, canalizzando le sue energie nel lavoro. È soddisfatta di essere single all’alba dei quarant’anni, una donna solitaria che coltiva la solitudine”
Manèle Labidi è una sceneggiatrice-regista franco-tunisina. Prima di dedicarsi alla scrittura di sceneggiature teatrali e radiofoniche, ha studiato scienze politiche e ha lavorato in ambito finanziario.
“L’idea per questo film mi è venuta il giorno in cui ho detto a mia madre che ero in analisi. Ho avuto paura che morisse” ha detto la Labidi.
Un divano a Tunisi è una produzione Kazak Productions distribuito da Bibifilm .
Il film sarà il 19 Luglio nelle principali Arene estive e da Settembre in sala.