Per festeggiarne il centenario della nascita, Fuori Orario (Rai 3) dedica la nottata a Federico Fellini

Per festeggiarne il centenario della nascita, Fuori Orario (Rai 3) dedica la nottata a Federico Fellini: si comincia alle 01,15 con Toby Dammit, episodio di Tre passi nel delirio (1968). Si prosegue alle 02,00 con Block-notes di un regista (1969), documentario diretto da Federico Fellini. Si conclude con Ciao, Federico! (1970), di Gideon Bachmann

Toby Dammit è un episodio di Tre passi nel delirio, un film collettivo del 1968, liberamente ispirato a racconti di Edgar Allan Poe, diretto da Federico Fellini, Louis Malle e Roger Vadim. Sceneggiato da Bernardino Zapponi e Federico Fellini, con la fotografia di Giuseppe Rotunno, il montaggio di Ruggero Mastroianni, le scenografie di Pietro Tosi e le musiche di Nino Rota, Toby Dammit è interpretato da Terence Stamp, Salvo Randone, Polidor, Milena Vukotic, Marina Yaru, Antonia Pietrosi, Ferdinand Guillaume, Ernesto Colli, Aleardo Ward, Paul Cooper. Il film contiene dei riferimenti al film Operazione Paura (1966) di Mario Bava, da cui riprende lo stilema visivo della bambina vestita di bianco che maneggia un pallone, presente nel film, insieme a qualche altra soluzione visiva.

Sinossi
Un attore alcolizzato accetta di girare un western all’italiana perché gli viene offerta una Ferrari, ma ossessionato da un inconscio richiamo finirà per trovare la morte dopo una folle corsa.

“Fellini riguarda con l’occhio dei suoi personaggi, ora è un prete, ora uno sceneggiatore cattolico, ora un cronista crudele (e gratuito) come quando satireggia Totò, cieco, barcollante attore comico, al braccio di una enorme attrice biondo-eccentrica. La Roma di Fellini-Poe accoglie tutto questo come in un fumo di vapori, sembra sognata, presa da un lontano incubo, irreale anche se carica di spunti verosimili”. (Edoardo Bruno, Filmcritica, dicembre 1968).

Block-notes di un regista (1969) è un documentario per la televisione diretto da Federico Fellini. Scritto e sceneggiato da Federico Fellini e Bernardino Zapponi, con la fotografia di Pasqualino De Santis, il montaggio di Ruggero Mastroianni e le musiche di Nino Rota, il film vede la partecipazione di Federico Fellini, Giulietta Masina, Marcello Mastroianni, Caterina Boratto, Marina Boratto, David Maumsell, Bernardino Zapponi, Lina Alberti, Alvaro Vitali, Ennio Antonelli.

Ciao, Federico! è un documentario di Gideon Bachmann del 1971 sulle riprese del film Fellini Satyricon di Federico Fellini; è stato presentato nel 1970 in anteprima come film d’apertura alla 31ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia. Federico Fellini, con il suo mimetismo e i suoi gesti, si identifica con ogni personaggio, dal ruolo più piccolo a quello più grande (chiama tutti i suoi attori con il loro nome e sembra sapere fino a quando appare l’ultimo). Lo vediamo rantolare (dopo uno dei suoi scenografi), urlare con un’attrice e poi scusarsi, rassicurare una Capucine preoccupata o seducente e poi eccitarsi con altri come i protagonisti del suo antico affresco. Le immagini giustificano le sue interviste: fare film è “l’unico vero modo in cui deve far parte di questo mondo, entrare in contatto con le persone“. Gideon Bachmann cattura il suo stupore da bambino: quel “Martino” (l’attore britannico Martin Potter) può ancora mangiare come un inglese con maniere raffinate (imitazione da sostenere) dopo tre mesi di riprese di orge romane. Il maestro è presente su tutti i fronti del suo grande successo: generale dell’impero che dirige il suo esercito di comici a bordo di un’immensa cucina, sommo sacerdote circondato dai suoi tecnici-maghi o studioso illusionista trasportato dalle fitte della sua creazione in un vortice di vento e di polvere. Comprendiamo che, soggiogati, i suoi attori possono solo essere schiavi del loro creatore. Durante le pause, galleggia come un’aria di libertà, perché è il 1968: uno canta Don’t Think Twice, it’s All Right di Bob Dylan, uno si abbronza a Ponza con la musica di Azzurro di Adriano Celentano.

Utlima modifica: 17 Gennaio, 2020



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